Table Mountain vista da Woodbridge Island al tramonto

Viaggio in Sud Africa: le foto

Queste sono alcune foto del viaggio in Sud Africa. Altre foto le puoi vedere su Flickr.

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Sudafrica, Garden Route in fly and drive: quando andare e cosa fare ?

Prendo spunto da una richiesta di un amico viaggiatore che mi ha fatto alcune domande su come organizzare un viaggio in Sudafrica di dieci giorni per riassumere alcuni pareri su questa destinazione.

Se, come il mio amico, si ha a disposizione un paio di settimane e qualche giorno lo vogliamo trascorrere al mare (Mozambico o Mauritius ?), un viaggio in Sudafrica è possibile a patto di scegliere attentamente cosa si vuol fare. Il mio consiglio è di fare come prima esperienza in questo paese un fly & drive sulla Garden Route ossia quel pezzo di strada che va da Cape Town a Port Elizabeth per una distanza complessiva di circa 750 km. In dieci giorni si riesce a fare una visita della zona con sufficiente calma, non perdendo le cose più importanti.

Table Mountain vista da Woodbridge Island al tramonto

Cosa non perdere assolutamente ? Ecco la mia lista:

Parchi o luoghi da non perdere:

  • Table Mountain e Signal Hill
  • Cape Point,  Capo di Buona Speranza e Boulders Beach con i pinguini
  • Woodbridge Island per vedere la Table Mountain al tramonto (vi rimarrà nel cuore)
  • La laguna di Knysna e Leisure Isle (il nome rispetta le aspettative…)
  • Riserva Naturale ed Area Protetta Robberg a Plettenberg (una penisola con paesaggi mozzafiato)
  • Parco Nazionale dello Tsitsikamma (un immersione nella natura)

Quando andare ?

Ottobre è un mese fantastico, è primavera con temperature miti con a volte picchi estivi ma sempre gradevoli. La fioritura in questo periodo rende ancora più belli i paesaggi naturali. In generale il paese può essere visitato tutto l’anno, non soffre di stagionalità delle piogge.

Le strade come sono ?

La strade nella Garden Route sono in ottime condizioni, non autostrade ma delle buone statali, senza pedaggio e con indicazioni stradali sempre presenti, si può fare a meno del navigatore… La gentilezza delle persone e la lingua inglese parlata sempre da tutti aiuta in qualsiasi situazione vi possiate trovare. Necessaria la patente internazionale e attenzione agli autovelox: le multe vi arrivano anche in Italia! Ah dimenticavo, la guida è a sinistra, stile inglese.

Come si mangia ?

In Sudafrica si mangia bene, sopratutto pesce, e nei ristoranti numerosi e sempre affollati si spende molto meno che in Europa.

Spero che troverete utili queste info; altri dettagli li trovate negli articoli del diario di viaggio.

Table Mountain vista da Woodbridge Island al tramonto

Sudafrica, Cascate Vittoria e Parco Chobe – Informazioni utili e consigli di viaggio

In questa pagina cercherò di fare un elenco di quelle che ritengo possano essere le informazioni più utili per organizzare un viaggio in Sud Africa e per l’esattezza da Cape Town a Port Elizabeth, senza la pretesa di essere un punto di riferimento completo ed esaustivo.

Il Sud Africa è un paese molto grande (1,2 milioni di kmq)  ma le distanze da Cape Town a Port Elizabeth sono modeste e si può organizzare un tour approfondito della zona anche in circa 7/10 giorni. La città di Cape Town, la penisola del Capo e della regione delle Winesland richiede più di tre giorni interi (quindi almeno tre notti). Gli spostamenti sono sempre abbastanza brevi: il giro della penisola del capo tra andare e tornare da Cape Town è di circa 150 km, la distanza tra Cape Town e Stellenbosch è di 50 km. La sosta nella città di Hermanus non richiede più di una notte, ma considerate che le uscite in barca sono per lo più al mattino per motivi di mare. A Knysna è bene dedicare almeno due notti se non tre: sono tante le cose da vedere con calma tra Sedgefield e Plettenberg Bay. Non vi perdete infine il Parco Naturale dello Tsitsikamma: almeno una notte, meglio due per gustare al meglio le meraviglie ancora quasi incontaminate di questa natura.

Non spaventatevi per la guida a sinistra: ci si adatta velocemente. Fate invece attenzione a non superare i limiti di velocità: gli autovelox sono frequenti e mentre voi guardate intorno quanto è bello il paesaggio, sorridete e la foto vi verrà scattata di sicuro. Noi siamo riusciti a collezionarne quattro! Fortuna che il costo non è come in Italia e con meno di 60,00 euro complessive ce la siamo cavata…

I costi in generale sono bassi, non come in altri paesi dell’Africa, ma comunque migliori che in Europa. Una cena in un ristorante di lusso come il Baja a Cape Town (rinomato per essere frequentato da attori famosi) non vi costerà più di 35.00 euro. Il costo di un pranzo al ristorante Two Oceans a Cape Point, che si trova anche in una posizione particolare, si aggira intorno ai 15/18 euro. Anche il costo della benzina, che proprio in questi giorni in Italia ha raggiunto cifre record, è mediamente basso: il pieno di 60 litri si fa con meno di 40.00 euro. Le strade sono in ottime condizioni di manutenzione, con indicazioni e segnalazioni stradali di una precisione e puntualità quasi svizzera, e quasi mai a pagamento.

La moneta del Sud Africa è il rand diviso in centesimi come per l’euro. Non è necessario portare dollari americani, in quanto l’euro viene accettato ovunque. Cosa diversa in Zimbabwe, dove invece è bene munirsi di dollari statunitensi.

Ottobre è il mese nel quale noi abbiamo visitato il paese, che corrisponde alla nostra primavera, e abbiamo trovato un clima ottimo per tutto il periodo. Per il meteo si sa che poi molto dipende anche dalla fortuna… ma comunque da Ottobre in poi troverete sicuramente il tempo migliore. Diverso il discorso per la zona nord per un eventuale safari: al Madikwe Game Reserve già ad ottobre le temperature sono mediamente alte durante il giorno, salvo l’escursione termica notturna (e quindi al mattino presto per il primo safari).

Il fuso orario del Sud Africa è un ora avanti rispetto all’Italia, ma non adotta l’ora legale e pertanto nel periodo estivo non c’è differenza di fuso orario. La rete telefonica cellulare copre bene le zone visitate quasi ovunque: solita eccezione per lo Zimbabwe dove si può incontrare qualche difficoltà in più.

Se avete altre domande e curiosità usate il form commento sottostante e vi risponderò molto volentieri.

Non mi resta che augurarvi ancora come sempre Buon Viaggio !

Sudafrica – Safari al Madikwe Game Reserve: leopardi e leoni – 10° giorno

Decimo giorno.

Della Garden Route dei giorni scorsi non c’é più traccia: qui siamo in Africa, quella con la A maiuscola, non quella di Cape Town o Plett che assomiglia più ad un Europa… Siamo nel Madikwe Game Reserve, il quarto parco naturale per dimensioni in Sud Africa al confine con il Botswana. All’Impodimo Game Lodge la giornata ruota intorno ai safari: sveglia alle 5.30, tazza di caffè in piedi alle 5.45, partenza con la jeep alle 6.00, quando il sole comincia a farsi vedere. Questo primo giorno siamo nella jeep insieme a 4 francesi oltre al driver Cornel e al tracker Patrick. Il tracker si trova su un predellino posto sul paraurti anteriore della jeep e il suo compito è quello di dare indicazioni al driver su eventuali avvistamenti o tracce lungo il percorso. Il safari inizia subito molto bene e riusciamo a vedere un leopardo con un cucciolo che si trovavano sulla sommità di una collina: come potete vedere dalle foto eravamo abbastanza distanti, ma per noi era la prima volta che riuscivamo a vedere un esemplare di leopardo.

Lasciata la collina ci mettiamo sulle tracce di Chaba, una leonessa che riusciamo a trovare poco dopo che con tutta calma si stava cercando di procurare qualcosa da mangiare. Riusciamo ad avvicinarla fino a pochi metri di distanza e lei per niente infastidita continua la sua ricerca. Intanto si sono fatte le 8.00 e il driver accosta la jeep in una radura e dal bagagliaio tira fuori un arsenale completo per un pic-nic: tavolo, caffe, the, cioccolata e biscotti casalinghi.

Rientriamo al lodge verso le 09.30 e poco dopo viene servito un brunch a bordo piscina:data la quantità e varietà del pasto non posso definirla una colazione (nemmeno all’inglese) ma dato l’orario non posso definirlo un pranzo: diciamo appunto un brunch che soddisfa ampiamente la necessità dei più (ma non di tutti: é indubbio che ci sia chi non rimane contento di questa scelta).

A questo punto del giorno date anche le temperature non ci rimane altro che riposarsi: chi lo fa a bordo della piscina, chi nelle zone comuni del lodge ammirando il panorama ed eventuali animali che passano nelle vicinanze, chi in camera dormendo. Insomma si attende il safari successivo! Alle 16.00 spuntino pomeridiano sempre a bordo piscina (quasi un altro brunch) e quindi alle 16.30 partenza in jeep. Il safari del pomeriggio ci fa incontrare subito un elefante che ci ha dimostrato tutta la sua forza abbattendo davanti ai nostri occhi un albero per poter arrivare a mangiare le foglie fresche che non sarebbe riuscito ad arrivare altrimenti. Quindi il tracker indica delle tracce fresche di leoni e ci mettiamo al loro inseguimento, ma ad un certo punto il tracker perde le tracce, o meglio dice che sono confuse, avanti indietro sinistra destra… non sa dove andare e quindi sia lui che Cornel scendono dalla jeep – muniti di fucile – e cercano di capire da che parte andare. Ed è in quel momento che noto un movimento dietro un cespuglio, no non c’é vento mi dico, ed era un po’ troppo grossa l’ombra che avevo intravisto, ma cos’era? Sudafrica, Madikwe Game ReservePassa non più di due secondi che chiamo Cornel – a voce bassa ma decisa – e gli comunico quello che avevo visto. Lui mi chiede:

– ‘Lions ?
– ‘May be…
ovviamente gli altri partecipanti al safari sono molto scettici sul mio avvistamento –

lo ero anch’io come dargli torto – ma Cornel e Patrick mi danno fiducia, risalgono sulla jeep e ci avviciniamo al cespuglio dove troviamo due splendidi giovani leoni che si riposavano con l’affanno tipico del post pranzo.Rimaniamo in silenzio a guardarli a lungo a non più di 2/3 metri di distanza mentre si rotolavano nella savana e ci guardavano incuriositi ma non interessati.

Il safari pomeridiano prosegue con l’avvistamento di numerose giraffe, gazelle, bufali e tanti altri animali che popolano questo parco naturale.

Al tramonto facciamo una pausa per un aperitivo sulla pista di atterraggio e ci gustiamo il calare del sole che in Africa è sempre emozionante. Risaliamo in jeep e di nuovo a caccia di animali ma questa volta nel buio. La mancanza della luce del sole rende difficile l’avvistamento – almeno per noi, Patrick ci é abituato – e ritroviamo nuovamente i due giovani leoni che si erano spostati a dormire per la notte in altra radura. Arriviamo dopo circa 3 ore di safari all’Impodimo Game Lodge dove ci attende una cena sempre intorno al boma.

Table Mountain vista da Woodbridge Island al tramonto

Sudafrica – Cape Town: centro, Signal Hill, Kirstenbosch e Woodbridge Island – 3° giorno

Terzo giorno.

Rispetto al programma che ci eravamo fatti eravamo in anticipo e quindi nonostante non avessimo programmato di farlo la mattina ci siamo diretti al porto della città, il Waterfront, nei pressi dell’orologio dove si trova l’ufficio per la visita di Robben Island, il luogo più visitato di Cape Town, prigione fino al 1996, oggi patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, dedicata a coloro che come il premio Nobel Nelson Mandela vi hanno trascorso anni della loro vita. Purtroppo però non c’era posto prima di due giorni, e vi abbiamo dovuto rinunciare. Pertanto tenete presente che qualora per voi questa visita fosse di primaria importanza, vi conviene chiedere se è possibile prenotare la visita o prima di arrivare a Cape Town o al massimo appena arrivati in città.

Dopo aver visitato la zona del Waterfront anche di giorno ci siamo diretti in centro città dove abbiamo fatto una visita delle attrazioni principali: Castle of Good Hope, Old City All, la Groote Kerk, i Company’s Gardens, la St George’s Cathedral. Quindi dopo aver fatto rifornimento di viveri ad un supermercato Woolsworths siamo saliti sulla cima della Signal Hill dove un cannone (Noon Gun) spara un colpo ogni giorno (domenica esclusa) alle 12:00 così che i cittadini in passato potevano rimettere l’ora – oggi è rimasta la tradizione.

Il panorama dalla sommità della collina è veramente bello, anche se non si è all’altezza dei mille metri della Table Mountain. Si vede tutta la città che gira intorno alla montagna e che si trova stretta tra essa e il mare.

Nel frattempo la temperatura era salita alle medie estive…

Nel pomeriggio ci siamo diretti verso i Kirstenbosch Botanical Gardens: 36 ettari coltivati oltre a altri 492 ettari di boscaglia fine – fynbos – che sono considerati tra le oasi verdi più belle al mondo. Qui potete trovare circa 9.000 specie vegetali dell’Africa meridionale.

Per chiudere la serata ci siamo diretti nel quartiere di Milnerton, precisamente a Woodbridge Island che per la sua posizione antistante alla Città del Capo consente di vedere il panorama della Table Mountain che al tramonto è molto bello.

La cena sempre al Waterfront, questa volta ci siamo fatti consigliare da Peter del Boutique Manolo che ci ha indirizzato al Baia Seafood Restaurant, ottimo livello con bella vista sul porto, anche se un po’ troppo elegante per i nostri gusti ma comunque sempre un ristorante di ottima qualità.

Tornati in albergo, Peter e Leen per l’ultima notte ci hanno fatto trovare in camera due calici e una bottiglia di spumante sudafricano: inutile dire che è stato mooolto apprezzato – e finito.

Sudafrica – Tour della Penisola del Capo – 2° giorno

Secondo giorno.

Dopo la colazione al Boutique Manolo siamo partiti per Hout Bay che dista circa mezz’ora da Cape Town, dove è possibile fare un’interessante escursione all’isola delle foche.
Arrivati al porto abbiamo scelto la compagnia Nauticat Charter che al costo di 65 zar era in partenza pochi minuti dopo e che in circa 15 minuti di navigazione ci ha portato a Duiker Island detta anche Seal Island per la massiccia presenza delle foche. Sull’isolotto sono presenti tanti esemplari di foche e si riesce ad avvicinarsi fino a pochi metri.

Tornati al porto, ripresa l’auto ci siamo diretti verso sud passando dalla Chapman’s Peak Drive, una delle strade più spettacolari e panoramiche al mondo, lunga 9 km con 114 curve, costruita tra il 1915 e il 1922 dai prigionieri di guerra italiani. Il panorama del golfo del porto di Hout Bay è veramente unico, come del resto anche tutti gli scorci lungo la strada fino ad arrivare alla spiaggia di Noordhoeak. La strada è a pagamento (20 Rand, circa 2 euro).

Proseguendo sempre verso sud siamo arrivati all’ingresso del parco della Table Mountain National Park (si avete letto bene, è lo stesso del giorno precedente… il TMNP si estende dalla collina di Signal Hill a Città del Capo e arriva fino a Cape Point all’estremità della penisola del Capo), fatto il biglietto ci siamo addentrati per la strada in direzione di Cape Point.

La funivia che ci avrebbe portato al vecchio faro del 1860 era al momento in sostituzione con un modello più nuovo e pertanto avevamo l’alternativa della salita a piedi (non particolarmente impegnativa ma sempre comunque una salita di circa 30min) o un mini-van che faceva la spola. La pausa pranzo l’abbiamo fatta al Ristorante Two Oceans Restaurant: ottimo pesce alla griglia con uno splendido panorama.

Dopo pranzo siamo andati al Capo di Buona Speranza distante pochi chilometri. Lì abbiamo incontrato alcuni struzzi e babbuini. Spesso si trovano cartelli che richiamano l’attenzione dei turisti sul fatto di NON dare del cibo ai babbuini e di controllare che le porte dell’auto siano sempre chiuse a chiave: se non lo fate e avete del cibo in auto state certi che sarete oggetto di assalto da parte di questi animali alla costante ricerca di cibo e se tenterete di allontanarli potrebbero reagire anche con aggressività e non è certo il caso di rischiare…

Ripresa la strada verso nord abbiamo ammirati altri stupendi panorami sulla False Bay che

guarda a Est e abbiamo raggiunto Simon’s Town dove ci siamo fermati per vedere la famosa colonia di pinguini africani jackass presso la Boulders Beach. Anche questa attrazione è sempre gestita dalla SAN Parks e rientra sempre nel parco della TMNP. I pinguini sono molto graziosi e il parco è gestito in modo da poterlo visitare senza arrecare disturbo ai piccoli animaletti.

Lasciato il parco dei pinguini abbiamo proseguito verso nord e ci siamo fermati sulla spiaggia di Fish Hoek dove proprio appena arrivati sulla spiaggia una sirena dava l’allarme squalo, richiamando l’attenzione dei bagnanti sul doversi dare una mossa e tornare il prima possibile a riva. A questo punto invece che proseguire verso la nota località di mare di Muizenberg abbiamo preferito tagliare nuovamente la penisola e tornare nuovamente sulla Chapman’s Peak Drive che guardando ad ovest ci ha dato la possibilità di vedere degli stupendi tramonti.

Ci siamo diretti verso Cape Town dove siamo arrivati giusto per le ultime luci del tramonto. Quindi breve pausa di riposo in albergo e cena al Waterfront al Ristorante italiano Il Meloncino dove abbiamo mangiato una pizza che pareva davvero fatta a Roma (si perché al momento dell’ordine ti chiedono se la vuoi in versione Napoli o Roma !).

Panorama da Table Mountain

Sudafrica, arrivo a Cape Town – 1° giorno

Ecco il Diario di viaggio in Sudafrica.

Primo giorno.
Siamo partiti da Roma Fiumicino con il volo Emirates nel primo pomeriggio, scalo a Dubai e partenza in notte inoltrata per arrivare a Città del Capo in tarda mattinata. Dopo il disbrigo delle formalità all’arrivo abbiamo ritirato la nostra auto a noleggio presso gli uffici aeroportuali della Budget. Una Nissan Tiida (una copia della Toyota Corolla) di colore bianco che ci ha dignitosamente accompagnato nella prima parte di questo viaggio. Impostato il Garmin sull’indirizzo dell’albergo ci siamo diretti subito verso la città, che dista pochi chilometri dall’aeroporto. A parte qualche prima incertezza su quale lato della strada tenere (il Sudafrica adotta la guida a sinistra) siamo arrivati pochi minuti dopo al nostro hotel.

Il Boutique Manolo è un piccolo hotel di quattro camere dove abbiamo passato le prime tre notti di questo viaggio. Si trova sul fianco della collina di Signal Hill a pochi minuti dal centro in una posizione ottima per visitare la città. La vista sulla Table Mountain è bellissima e l’arredamento di design con la disponibilità e simpatia di Peter e Leen che gestiscono questa struttura ne fanno un’ottima scelta.

Visto che le previsioni meteo per il giorno dopo non erano bellissime sotto consiglio del corrispondente locale abbiamo preso l’auto e ci diamo diretti alla stazione della funivia che porta alla sommità della Table Mountain. Lasciata l’auto in custodia a bordo strada già si vedeva un bel panorama sulla città e sul golfo che guarda verso nord. Table Mountain CablewayFatto il biglietto di 195 zar (circa 20.00 euro) siamo saliti sulla cabina della funivia: non vi dovete preoccupare su quale lato vi posizionate, il piano ruota in modo da farvi comunque ammirare il panorama indipendentemente dalla vostra collocazione. Arrivati sulla cima la differenza di temperatura è notevole, i circa 1000 metri di dislivello si sentono e anche con il sole è bene munirsi di una giacca anti vento. Prima di decidere l’escursione alla Table Mountain in caso di tempo incerto è sempre bene informarsi prima sul sito o per telefono, perché anche in presenza di solo vento forte la funivia rimane chiusa.

Panorama da Table MountainIl panorama che si vede dalla sommità è spettacolare: il centro della città, il waterfront, Signal Hill, Lion’s Head, Robben Island, Camps Bay, e giù per tutta la penisola del capo fino a risalire dalla False Bay.

Scesi dalla Table Mountain  ci siamo diretti verso Camps Bay, delizioso quartiere con aria di cittadina di mare, con una bella spiaggia, Camps Bay e i Dodici Apostolipasseggiata e vari locali con subito alle spalle i famosi Dodici Apostoli. Passeggiata sulla spiaggia con un bel tramonto e quindi essendo quasi arrivata ora di cena siamo risaliti lungo la costa fino ad arrivare alla zona del porto o Waterfront o meglio ancora Victoria & Alfred Waterfront. Se pensate che il porto sia la classica zona degradata dovete ricredervi subito: la poderosa opera di riqualificazione di tutta la zona ha fatto in modo che oggi è diventata la zona prediletta dai turisti per una passeggiata serale, per un giro nei grandi centri commerciali e ovviamente piena di locali dove fermarsi per mangiare. La nostra scelta per la cena è caduta su una steack house della catena Spur Steack Ranches, ottimo il filetto.

Giorno successivo…

Il sole al Madikwe Game Reserve

South Africa, Madikwe, Victoria Falls e Chobe: ecco il mal d’Africa…

Il sole al Madikwe Game Reserve

Eccoci rientrati dal nostro viaggio: sembra ieri che eravamo partiti per questa vacanza e sono passate quasi tre settimane. Anche se non sono riuscito ad aggiornarvi durante il viaggio, abbiamo preso appunti e memo vocali su i nostri iPhone per non dimenticarsi nulla: vi prometto che faremo un resoconto che spero possa esservi utile un giorno per trascorrere dei momenti indimenticabili come lo è stato per noi. L’itinerario è stato il seguente: la prima parte del viaggio si è concentrata sulla costa sud dello stato sudafricano, da Cape Town e pensola del Capo, lungo la Garden Route fino a Port Elizabeth. Poi ci siamo spostati al nord al confine con il Botswana nella Riserva Madikwe. Quindi ancora più a nord nello Zimbawe per vedere le Cascate Vittoria e poi il Parco Chobe in Botwana.

Si parte per il South Africa.

Ci siamo: è arrivato l’atteso momento. Domani parto per il Sud Africa: scalo a Dubai e arrivo previsto per il 04/10 in tarda mattinata a Cape Town.

Un amico mi ha inviato ieri questa foto e non so se prenderlo come un consiglio o un avviso. Sicuramente c’è da stare poco fermi e cominciare a correre presto…

Appena arrivati prenderemo la nostra Toyota che ci accompagnerà durante i primi dieci giorni fino a Port Elizabeth. Spero di avere la possibilità di tenervi aggiornati anche in tempo reale sullo svolgimento.