Lanzarote: Puerto del Carmen e Puerto Calero – 10° giorno

Oggi è l’ultimo giorno che trascorriamo in questa bella isola. Insolita, con i suoi paesaggi mutevoli a poca distanza. Solare, con le sue spiagge dorate. Inospitale, con i suoi vulcani. Ma sono proprio queste caratteristiche che la rendono particolare e attraggono visitatori da ogni parte del mondo. Rispetto alle altre isole dell’arcipelago è forse quella meno turistica, almeno per il mercato italiano, che solitamente cerca mare, spiagge e villaggi. Per chi cerca qualcosa di diverso, Lanzarote è certamente una meta da prendere in considerazione. La relativa distanza, le condizioni meteorologiche pressoché costanti tutto l’anno, l’economicità delle strutture e dei relativi servizi fanno di quest’isola una destinazione molto interessante.

Quest’ultimo giorno lo dedichiamo a visitare la località più turistica della zona: Puerto del Carmen. Resort, bar, ristoranti, discoteche e altri locali notturni fanno di questa città la località più popolare dell’isola. Le spiagge sono affollate di ombrelloni, mentre i più sportivi si cimentano in immersioni e surf. Qui la principale preoccupazione dei turisti è come meglio divertirsi, oppure come meglio rilassarsi. Dopo una passeggiata sul lungomare arriviamo al vecchio porto di El Varadero. Qui l’atmosfera cambia notevolmente e sembra di essere ritornati in un tipico villaggio canario. Puerto del Carmen è carina, non posso dire diversamente, ma non fa per noi. Potremmo trovarci in una qualsiasi località balneare anche italiana e non noteremmo la differenza.

Ci spostiamo di qualche chilometro in direzione sud e ci fermiamo a Puerto Calero, che è l’esatta contrapposizione di Puerto del Carmen. Un tranquillo e piccolo porto turistico, qualche bar, alcuni ristoranti sulla darsena, pochi turisti e contagiati dalla quiete che satura l’aria. Prima di accedere alla zona del porto facciamo una passeggiata lungo un percorso pedonale che si affaccia dall’alto e dove lo sguardo sconfina nell’oceano. Quindi scendiamo fino al piccolo parcheggio sul porto e girovaghiamo per la zona. Decidiamo di fermarci per pranzo in un ristorante dove ci servono dei calamari alla griglia spettacolari (pranzo completo 12,00 euro). Da Puerto Calero parte il Submarine Safaris, un sottomarino di colore giallo che effettua delle immersioni turistiche della durata di un ora ad una profondità di massimo 27 metri circa. Proprio mentre stiamo pranzando un piccolo gruppo di turisti tedeschi sta partendo per l’escursione sottomarina.

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Lanzarote: Parco Nazionale di Timanfaya, Charco de los Clicos e La Santa – 9° giorno


Finalmente oggi riusciamo a visitare il simbolo dell’isola: il Parque Nacional de Timanfaya. L’isola di Lanzarote nel 1730 fu devastata da quello che è stato definito uno dei più grandi cataclismi vulcanici della storia conosciuta.

Per ben 6 anni ogni giorno fuoriuscivano dai vulcani qualcosa come 48 milioni di metri cubi di lava. La superficie di oltre 200 km quadrati non fu più la stessa, interi paesi e villaggi scomparvero e ancora oggi, dopo tre secoli, alcune zone sono interdette a causa dell’eccessiva temperatura del terreno. Il parco nazionale ha una dimensione di oltre 50 km quadrati e al centro vi sono le Montagne di Fuoco.

Dalla strada statale si prende una deviazione che arriva ad un punto panoramico (progettato ancora una volta da Cesar Manrique), dove oltre ai servizi di informazione turistica vi è anche un bar ed il ristorante Diablo. Il biglietto d’ingresso al parco è di 8,00 euro e comprende la visita dei 14 chilometri della Ruta de los Volcanes che viene effettuata in autobus con commento registrato su audio guide in 3 lingue, ovviamente non in italiano. Gli autobus partono ogni ora e la durata del percorso è di circa 30 minuti. Se non volete fare una lunga coda è consigliabile arrivare in prima mattina verso le 09/09:30.

Qui il caldo è impressionante: ad appena 4 km sotto la superficie si trova una camera di magma bollente. Se provate a scavare appena 10 cm, la temperatura del terreno raggiunge i 100°; a 10 metri sotto il suolo la temperatura sale a 600°…  Alcuni personaggi del centro intrattengono i turisti con degli spettacoli particolari. Un po’ di legna infilata in un cavità nel terreno prende fuoco spontaneamente e un secchio d’acqua versato in un foro nel suolo si trasforma in pochi secondi in una camera a pressione che esplode come un  geyser. Infine il ristorante ha uno spettacolo tutto suo. La cottura della carne che ordinate avverrà in uno spettacolare barbecue naturale: nessuna fiamma, sarà solo il calore del vulcano a far cuocere la vostra ordinazione!

Lasciamo il parco ancora con lo stupore per le immagini che abbiamo visto. Ci rendiamo conto quanto la presenza degli esseri umani su questo pianeta possa essere precaria davanti alla forza impressionante della natura. Nel percorso in auto uscendo dal parco e dirigendoci verso sud continuiamo a vedere un paesaggio ancor più lunare. Il terreno ha un colore nero e la forma è quella caratteristica della lava raffreddata.

Arriviamo al villaggio El Golfo sulla costa occidentale dove visitiamo il Charco de los Clicos. Facilmente raggiungibile a pochi passi dal parcheggio del paese c’è questo piccolo stagno la cui particolarità è la colorazione delle sue acque che assumono un tono verde smeraldo. Antistante una bella spiaggia di sabbia nera (in realtà è lava…) con le onde impetuose dell’oceano a bagnarne la riva.

Infine torniamo verso nord fino a La Santa. Il villaggio non è niente di particolare e l’unica attrazione della zona è un centro turistico sportivo, frequentato da turisti facoltosi. Rimaniamo fino al tramonto e quindi rientriamo soddisfatti per la bella giornata.

Lanzarote: Jardin de Cactus, Playa Blanca e Playa Papagayo – 8° giorno

In cielo c’è un bel sole e decidiamo di visitare il Jardin de Cactus. A causa delle condizioni meteo del giorno precedente la visita era saltata, ma visto il cambio radicale partiamo subito in direzione nord-est.

Il Jardin de Cactus si trova poco dopo la cittadina di Guatiza ed è l’ennesima creazione di Cesar Manrique (cosa non ha fatto l’artista su quest’isola?). L’ingresso costa 5.00 euro e le modeste dimensioni permettono di visitarlo in poco tempo. Realizzato all’interno di una vecchia cava, il giardino ospita ed espone circa 1500 varietà di cactus. La visita risulta abbastanza agevole per tutti – pochi scalini – e per ciascuna pianta è indicato il nome su un apposito cartello. Nel prezzo del biglietto è inclusa una bevanda da consumare al bar/ristorante che si trova all’interno del giardino. Un vecchio mulino si erge nella parte più alta del terreno e da quella posizione si vede tutta la struttura.

Riprendiamo l’auto e arriviamo fino a Playa Blanca, nella punta meridionale dell’isola. Facciamo un giro per il centro della cittadina e ci fermiamo per pranzo in uno dei ristoranti che si affaccia sul porto. Cibo ottimo e costo inferiore ai 12,00 euro.

Ripresa l’auto andiamo in direzione di Punta del Papagayo, riserva naturale protetta e soggetta al traffico controllato e a pagamento (3,00 euro). Percorriamo una strada non asfaltata ed in condizioni anche un po’ critiche dopo il temporale del giorno precedente. La costa in questa zona offre le migliori spiagge dell’isola con delle belle calette di sabbia dorata. Facciamo il giro e le visitiamo tutte.

Purtroppo il tempo cambia ancora e dobbiamo lasciare Papagayo. Ma quanto velocemente cambia qui il tempo! Un ora prima c’è un sole estivo e ora fa quasi freddo. Fortuna che nella nostra auto abbiamo portato vestiti per ogni evenienza.

La giornata non è ancora finita e ci dirigiamo verso la costa ovest. Prendiamo la FV-2 fino a Las Salinas de Janubio. Le saline sono sempre un bello spettacolo: sarà per la loro conformazione fisica a quadrati regolari o per i diversi colori che assumono in funzione dello stato di evaporazione dell’acqua.

Poco più avanti un’altra attrazione naturale: Los Hervidoros. Sono due grotte dove il mare gorgoglia e spumeggia in modo suggestivo. Un percorso ricavato nella roccia consente di avvicinarsi forse anche troppo al punto in cui le onde si infrangono. Molti i turisti che si fermano anche solo dieci minuti per vedere queste particolari grotte. Ora però le nuvole non ci lasciano scampo e un nuovo temporale ci impone un rientro anticipato. Domani è un altro giorno e sarà un giorno di sole.

Lanzarote: Jameos del Agua e il mercato di Teguise – 7° giorno

Questa mattina non c’è molto sole. Le nuvole all’orizzonte sull’oceano minacciano un bel temporale. Prendiamo la nostra auto e ci dirigiamo a nord fino a raggiungere i malpais de la corona, i calanchi della corona, che documentano le enormi eruzioni vulcaniche dell’isola.

Vicino alla Cueva de los Verdes, visitata il giorno precedente, vi è un’altra grotta molto famosa a Lanzarote: Jameos del Agua. Anche questa grotta si è creata nel percorso della lava fusa ma, a differenza dell’altra, qui il mare è penetrato all’interno creando un singolare lago azzurro proprio al centro della grotta. Cesar Manrique non poteva lasciarsi scappare l’occasione di sfruttare questa bellezza dell’isola e fece realizzare, all’interno della cueva, due bar e un ristorante, quest’ultimo proprio a fianco del lago. Ad un piano rialzato costruì anche una spettacolare piscina e, all’interno di un’altra cavità, una sala da concerti, con oltre 600 posti seduti.

Al piano superiore visitiamo la Casa de los Vulcanos: un piccolo museo didattico con foto e alcune installazioni dimostrative di come avviene un’eruzione vulcanica. L’ingresso al sito ha un costo di 8,00 euro; a differenza della Cueva de los Verdes è visitabile in autonomia senza accompagnatore. I molti i gradini da scendere (e risalire) per accedere alla grotta rendono praticamente impossibile la visita a chi ha problemi di deambulazione.

Lasciamo il Jameos del Agua e decidiamo di andare al mercato domenicale di Teguise e visitare anche la cittadina.

Teguise si trova al centro dell’isola di Lanzarote, in una pianura desolata e poco suggestiva. Il villaggio ha la conformazione tipica delle cittadine nord-africane, ma con evidenti impulsi spagnoli. Moltissimi i turisti che affollano il mercato della domenica e molte le possibilità di fare acquisti, non solo alle bancarelle ma anche nei vari negozi sparsi per le vie del centro del pueblo.

A Teguise troverete numerosi bar, ristoranti e monasteri, ma neanche un albergo! Da non perdere il Convento de Santo Domingo e il Convento de Miraflores. Dopo aver girovagato per le vie del centro, ci fermiamo per il pranzo a Casa Leon (si trova in calle Leon), dove una gestione molto semplice e spartana si abbina a una cucina particolarmente interessante, marocchina con influenza franco-spagnola.

Dopo pranzo prendiamo l’auto e raggiungiamo il Castillo de Santa Barbara, che si trova sulla collina antistante a Teguise. Dall’alto di gode un bel panorama che spazia fino a vedere entrambe le coste dell’isola. All’interno del Castello è possibile visitare il museo del Emigrante Canario (la domenica chiude alle 16.00).

Nel frattempo le nuvole del mattino sono arrivate e quindi decidiamo di rientrare alla base e riposarci.

Lanzarote: Haria, Mirador del Rio e Cueva de los Verdes – 6° giorno

Ci alziamo la mattina con un bel sole primaverile e decidiamo di sfruttare la bella giornata per visitare la parte nord dell’isola ed in particolare il Mirador del Río. Da Costa Teguise prendiamo la FV-10 in direzione nord est fino ad arrivare ad Haría, un piccolo villaggio, forse il più carino dell’isola, in stile nordafricano sembra essere un oasi nel deserto. Palme, eucalipti e piante di bouganville fiorite colorano questa cittadina che si trova in una lussureggiante valle, molto diversa dall’aspetto lunare del resto di Lanzarote. Quando arriviamo nel villaggio è in corso una festa, con la strada principale occupata da venditori ambulanti di svariati prodotti artigianali. Facciamo due passi e acquistiamo qualche prodotto. Incontriamo anche un venditore ambulante veneto trasferitosi a Lanzarote alcuni anni fa. Lasciata Haría proseguiamo sulla strada costiera fino a raggiungere il Mirador del Río.

Lasciamo l’auto e pagato il biglietto d’ingresso (4,70 euro) entriamo nell’ennesima opera di César Manrique. L’artista nel 1973 convertì quello che era stato una postazione militare di difesa dello stretto tra Lanzarote e la Isla Graciosa in uno scenografico punto panoramico. All’interno della struttura di può ammirare il panorama, sia dalle vetrate antistanti al bar che dalla terrazza realizzata a picco sulla scogliera di lava consolidata. Il vento soffia forte, ma lo spettacolo è davvero unico. Isla Graciosa, che si trova davanti alla terrazza, appare in tutta la sua bellezza, bagnata dalle onde dell’oceano e affiancata dagli altri isolotti vulcanici. Ci fermiamo per pranzo rimanendo a guardare il panorama dalle vetrate.

Lasciamo il Mirador del Río e prendiamo la strada in direzione sud est fino ad arrivare alla Cueva de los Verdes. Questa è una grotta aperta di 1 chilometro di lunghezza ed è la parte visitabile e più suggestiva di un tubo lavico lungo ben 8 chilometri, dei quali circa 1,5 si trovano sotto il livello del mare. Il tubo lavico si è creato durante l’eruzione vulcanica nel momento in cui la lava scorreva verso il mare e gli strati superiori raffreddandosi si sono solidificati creando un tetto sotto il quale la lava continuava a scorrere. La visita è obbligatoriamente guidata, effettuata in gruppi di circa 35/45 persone. La durata è di circa 45 minuti ed il costo è di 8,00 euro. La guida provvede a dare informazioni sul come e quando la cueva si è formata. Il percorso benché non richieda attrezzatura o esperienza non è per tutti: alcuni passaggi sono disagevoli e si è costretti a piegarsi notevolmente per proseguire. Non è nemmeno adatto a chi soffre di claustrofobia! Se ve la sentite però ve la consiglio caldamente: alcuni punti sono veramente indimenticabili.

La grotta del tubo lavico a LanzaroteUsciti dalla grotta riprendiamo l’auto e ci spostiamo di pochi chilometri fino ad arrivare a Punta de Mujeres, un grazioso villaggio sul mare abitato da qualche pescatore. Concludiamo questa bella giornata fermandoci a prendere un po’ di sole.

Lanzarote: Arrecife, San Bartolomé, il vino de La Geria e La Caleta de Famara – 5° giorno

Monumento al Contadino di Cesar ManriqueIl nostro primo giorno di escursione a Lanzarote inizia sotto un cielo inquietante: delle grosse nuvole non promettono certo una bella giornata soleggiata. Ma non ci facciamo intimorire e, ben equipaggiati per ogni evenienza atmosferica, iniziamo il nostro primo giorno di escursione sull’isola.

Come prima tappa ci fermiamo nella capitale. Arrecife è una città di piccole dimensioni di appena 50.000 abitanti, affacciata sulla costa orientale dell’isola, con bei percorsi per delle passeggiate sul lido. Le strade interne sono molto tranquille e richiamano un po’ l’atmosfera delle città del nord africa. Oltre a passeggiare per le sue viuzze non c’è molto da vedere: l’unica cosa rilevante è il Castillo de San José con il Museo de Arte Contemporáneo al suo interno, voluto dalla fondazione César Manrique. Il tempo fa i capricci e quindi decidiamo di proseguire in auto in direzione nord-ovest; prendiamo la LZ-20 ed arriviamo al Monumento al Campesino, opera di Manrique del 1968 come riconoscimento al duro lavoro dei contadini dell’isola. Adiacente al monumento visitiamo il Museo del Campesino, che in realtà è un gruppo di attività artigianali che espongono i loro lavori e li commercializzano. Tessuti e ceramiche  locali sono i prodotti maggiormente esposti. Contiguo al museo vi è anche un ristorante costruito “sotto terra” scavato nella pietra lavica. L’ingresso è particolarmente scenografico, si entra attraverso una scala ricavata sempre nella pietra lavica in una grande sala circolare. Decidiamo di fermarci qui per il pranzo e gustiamo un ottima cernia con salsa al coriandolo. Il locale è aperto solo a pranzo e il prezzo è tra i 10 e i 15 euro per un pasto completo.

Dal Monumento al Campesino prendiamo la LZ-30 che volge a sud ovest. Percorriamo questa strada che attraversa La Geria, una delle regioni vinicole più insolite che abbiamo mai visto. Qui i contadini hanno scoperto che il terreno vulcanico è perfetto per coltivare la vite. Le piccole e basse viti sono protette da muretti a secco di forma semi circolare, gli zocos, che impediscono al vento di sferzare sui deboli rami. Lungo tutta questa strada si susseguono le bodegas, enoteche miste a cantine, dove è possibile sia degustare che acquistare la prelibata malvasia sia seca che semi dulce. Scegliamo la bodega del Museo del Vino El Grifo, ad appena 3 chilometri dal bivio del ristorante. Per prima cosa facciamo un giro della cantina, poi ci fermiamo per un assaggio del loro nettare accompagnato da tapas rigorosamente all’aglio! Sapendo di dover tornare alla guida abbiamo evitato di esagerare con il vino, ma vi assicuro che ci abbiamo lasciato la voglia…

Torniamo indietro fino al Monumento del Campesino e giriamo verso nord ovest in direzione della costa. Ci fermiamo al Museo Agricola El Patio, un museo ecologico all’aperto, con la ricostruzione di una tradizionale casa contadina e relativa cantina per il vino, completati da un mulino e dalle attrezzature agricole dell’epoca.

Arriviamo a La Caleta de Famara, una delle più belle e selvagge spiagge di Lanzarote, con pochi turisti e molti appassionati di surf. Nessuna attrazione turistica, un paio di ristoranti al massimo sono quanto di più turistico. Siamo rimasti molto affascinati da questo luogo, nonostante che il meteo non fosse dei migliori: caldamente consigliato a chi cerca un oasi di quiete e tranquillità.

Fuerteventura / Lanzarote: Da Corralejo a Costa Teguise – 4° giorno

Giornata di trasferimento da Corralejo sull’isola di Fuerteventura a Costa Teguise a Lanzarote.

Fatte le valigie lasciamo il Corralejo Bay e con la nostra auto arriviamo al porto. Sono due le compagnie di traghetti che fanno la spola tra le due isole, la Fred Olsen e la Naviera Armas. Il tempo di traversata di aggira tra i 20 e i 30 minuti circa, escluso i tempi di imbarco e sbarco. Se viaggiate con l’auto è preferibile prenotare il giorno prima presso la biglietteria che si trova davanti all’imbarco. Noi abbiamo scelto la Naviera Armas per gli orari più comodi: il costo per un veicolo standard con due passeggeri è di circa 90,00 euro per andata e ritorno.

Arrivati a Playa Blanca, il villaggio antistante a Corralejo, abbiamo ripreso l’auto dalla stiva del traghetto e ci siamo diretti verso nord. L’albergo scelto è il Barceló Lanzarote Resort, che si trova poco prima di Costa Teguise, alcuni chilometri dopo la capitale Arrecife. La scelta è stata fatta per la posizione centrale rispetto all’isola, con la consapevolezza che non avremmo trovato una struttura particolarmente eccezionale! La percentuale di soddisfazione della clientela su Tripadvisor era di poco superiore al 65%… ed infatti la realtà rispecchiava l’ipotesi. C’è da dire che il costo della camera Superior era di circa 75 euro con trattamento di mezza pensione: meno di 40 euro a testa per camera, colazione e cena.

Lasciati i bagagli in albergo facciamo un giro per il villaggio di Costa Teguise. Pranziamo in un ristorante cinese e rientriamo per riposarsi. Domani ci attende una lunga giornata di escursione.