Koh Poda e Koh Hong – uscite in long tail boat da Tub Kaek, Krabi

Nei giorni di permanenza nella spiaggia di Tub Kaek, oltre a sforzarsi di trovare la miglior angolazione per non lasciarsi sfuggire nemmeno un raggio di sole, abbiamo anche fatto alcune uscite in barca nelle isolette circostanti. Il paesaggio davanti ad Ao Nang e dintorni è quello tipico del mare delle Andamane con delle formazioni calcaree e granitiche ricoperte da una vegetazione lussureggiante, circondate da un mare cristallino, con infinite tonalità di azzurro e di verde.

Per gli spostamenti utilizziamo le long tail boat, pratiche barche a motore con capacità di massimo 4 persone oltre al capitano. Da tenere presente che qualsiasi domanda vorrete fare al capitano, immancabilmente la sua risposta sarà sempre yes, e non perché vi sta rispondendo affermativamente ma perché è una delle poche parole che conosce in una lingua diversa dalla sua. Partite coscienti che per qualunque necessità doveste avere dovrete cavarvela a gesti… I tempi di traversata sono per lo più brevi: ci vogliono circa venti minuti per arrivare a Hong Island da Tub Kaek, circa il doppio per Poda Island che si trova davanti ad Ao Nang. Il costo varia da 1700 a 3000 Bath in funzione della distanza e del numero dei passeggeri, due o quattro, e ovviamente anche dal punto di partenza. Da Ao Nang  sono numerose le partenze, mentre a Tub Kaek le long tali boat disponibili sono sempre al massimo una decina.

Koh Poda

Poda Island, Ao Nang Krabi Thailandia

Per la visita di Koh Poda e relativi isolotti circostanti è bene riservare un giorno intero. Poda Island è una stupenda isola di sabbia bianca con un mare di una trasparenza impressionante. La particolare bellezza del luogo attrae numerosi turisti che passano la giornata su queste spiagge, tanto che, a mio avviso, risulta un po’ troppo sfruttata. Dopo alcune ore riprendiamo la long tail boat e ci spostiamo di poche miglia fino a raggiungere Chicken Island, soprannominata così per la vaga somiglianza con un pollo. Qui la presenza della barriera corallina richiama moltissimi pesci e non possiamo fare a meno di tuffarci in queste acque per un po’ di snorkeling. Proseguiamo il nostro percorso fino ad arrivare a Tub Island, sempre nelle vicinanze. Qui una lingua di sabbia collega l’isola di Chicken Island ad un’altro isolotto. Inutile dire che il luogo è bellissimo, e l’unico rischio è quello di non avere crema a sufficienza per non scottarsi.

KhoTub, Chicken Island - Ao Nang, Krabi Thailandia

Koh Hong

Hong Island - spiaggia - Krabi Thailandia

Anche per Koh Hong e isole limitrofe è necessario dedicare un giorno intero. Hong Island è a mio avviso ancora più bella, forse perché un po’ più distante da Ao Nang e meno sfruttata dal turismo, più piccola di dimensione e meno dispersiva della lunga spiaggia di Poda. Koh Hong ha una forma particolare con speroni a picco sul mare; arriviamo su una spiaggia di sabbia bianca di dimensioni modeste che si affaccia su un golfo molto suggestivo con l’acqua di un verde accecante. Dopo aver trascorso alcune ore in questo paradiso, riprendiamo la boat e ci spostiamo nella laguna interna all’isola. Si arriva nella laguna attraversando un canale di ridotte dimensioni che passa nel mezzo alle rocce. Hong Island vista dal cieloAll’interno di questa laguna assaporiamo con i nostri sensi la magia del luogo: il verde smeraldo dell’acqua, la tranquillità data dal silenzio assoluto e la completa solitudine lascia un ricordo indelebile nelle nostre menti. Hong in lingua Thai significa camera ed effettivamente questo luogo sembra essere proprio tale. Proseguiamo il nostro itinerario ed arriviamo a Pakbia Island, altra isoletta da non perdere.

Quando arriva l’ora di partire per tornare in albergo il nostro motore fa i capricci e non vuol sentirne di mettersi in moto. Il nostro capitano ride e continua a parlare una lingua che lui crede essere inglese, creando un certo disagio ed apprensione sul risultato della giornata… Siamo rimasti quasi soli su quest’isola e visto che era una settimana che non cadeva nemmeno una goccia, improvvisamente anche le nuvole hanno deciso di spostarsi sulle nostre teste ed aprire i rubinetti. Quando tutto sembra volgere al peggio un capitano di un’altra boat ci presta la sua batteria e, evviva, riusciamo a mettere in moto il nostro motore. Restituita a malincuore la batteria (capisco che gli servisse…) siamo partiti per rientrare a Tub Kaek sperando che il motore non si spegnesse…

Da non dimenticare: crema solare, occhiali, pinne, maschera, boccaglio. Per mangiare a Poda trovate un piccolo punto ristoro, mentre a Hong la situazione è un po’ più precaria. I capitani delle imbarcazioni sono forniti di acqua in abbondanza (anche refrigerata) e ananas. Se non siete esigenti può essere più che sufficiente.

Non tutti i giorni li abbiamo passati in barca in giro per le isole, anche la spiaggia di Tub Kaek è piacevole ed offre un oasi di tranquillità che ci siamo goduti fino all’ultimo giorno prima del nostro rientro a casa.

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Tramonto sulla spiaggia di Tub Kaek - Amari Vogue Krabi - Thailandia

Thailandia: da Bangkok all’ Amari Vogue Krabi – 6° giorno

Dopo aver visitato la città di Bangkok decidiamo di passare qualche giorno al mare in una località vicino a Ao Nang. Andiamo in aeroporto la mattina presto e prendiamo il volo interno Thai Airways che in circa 1 ora ci porta a Krabi. All’aeroporto di Krabi prendiamo un taxi per il nostro albergo, che si trova a circa 1 ora e mezza. Abbiamo scelto di soggiornare in una struttura lontano da ogni forma di vita di tipo turistico (in spagnolo diremmo movida) e la scelta per noi si è rivelata la migliore.

Vista dell'albergo Amari Vogue a Krabi dalla spiaggia di Tub KaekL’albergo scelto è l’Amari Vogue Krabi; si trova sull’incontaminata spiaggia di Tub Kaek, vicino ad Ao nang; l’hotel ha circa 60 camere ed è distribuito su più edifici di piccole dimensioni. Due i ristoranti: il Lotus, con cucina indiano-thailandese ed il Bellini, con cucina italiana con cuoco italiano (toscano). Il ristorante italiano si trova in una posizione spettacolare ed unica sulla spiaggia. La spiaggia non è enorme ma è molto lunga e pressoché deserta; il paesaggio di fronte è spettacolare: le classiche formazioni calcaree creano un profilo dell’orizzonte molto bello. La località a noi è piaciuta moltissimo, ma dobbiamo essere anche obiettivi e dire che se vi piace fare una vacanza particolarmente attiva, uscire tutte le sere e mangiare in un locale diverso, non è il posto giusto. Noi cercavamo un luogo di assoluta tranquillità, con poche persone e dove potersi godere la natura e riposarsi, e l’abbiamo trovato! Anche se infatti dista appena 20/30 minuti di auto da Ao Nang, l’hotel è in una zona pressoché isolata, poche le strutture alberghiere e tutte di dimensioni molto contenute. L’albergo mette a disposizione degli ospiti un servizio di bus-navetta per Ao Nang, anche se le partenze durante il giorno sono solo due e non proprio flessibili. Un avvertenza sulla struttura dell’albergo: si trova su un terreno in discesa degradante verso il mare; numerose sono le scale per andare dalla reception o dalla camera al mare e, anche se avete scelto una camera nella zona più vicina al mare, i due ristoranti si trovano uno sulla spiaggia e uno vicino alla reception… insomma anche se non volete muovere un muscolo alla fine farete sicuramente un po’ di ginnastica. A proposito di ginnastica se proprio volete rimanere attivi c’è anche un fitness center. Completa l’offerta la Sivara SPA, un centro massaggi dove abili mani thailandesi sapranno farvi dimenticare tutte le preoccupazioni e lo stress accumulato.

Panorama della spiaggia e mare antistante all'Amari Vogue Krabi HotelSulla spiaggia troviamo anche sia un servizio taxi vero e proprio per spostarsi nelle località nelle vicinanze che un servizio di taxi boat. Sono infatti numerosissime gli isolotti pressoché disabitati raggiungibili in pochi minuti di navigazione. Il servizio di taxi boat prevede il passaggio in barca, l’uso di maschera e boccaglio per poter fare un po’ di snorkeling, acqua e frutta fresca. Il costo varia in funzione della distanza da percorrere e va dai 1700 ai 2500 bath per 2 persone.

Tramonto sulla spiaggia di Tub Kaek - Amari Vogue Krabi - Thailandia

Wat Arun a Bangkok - Tempio dell'Alba

Thailandia: Mercato Chatuchak e Wat Arun a Bangkok – 5° giorno

Mappa del Weekend Market di ChatuchakQuesta mattina tutto shopping! Piuttosto presto facciamo la solita fantastica colazione al Siam City hotel e partiamo con lo sky train verso il mercato del week end – Sukhumvit line, fermata Mo Chit (capolinea). Il Chatuchak o Weekend Market, è un mercato di proporzioni gigantesche, il più grande al mondo nel suo genere,   con oltre 9.000 bancarelle e 200.000 visitatori giornalieri, che vende di tutto, ma davvero tutto: animali, abbigliamento, pietre dure, oggetti in pelle, artigianato, qualsiasi cosa per tutti i gusti! Il soprannome Weekend Market deriva proprio dal fatto che si svolge soltanto il sabato e la domenica. Il consiglio è di andare presto, perché poi, sia per il caldo che per la folla, girare per le bancarelle diventa faticoso.
Ricordate anche di contrattare moltissimo!

Tempio dell'Alba - Wat Arun in onore della dea indiana ArunaPausa in hotel per una doccia e uno spuntino e poi via! Partenza per il Wat Arun o Tempio dell’Alba, in onore della dea indiana dell’alba Aruna.

Per arrivarci dal Siam Hotel il tragitto è un po’ macchinoso. Comunque in breve, basta raggiungere una delle fermate del Chao Phraya River Express boats e prendere l’imbarcazione fino a Tha Thien.

Il Wat Arun si trova sulla riva destra del fiume Chao Praya per cui da Tha Thien si deve prendere l’imbarcazione per andare sull’altra sponda del fiume (2 Bath).

Il tempio dell'Alba di Bangkok - Wat Arun

Il tempio è veramente tra i più belli di Bangkok. La costruzione principale, il Prang, è costruita in stile khmer con mattoni stuccati ed adornati da porcellana cinese multicolore, un genere di decorazione dei templi molto diffuso all’epoca della sua costruzione. Per la realizzazione venivano utilizzate le zavorre delle navi cinesi costituite appunto da vecchi frammenti di porcellana cinese.

Decorazione con porcellana del Wat ArunSi può salire sulle terrazze per mezzo di scale molto ripide (che diventano sempre più ripide!). Ogni terrazza è decorata da statue e nicchie. Quando fu costruito, durante il Regno di Ayutthaya, il Prang era alto 16 metri, poi Rama II decise di elevarlo fino alla sua altezza attuale di 81 metri, ma i lavori furono completati soltanto durante il regno di Rama III. Il Wat è circondato da un tranquillo giardino lontano dal rumore della città. Il Wat Arun è aperto tutti in giorni dalle 8.30 alle 17.30 ed il biglietto costa 10 Bath.
Al tramonto dalle terrazze si gode una magnifica vista sul fiume Chao Phraya e su tutta la città di Bangkok.

Appena passato il tramonto attraversiamo il fiume e ci dirigiamo al più grande Mercato dei Fiori, il Pak Khlong Market. Il mercato si trova vicino alla fermata Tha Ratchini del Chao Phraya River Express boats, ad una sola fermata da quella di fronte al Wat Arun. In questo mercato troviamo l’equivalente del Chatuchak Market della mattina ma in versione florovivaistica ed ortofrutticola. Milioni di fiori e piante passano da questo grande mercato per essere destinati alla vendita al dettaglio.

Infine concludiamo la serata con una cena in un sea food in riva al fiume.

Mercato galleggiante di - Thailandia

Thailandia: mercato galleggiante di Damnernsaduak o Damnoen Saduak e Rose Garden – 4° giorno

La giornata di oggi la dedichiamo alla visita del mercato galleggiante di Damnernsaduak o Damnoen Saduak (imparerete presto che in Thailandia le cose non si chiamano mai in un modo solo…). Decidiamo di fare questa escursione nonostante la maggioranza delle recensioni più recenti lo sconsigli vivamente perché diventato troppo turistico. Venti anni fa quando lo visitammo per la prima volta ci era piaciuto molto ed era una di quelle cose che volevamo rivedere, anche se sapevamo in anticipo che sarebbe stata una delusione.

Damnernsaduak mercato galleggiante - ThailandiaIl mercato è distante circa 100 km da Bangkok e, dato che tutte le guide consigliano di arrivare il prima possibile per evitare il maggior afflusso di turisti, decidiamo di partire con l’autobus di mattina presto. Arriviamo nella zona del mercato verso le 8 della mattina e, lasciato l’autobus, prendiamo una piccola imbarcazione (un battello-taxi da 20 Bath) con la quale proseguiamo il viaggio percorrendo di canali fino a raggiungere la zona centrale del mercato galleggiante, chiamata Hia Kui. Appena arrivati ci rendiamo conto che chi lo sconsiglia ha pienamente ragione! Non è rimasto nulla di quello che era tanto tempo fa. Si tratta di un insieme di bancarelle con souvenir per turisti lungo il fiume e piccole barche in legno che vendono frutta e verdura, ma anche queste ormai vendono solo ai turisti.

Bangkok Rose Garden RiversideLasciato il mercato galleggiante di Damnernsaduak abbiamo ripreso l’autobus in direzione di Bangkok e lungo la strada del rientro facciamo una sosta al Rose Garden dove abbiamo pranzato su una veranda in riva al fiume. Dopo pranzo abbiamo visto uno spettacolo folcloristico. In genere gli spettacoli folcloristici appositamente preparati per i turisti non ci piacciono; questo oltretutto era veramente pietoso. Si può dire che, se venti anni fa questa escursione ci era piaciuta, oggi secondo noi è assolutamente da evitare.

Rientriamo in albergo e ci prepariamo per uscire per cena. Questa sera decidiamo di andare a Patpong. Benché il nome Patpong sia quello di un quartiere di Bangkok, in realtà normalmente ci si riferisce a due sole strade parallele dall’omonimo nome (Thanon Patpong) che congiungono le strade di Thanon Surawong e Thanon Silom. Lungo queste due piccole strade lunghe circa 1 km vi sono oltre 40 go-go bar (per lo più costosi e squallidi locali destinati quasi esclusivamente ad una clientela maschile) che hanno reso tanto celebre Bangkok fin da prima della guerra d’Indocina. Negli anni sessanta l’arrivo dei soldati americani dette un altra grossa spinta all’attività della zona. Oggi è diventato più un mercato all’aperto, dove lungo queste due strade i venditori ambulanti propongono qualsiasi cosa: dal cibo appena preparato sulla griglia all’orologio di nota marca rigorosamente falso. Se cercate qualcosa di falso, qualsiasi cosa, qui lo trovate: non solo borse, occhiali e abbigliamento come potreste immaginare.

Per la cena raggiungiamo la riva del fiume e scegliamo uno dei tanti ristoranti sea food che si affacciano sul Chao Phraya. Succulenti granchi ed aragoste riempiono i nostri piatti, e non solo quelli. Dopo cena facciamo una breve passeggiata e quindi rientro in albergo.

Residenza estiva Bang Pa-In

Thailandia: Ayutthaya e Bang Pa-In – 3° giorno

La mattina successiva ci aspetta la visita alla vecchia capitale della Thailandia, Ayutthaya. La nostra guida ci viene a prendere in auto al Siam City e partiamo per Ayutthaya, che si trova a circa 80 km da Bangkok.

Residenza estiva Bang Pa-InLungo il percorso facciamo una prima tappa alla vecchia residenza estiva reale Bang Pa-In. E’ un complesso piuttosto bizzarro, con edifici in diversi stili architettonici immersi in un grande giardino con laghetti, ponticelli e cespugli con forme di animali, secondo i criteri dell’arte topiaria. All’interno del parco al centro di un laghetto si trova un padiglione in stile tipico thai, mentre nelle vicinanze vi è un edificio in stile cinese, il Wehat Chamrun Palace, visitabile anche all’interno.

Thailandia, Bang Pa-In - Palazzo in stile cinese

Davanti a questo edificio troviamo un faro completo di balconi: salendo in cima al faro si gode una bella veduta del complesso e dei giardini sottostanti. La visita alla residenza non è particolarmente interessante, ma la sua locazione geografica permette di fare una pausa nel viaggio da Bangkok: non è classificabile come da non perdere ma neanche da escludere. È aperto tutti i giorni dalle 08.30 alle 15.30 e l’ingresso costa 50 Bath. Si può visitare il complesso di Bang Pa-in a piedi o con piccole vetture elettriche disponibili all’ingresso.

Conclusa la visita a Bang Pa-In, riprendiamo l’auto e proseguiamo fino ad Ayutthaya. Fondata nel 1350 dal re Rama I lungo il fiume Chao Praya, Ayutthaya fu la capitale del Siam per circa 400 anni, fino al 1767 quando fu distrutta dai Birmani. Dal 1991 è patrimonio Mondiale dell’Unesco. Offre ai suoi visitatori splendide rovine che danno un’idea dello splendore d’un tempo e dei numerosi templi che abbellivano la città.

Thailandia, Ayutthaya - Wat Phra Si SanphetVisitiamo il Wat Phra Si Sanphet, il più grande tempio di Ayutthaya, realizzato nel XIV secolo. Inizialmente vi era una statua del Buddha alta 16 metri rivestita da 250 Kg di oro, che come potete immaginare fu preso e fuso dai birmani in seguito alla loro conquista della città. Gli stupa sono costruiti secondo il classico stile thai e volendo dare un giudizio personale è il tempio che ho giudicato più piacevole da visitare. L’ingresso costa 30 Bath. Adiacente a quest’ultimo tempio vi è il Wat Phra Mongkhon Bophit, contenente una delle statue del Buddha più alte della Thailandia risalente al XV secolo.

Ayutthaya, testa del Buddha avvolta dalle radiciDa non perdere anche il tempio Wat Phra Mahathat. Qui si trova la famosa testa del Buddha avvolta dalle radici di un albero, sicuramente la più fotografata dai turisti, ma anche da celebri fotografi come Steve McCurry.

Il tempio risale sempre al XV secolo, anche se si ha l’impressione che abbia più anni degli altri, ma ciò in buona parte è dipeso dalla devastazione birmana conseguente all’invasione. Comunque nonostante i danni il prang è pur sempre molto imponente. Lo stupa in stile khmer e tutto il complesso lasciano intuire la grandezza del regno dell’epoca. L’ingresso costa 30 Bath.

Thailandia, monastero di Wat Phanan Choeng ad AyuttayaInfine visitiamo il monastero Wat Phanan Choeng del XIV secolo costruita in stile khmer prima che Ayutthaya diventasse la capitale. Al suo interno vi è una statua del Buddha seduto alta 19 metri; è uno dei templi ancora oggi più frequentati dai fedeli.

Completata la visita dei templi abbiamo ripreso l’auto ed abbiamo raggiunto la sponda più vicina del Chao Praya e ci siamo imbarcati sulla motonave River Sun Cruise. Dopo aver pranzato a bordo ci siamo goduti lo spettacolo del panorama lungo la lenta navigazione sul fiume Chao Praya fino a Bangkok.

Panorama lungo le sponde del Chao Praya durante la crociera

Arriviamo in albergo esausti, e scegliamo di andare a cena al ristorante cinese del Siam City: ottimo il servizio e cibo molto buono.

Dettaglio di un tempio del palazzo reale di Bangkok

Thailandia: Bangkok, il Palazzo Reale, Wat Pho, Wat Traimit e Wat Benjamabophit – 2° giorno

Chao Phraya River Express di BangkokLa mattina, dopo una fantastica colazione al Siam City, ci aspetta la visita del Palazzo Reale. L’albergo è a pochi metri dalla fermata dello skytrain dove prendiamo il primo treno fino alla stazione di interscambio centrale a due sole fermate. Quindi prendiamo l’altra linea fino a raggiungere la fermata subito prima del fiume. Il biglietto dello skytrain si acquista subito prima di entrare nella stazione sia da distributori automatici che dai classici sportelli con operatore. La tariffa varia in funzione di quanto è lungo il percorso, ed è quindi indispensabile sapere prima dove si sale e dove si scende. Lasciato la metro proseguiamo con il battello del servizio di trasporto fluviale Chao Phraya River Express per alcune fermate fino a raggiungere la zona dei templi – fermata Tha Chang. Detta così sembra complessa, ma in realtà è molto semplice e anche abbastanza veloce (sempre tenendo conto delle dimensioni di questa megalopoli).

Templi e palazzi reali di BangkokIl complesso del Palazzo Reale di Bangkok si trova nel centro storico della città ed è senza dubbio l’attrazione turistica più visitata di Bangkok. Date le temperature è consigliabile organizzare la visita al mattino; ricordatevi che è necessario indossare pantaloni lunghi ed avere le spalle coperte in segno di rispetto.
Il Palazzo Reale ha una superficie di 218,400 metri quadrati ed è circondato da mura merlate lunghe quasi 2 km risalenti al 1782. Fino al ’46 è stata residenza reale, e attualmente è utilizzato per le cerimonie reali e le visite di Stato. È uno spettacolare insieme di padiglioni, cupole e pinnacoli dorati, in puro stile thai. Escluso qualche sala, il Grand Palace è chiuso al pubblico, ma sono oggetto di visita le altre costruzioni, cortili e giardini del complesso.

Il complesso è suddiviso in 4 sezioni:

  • Il Cortile Interno a nord, dove ci sono gli edifici il cui accesso era consentito alle sole donne ed al sovrano.
  • Il Cortile Esterno a sud, nei cui palazzi erano ospitate le sedi dei ministeri, della Guardia Reale e del Tesoro.
  • Il Cortile Centrale, in cui si trovano i Palazzi di maggiore interesse, tra cui il Chakri Mahaprasad Hall, dove il re riuniva la corte e dava udienze. Fu fatto costruire da Rama V in uno stile misto tra il rinascimentale italiano e il thailandese classico, ed ospita la Sala del Trono.
  • Il complesso di Wat Phra Kaew, ossia il tempio del Buddha di Smeraldo, è un insieme di edifici religiosi di stili ed epoche diverse. All’interno del suo tempio principale, che ha la funzione di cappella reale, è conservato il sacro Buddha di Smeraldo, una delle reliquie più venerate della Thailandia. Si tratta di una statua alta 65 cm raffigurante Buddha seduto, scolpita nella nefrite (diaspro verde o giadeite), adornato con vesti dorate.

Nel pomeriggio, la visita prosegue nei tre templi più conosciuti:

Wat Pho / Buddha sdraiato

  • Wat Pho o Tempio del Buddha sdraiato, è il più antico tempio di Bangkok ed anche il più grande monastero della Thailandia. Costruito nel XVII secolo, custodisce la statua del Budda sdraiato lunga 46 mt e alta 15 mt. Il corpo è rivestito d’oro, gli occhi e i piedi sono decorati con madreperla, mentre sulle piante dei piedi sono raffigurate 108 scene augurali abbellite da conchiglie in stile cinese e indiano. Le pareti del tempio sono affrescate con scene degli annali storici di Ceylon e con ritratti dei discepoli di Buddha. Il complesso di Wat Pho consiste in due aree recintate divise dalla Soi (via secondaria) Chetuphon. L’area settentrionale è quella sacra, dove si trovano i templi e la scuola di massaggi. In quella meridionale, prettamente residenziale, si trova un monastero che ospita i monaci e una scuola.
  • Wat Traimit. Il Tempio del Buddha d’Oro è situato nel quartiere cinese, ed è la più grande statua in oro massiccio al mondo ed uno dei tesori più preziosi della Thailandia e del buddhismo. La statua è alta ben 3 metri per un peso di circa 5 tonnellate; rappresenta Buddha seduto a terra con le gambe incrociate nella posizione del Bhumisparsamudra, che assunse quando ottenne la Bodhi (l’Illuminazione). Oltre che per il valore economico e simbolico, la statua colpisce per la serenità e l’energia che le fattezze del Buddha emanano, rendendola una delle più amate e venerate in Thailandia.
  • Wat Benjamabophit o Tempio di Marmo è il più recente fra i grandi templi di Bangkok. Costruito nel XIX secolo in marmo bianco di Carrara è circondato da un giardino e rappresenta un mix di stile Thai e Europeo.

Ristorante Grill con carboni ardenti in tavola al Siam Center - Bangkok Dopo un riposino in hotel, usciamo di nuovo per cena. Lo sky train è a pochi passi, fermata di Phaia Thai, ed in 5 minuti andiamo a Siam dove si trova il Siam Center. Cena in un ristorante molto carino e particolare, il Sukishi Charcoal Grill: ogni tavolo è accessoriato con una cappa aspirante, quello che puoi ordinare è tutto da cuocere sul barbecue che ti viene portato direttamente a tavola con i carboni ardenti.

Palazzo reale di Bangkok visto dal Wat Arun

Thailandia: in viaggio per Bangkok – 1°giorno

Venti anni fa io e mia moglie Valeria visitammo questa città durante il nostro viaggio di nozze. Quest’anno proprio per il nostro anniversario abbiamo deciso di tornarci qualche giorno e abbinare un soggiorno mare. Per Valeria non era la seconda ma bensì la terza: circa dieci anni fa aveva avuto occasione di tornare a visitare Bangkok con tutta calma.

Siamo partiti alle 13.30 con il volo Thai Airways per Bangkok dall’aeroporto di Fiumicino. Arriviamo la mattina presto del giorno successivo all’aeroporto Suvarnabhumi di Bangkok, delle dimensioni di una piccola città. Con un trasferimento in auto di circa 30 minuti arriviamo nel nostro hotel, il Siam City. Ci viene assegnata subito la camera nonostante siano appena le 7 di mattina. Dopo un breve riposo, abbiamo pranzato al Bakery Cafè dell’hotel e via a zonzo per la città.

Bangkok panorama dal Wat ArunBangkok è una città enorme, conta circa 10/13 milioni di abitanti ed il traffico è impressionante. È anche una città multietnica e affascinante. Si devono capire i ritmi che scandiscono la vita in Thailandia per riuscire ad apprezzare questa città piena di contrasti. Il periodo migliore per visitarla è da novembre a febbraio, quando le piogge sono meno intense e non fa eccessivamente caldo. Da evitare, per l’eccessivo caldo, i mesi aprile e maggio e per le eccessive precipitazioni i mesi di settembre e ottobre. Bangkok è attraversata da nord a sud dal fiume Chao Phraya e la sponda orientale è quella dove si trovano la maggior parte dei templi antichi e i palazzi più interessanti da visitare. Viste le dimensioni della città e i nomi delle strade impronunciabili è assolutamente indispensabile reperire una cartina della città con l’indicazione dei principali mezzi pubblici e studiarsela un attimo: altrimenti perdersi è una certezza. Palazzo reale di Bangkok visto dal Wat ArunAltra certezza è il traffico stradale: in qualunque ora del giorno e della notte se vi spostate in auto ci impiegherete sicuramente più di quello che pensavate! Le cose sono migliorate notevolmente negli ultimi dieci anni grazie all’implementazione dello skytrain, una sorta di metropolitana che viaggia in posizione sopraelevata rispetto alla strada. Al momento le linee in funzione sono due e permettono di spostarsi agevolmente nei principali luoghi di interesse, grazie anche all’elevata frequenza delle corse. Altro metodo di spostamento consigliabile sono le imbarcazioni sul fiume, che si spostano lungo la riva in entrambe le direzioni. Comunque in ogni caso non sottovalutate mai i tempi necessari per andare da un luogo all’altro: potreste rimanere molto sorpresi. La moneta locale è il Bath, che al momento oscilla intorno ad un controvalore di 1 Euro = 40 Bath. I costi dei servizi sono generalmente economici e anche utilizzando quelli dedicati al turista, notoriamente almeno dieci volte più cari del normale, difficilmente si raggiunge un costo paragonabile all’equivalente europeo. Come in ogni città di grandi dimensioni la piccola criminalità è ovviamente diffusa ed è pertanto opportuno prestare attenzione ai propri oggetti di valore e denaro, sopratutto nei luoghi affollati come mercati e autobus.