In CONTRADA: alla scoperta dei rioni storici di Siena

In CONTRADA: alla scoperta dei rioni storici di Siena

È stata da poco inaugurata “In CONTRADA”, una delle iniziative di punta del festival “Tutto il Natale di Siena”, che offre un’ottima occasione per scoprire il patrimonio culturale di questa splendida cittadina toscana. Si tratta di un itinerario che ripercorre la storia, l’arte e le antiche tradizioni della città, attraverso un percorso articolato lungo gli storici 17 rioni senesi. Questi coincidono con zone delimitate da confini, fissati nel lontano 1729, che non hanno subito alcuna modifica nel corso dei secoli. Infatti, ogni rione è riuscito a sviluppare una propria solida identità, caratterizzandosi per usi e costumi distintivi, in cui è possibile scorgere le differenti sfumature dell’eclettico spirito della città.

Partita il 6 dicembre scorso, In CONTRADA andrà avanti sino al 25 gennaio 2015 e prevede un programma articolato in 17 tappe principali, ognuna delle quali sarà dedicata alla scoperta di uno specifico rione. Ogni percorso avrà una durata di circa tre ore e si svolgerà tutti i sabati (dalle 15:00 alle 18:00) e le domeniche (dalle 10:00 alle 13:00). Una guida vi accompagnerà nella scoperta di monumenti, musei, gastronomia e i segreti degli angoli più nascosti della città.

Il progetto – promosso dall’Assessorato al Turismo del Comune di Siena e dal Magistrato delle Contrade, con la collaborazione di Opera Civita Group – interesserà le diverse contrade in diverse date. A questo link si possono visualizzare le date precise dei tour: ricordate che è necessario prenotare la vostra visita telefonando al 0577/286300 o mandando un’email a incontrada@operalaboratori.com. Chi arriva da fuori e ha bisogno di fermarsi in città può prenotare un hotel a Siena attraverso un sito come questo, dove le strutture ricettive sono organizzate anche in base alla loro posizione: in questo modo avrete la possibilità di soggiornare all’interno del rione che più vi ispira, cogliendone l’essenza a 360 gradi.

Da non dimenticare che In Contrada è solamente uno dei 150 eventi che la città di Siena ha in programma per le feste natalizie. La rassegna “Tutto il Natale di Siena: Una Città da Vivere”, infatti, andrà avanti fino al 31 gennaio, con innumerevoli iniziative d’interesse, per adulti e per bambini. Alcuni esempi? Per gli appassionati d’arte (ma non solo) da non perdere “Sette note in sette notti”, iniziativa che prevede aperture straordinarie del Museo Civico in orari notturni (dalle 21 alle 23.30) – la visita guidata, alla scoperta delle maggiori opere custodite nel museo, si accompagnerà a degustazioni di vini e prodotti IGP e performance musicali a cura della Fondazione Siena Jazz (per maggiori informazioni, consultare questa pagina). Le famiglie con bambini, invece, troveranno a questo link il programma completo degli eventi pensati per i più piccoli: le iniziative sono davvero numerose e faranno la gioia di tutta la famiglia – dal Natale all’orto botanico, agli spettacoli di burattini, al laboratorio sul fumetto fino al laboratorio narrativo teatrale. Per la programmazione completa del festival, si rimanda al sito ufficiale.

In CONTRADA: alla scoperta dei rioni storici di Siena

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Palermo e Monreale

Esterno Cattedale di MonrealeAttracchiamo al porto di Palermo alle 08:00 e poco dopo scendiamo a terra. Come prima tappa ci dirigiamo subito a Monreale per ammirare la sua splendida cattedrale. Lasciato il parcheggio, saliamo una breve scalinata e ci troviamo davanti la piazza con la sua celebre cattedrale.

Interno Cattedrale di MonrealeMa la bellezza di questo capolavoro la dobbiamo ancora ammirare: dall’esterno infatti non mostra ciò che nasconde al suo interno. Entriamo dall’ingresso laterale e ci accorgiamo subito della ricchezza e maestosità dell’opera unita alla semplicità. I mosaici bizantini sono l’elemento caratterizzante, insieme al sapiente uso dell’oro, grazie alle capacità degli artisti che hanno contribuito la sua realizzazione: siciliani, cristiani, ebrei e arabi musulmani sotto il volere di Guglielmo, re di Sicilia. Il risultato è un’opera leggera nonostante la sua maestosità.

MonrealeFuori della cattedrale ci siamo fermati per un piccolo break e nell’occasione non ci siamo fatti scappare l’opportunità di assaggiare un cannolo in una pasticceria locale: sublime, datemi retta, non ve lo fate scappare…

Cattedrale di PalermoTorniamo a Palermo in pochi minuti e facciamo un giro panoramico delle principali località per poi fermarsi in centro e visitare prima la cattedrale della città e poi fare quatto passi per le viuzze del centro. La bellezza della cattedrale di Palermo è nella diversità architettonica dovuta alla sua costruzione effettuata in più epoche, veramente affascinante.

Casa ProfessaQuattro passi e visitiamo un’altra celebre chiesa barocca, la chiesa del Gesù, più nota come Casa Professa, recentemente restaurata, che ci mostra la bellezza dei suoi bassorilievi marmorei.

La nostra breve visita della città si è quasi conclusa. Continuiamo a passeggiare per il caratteristico quartiere ebraico fino ad arrivare alla via Roma. Torniamo al porto.

Palermo il portoSalpiamo da Palermo alle 15:00 per Civitavecchia.

La crociera è terminata. Arriviamo la mattinata successiva a Civitavecchia. Le operazioni di sbarco sono veloci, ritiriamo l’auto e torniamo a casa.

In conclusione possiamo sintetizzare questa settimana dicendo che mi sento di consigliare questo tipo di viaggio non solo a chi fa una crociera per convinzione di voler fare una crociera, ossia coloro che prediligono l’aspetto ludico, la vita di bordo, le feste, i balli, il casinò e tutto ciò che richiama l’idea di una crociera, ma anche a coloro che come me vedono il viaggio come l’occasione di conoscere, scoprire, imparare ma che al tempo spesso sentono la necessità di un po’ di riposo. Questo può essere un giusto compromesso per riposarsi e al tempo spesso vedere qualcosa, certo non in modo approfondito, ma può dare degli spunti per dei viaggi successivi dove vedere delle città più in dettaglio.

Genova: prima tappa di crociera

Genova portoSveglia alle 07:00, colazione alle 07:30 e attracco al porto di Genova alle 08:00. Le procedure di sbarco sono veloci e ci consentono di essere a terra alle 09:00. E’ anche bel tempo.
Prima di partire ci siamo documentati su cosa avremmo potuto vedere in un giorno a Genova e dopo, aver selezionato alcune alternative, abbiamo deciso di seguire le indicazioni per una passeggiata a piedi nel centro storico.
Il molo d’attracco della nave rispetto al centro è a circa 800 metri dall’acquario. Raggiungere il centro a piedi è questione di 10 minuti. Raggiunto Piazza Caricamento prendiamo una cartina e qualche notizia utile all’Ufficio Informazioni che si trova proprio davanti all’entrata dell’Acquario di Genova.

Genova i porticiProcediamo in direzione sud-est fino alla strada pedonale Via San Lorenzo che ci conduce prima alla cattedrale di San Lorenzo e poi al palazzo Ducale. Subito a fianco del palazzo Ducale trovate la Chiesa del Gesù, da non perdere. Alla destra del palazzo Ducale si intravede Piazza De Ferrari, ma per il momento ignoratela, ci arriveremo fra poco. Proseguiamo per via di Porta Soprana fino a raggiungere la porta stessa.

Genova casa GaribaldiOltrepassata la porta troviamo il chiostro di Sant’Andrea (XII sec.) e la casa di Colombo (XVII sec.) visitabile con un biglietto di 5,00 euro. Quindi giriamo a sinistra su via Dante percorrendo i portici fino a raggiungere Piazza De Ferrari. Con la sua grande fontana, il teatro Carlo Felice, il palazzo della Borsa e il retro del palazzo Ducale, la piazza non ci lascia certo indifferenti.
Proseguiamo per via XXV Aprile e piazza delle Fontane Marose e arriviamo a piazza del Portello.

Genova Piazza De FerrariQui prendiamo un ascensore che ci porta alla Spianata di Castelletto dal quale si gode un bel panorama su tutta la città. Torniamo a ‘piano terra’ e percorriamo la famosa via Garibaldi con i suoi palazzi patrimonio dell’Unesco. Visitiamo velocemente all’interno il palazzo Tursi sede del Municipio e di un Museo. Passiamo davanti al celebre Palazzo Rosso e proseguiamo fino a Piazza della Nunziata. Il percorso lungo i palazzi patrimonio dell’Unesco proegue per via Balbi. Visitiamo l’interno di una delle università e quindi continuiamo fino a raggiungere la stazione ferroviaria Principe. Scendiamo verso il mare e raggiungiamo il molo dei Mille.
Genova il portoLa passeggiata con alcune soste e visite può essere comodamente effettuata in mezza giornata. L’altra eventuale mezza giornata potete dedicarla alla visita del’Acquario. Noi lo avevamo già visitato in precedenza e abbiamo preferito riposare le nostre gambe. Intanto comincia a piovere…..
Salpiamo alle 18:00 in direzione di Marsiglia.

Un giorno a Suvereto

Suvereto è un comune della provincia di Livorno, in Val di Cornia-alta Maremma e fa parte del circuito dei Borghi più belli d’Italia.

Suvereto Palazzo ComunaleUna visita di un giorno consente di esplorare questo delizioso borgo e gustare anche le sue specialità enogastronomiche. In questa zona si producono degli ottimi vini – siamo sulla Strada del vino della Costa degli Etruschi – in particolare il Val di Cornia Suvereto DOC e si gusta una tradizionale cucina sia di carne che di pesce.
Il mare dista pochi chilometri in linea d’aria e, se potete trattenervi, non fatevi sfuggire una visita al golfo di Baratti e al paese di Populonia (ma questo ve lo racconto un’altra volta…).

Suvereto - La RoccaPer arrivare a Suvereto dalla statale Aurelia usciamo a Venturina e seguiamo le indicazioni stradali: in 10 minuti arriviamo davanti alla porta cittadina. Lasciamo l’auto e passeggiamo per le viuzze del borgo. Visitiamo la Chiesa della Madonna di Sopra la Porta, del Settecento, all’interno della quale si può ammirare un dipinto dell’Immacolata col Bambino del Cinquecento. Raggiungiamo il palazzo Comunale risalente al 1200. Quest’ultimo è uno degli edifici dell’arte civile più belli d’Italia, con un caratteristico balconcino in cima alla scalinata. Proseguiamo la nostra visita fino ad arrivare alla terrazza panoramica, dalla quale si gode uno splendido panorama con vista sull’arcipelago toscano. Continuiamo fino a raggiungere La Rocca, una volta presidio del castello, che si erge sulla collina che domina il paese.
Suvereto Chiostro di San FrancescoTorniamo verso il centro del paese e ci fermiamo per pranzo all’osteria I’Ciocio, proprio davanti al palazzo Comunale. Ottima cucina sia di terra che mare con una vasta selezione di vini. Concludiamo la giornata visitando la chiesa del Crocifisso e l’adiacente chiostro di San Francesco.

San Gimignano

Un giorno a San Gimignano

San Gimignano Piazza della CisternaSan Gimignano si trova a metà strada tra Firenze e Siena ed è noto in tutto il mondo per le sue caratteristiche torri che ne definiscono lo skyline. Dichiarato patrimonio dell’Umanità dall’Unesco per la sua architettura medievale, il centro storico ha mantenuto fino ad oggi il suo aspetto orignario ed è uno dei comuni in Europa che meglio rappresenta l’organizzazione cittadina ai tempi dei comuni.

San Gimignano Le TorriLe torri in origine erano ben 72 ma oggi purtroppo ne rimangono solo 16 (in realtà 14 non contando il campanile della Collegiata e la Casa-Torre Pesciolini aventi caratteristiche significativamente diverse dalle altre). La Torre del Podestà è la più alta con i suoi di 54 metri e si trova subito a fianco del Duomo. Arrivati in città, lasciamo l’auto in un parcheggio subito fuori dalle mura e iniziamo a perlustrare le vie del centro. In inverno il numero dei turisti è limitato e si riesce a gustare maggiormente la visita del centro storico. Da vedere con calma le due piazze principali: Piazza della Cisterna e Piazza del Duomo, una accanto all’altra. Siamo nel punto più elevato di San Gimignano: dalle due piazze le strade scendono verso il pendio della collina fino a raggiungere le porte della città poste sulle mura medievali.

San Gimignano Torre del PodestaPer gli amanti del vino non dimenticate di assaggiare un bicchiere di vernaccia: la Vernaccia di San Gimignano si produce solo in questa zona, è il primo vino ad avere avuto il riconoscimento DOC ed è famoso in tutto il mondo. Altro prodotto tipico della zona è lo zafferano ed ovviamente tutti gli insaccati tipici della toscana e del senese in particolare. Arrivati all’ora di pranzo abbiamo qualche difficoltà nel trovare un ristorante aperto e con un tavolo libero: essendo fuori stagione in molti sono chiusi per ferie. Troviamo una piccola osteria dove, a dispetto della presentazione che potremmo definire molto casareccia, ci servono degli ottimi piatti tipici e del buon vino. Da non perdere la visita del Museo Civico e relativa salita alla Torre del Podestà (che si fa con lo stesso biglietto) ed anche il panorama che si gode dalla Rocca di Montestaffoli.

Lucca, un giorno tra chiese, monumenti e vicoli del centro storico

La mattina lasciamo Viareggio e in meno di mezz’ora arriviamo a Lucca. Non è la prima volta che visitiamo la città, ma sono trascorsi tanti anni che vale la pena di fare un tour del centro storico assaporando architettura e cultura di questa ridente città toscana. I nostri cari amici, lucchesi doc, non potevano fare a meno di guidarci sapientemente lungo ogni strada e percorso, dandoci informazioni e curiosità sul posto, proprio come due guide professioniste.

Lasciamo l’auto appena fuori le mura nella zona di via Carlo del Prete e, appena entriamo nel centro storico, incontriamo subito la meravigliosa chiesa di San Frediano. È una delle più antiche chiese della città; la facciata presenta uno spettacolare mosaico rappresentante l’Ascensione di Cristo in una mandorla, sostenuta da angeli ed alla presenza degli apostoli. Entrando nella chiesa si nota come l’aspetto medievale è ancora oggi prevalente nonostante i successivi interventi di modifica. Da non perdere la fonte battesimale e la cappella della croce con le sue fulgide decorazioni.

Proseguiamo il nostro giro ed a pochi passi di distanza entriamo nella famosa piazza dell’Anfiteatro. Tre metri sotto l’attuale piano stradale della piazza ci sono i resti dell’antico anfiteatro romano della città. Ed è per questo che la piazza mantiene la curiosa forma ellittica chiusa. Un tempo sede del mercato cittadino, oggi ospita solo qualche bancarella per lo più per i turisti. Fermatevi a vedere le strutture dei negozi che si affacciano sulla piazza: sono deliziosi. Usciamo da una delle porte della piazza e proseguiamo per quello che è il corso di Lucca, via Fillungo, fino a raggiungere la Torre dell’Orologio. Saliamo la scala interna in legno, ancora ben conservata, per tutti i suoi 207 scalini, fino a raggiungere la sommità che è di circa 50 metri. Oltre a poter ammirare il meccanismo dell’orologio risalente a metà del 1700 si può godere di un bel panorama sui tetti della città. Poco distante vediamo il simbolo di Lucca, la celebre Torre Giunigi con i suoi caratteristici lecci sulla sommità.

Fatta qualche foto scendiamo dalla torre e arriviamo in piazza San Michele dove troviamo la Chiesa di San Michele in Foro. Data la sua imponenza viene spesso confusa con il Duomo di Lucca. La facciata è decorata con quattro ordini di logge con sovrapposta la statua in marmo dell’arcangelo Michele con due angeli ai lati mentre combatte un drago con una lancia. Proseguiamo il nostro giro alla scoperta della città passando da piazza Napoleone, detta anche piazza grande. In questa piazza ogni anno per tutto il mese di luglio si svolge il Summer Festival di Lucca, con ospiti italiani ed internazionali della musica. Ci fermiamo anche a vedere la vicina chiesa di San Giovanni; proseguiamo passando da piazza San Giusto fino ad arrivare all’Osteria San Giorgio dove ci fermiamo per pranzo. Ottima la qualità ed il servizio, consigliato.

Dopo pranzo, complice la stanchezza ed il caldo estivo, abbiamo deciso di raggiungere le mura della città. Passando da via della Rosa abbiamo ammirato la spettacolare architettura della chiesa di Santa Maria della Rosa. Questa chiesa del 1300 fu edificata appoggiandosi alle mura romane; sono da notare gli archi a tutto sesto che sul fianco posto ad est ospitano delle bifore.

Le mura della città sono ancora integre, ben conservate, con una lunghezza di oltre 4 chilometri e rappresentano un’occasione per un bel percorso pedonale, dal quale si gode una bella vista.

Come ultima tappa abbiamo raggiunto il Duomo di Lucca dedicato a San Martino. Al suo interno è possibile ammirare un bellissimo monumento funebre dello scultore Jacopo della Quercia. Il monumento raffigura la nobildonna lucchese Ilaria del Carretto, morta di parto giovanissima, alla quale il marito Paolo Guinigi dedicò il sarcofago di marmo. Il sarcofago raffigura la giovane donna in posa dormiente e ai suoi piedi giace un cagnolino, simbolo della fedeltà coniugale. All’esterno del Duomo, alla base del campanile, su uno dei pilastri del portico vi è scolpito un labirinto con un’iscrizione che ricorda il mito di Teseo e Arianna: “Questo è il labirinto che il cretese Dedalo costruì e dal quale nessuno, entratovi, poté uscirne; all’infuori di Teseo aiutato, per amore, dal filo di Arianna.”

Siamo arrivati alla conclusione di questa splendida giornata trascorsa a Lucca e purtroppo dobbiamo rientrare. Ancora un grazie ai nostri amici che ci hanno accompagnato nella visita della città.

Viareggio: week end di mare, natura e cultura in Toscana

Non ero ancora maggiorenne quando per la prima volta arrivai a Viareggio. A quell’età decidere di partire da Firenze, anche dopo cena, solo per passare la serata in Versilia, era più che normale. La Perla del Tirreno, questo era il titolo della città ai primi del secolo scorso, è infatti raggiungibile in poco più di un ora dal capoluogo toscano. Vent’anni dopo, complici degli amici che abitano in provincia di Lucca, abbiamo deciso di trascorrere un week end in quello che è stato il centro turistico tra i più conosciuti in tutto il mondo. Abbiamo prenotato l’albergo appena una settimana prima grazie a un servizio di prenotazione on line: è stato sufficiente cercare hotel Viareggio economici e la scelta era fatta. Viareggio è nota per il suo Carnevale, che ha origini nel tardo 1800, e che tutt’ora è una delle più belle feste della tradizione popolare, ma non vanno assolutamente dimenticate le sue spiagge, con un impalpabile sabbia dorata. Completano l’offerta turistica le sue vaste pinete e la qualità delle strutture sia alberghiere che balneari. Infine è da sottolineare come molti stilisti italiani hanno aperto eleganti boutiques lungo la passeggiata, rendendo la città una meta anche per chi vuole fare shopping di alto livello. Arriviamo in prima mattina e decidiamo di fare un giro per i viali a mare, per ammirare l’architettura Liberty. Lungo il celebre viale Margherita, risalente agli inizi del 1900, risaltano i simboli della città: alberghi, stabilimenti balneari, ristoranti e caffè, eleganti negozi e chalet. Incontriamo il vecchio Cinema Savoia, il Cinema Teatro Eden e l’edificio dei Magazzini Emporio Duilio 48, tre dei più significativi edifici in stile Liberty di Viareggio, oggi internamente rimodernati e adattati alle odierne esigenze commerciali, ma esternamente sono rimasti esattamente come un tempo. Più avanti troviamo il famoso Gran Caffè Margherita, il simbolo della città, sempre nello stile degli stessi anni con le sue colorate cupole. Dal mercato del pesce fresco del molo fino al Principe di Piemonte la passeggiata è di 3 km e l’elevata temperatura ci fa decidere di spostarsi sul mare: noleggiamo ombrellone e lettino per alcune ore e ci crogioliamo al sole. Nel pomeriggio decidiamo di trascorrere qualche ora nell’oasi di Torre del Lago Puccini. Il nome della località deriva dal nome di una torre di avvistamento militare del XV secolo, oggi scomparsa, e dal nome del celebre compositore Giacomo Puccini. Il Maestro abitò qui per un lungo periodo ed oggi possiamo visitare la sua villa in riva al lago ed il museo omonimo. Tutti gli anni in estate si svolge il Festival Puccini, ed è l’occasione per far rivivere le melodie del grande compositore. Noi decidiamo di trascorrere un po’ del nostro tempo a stretto contatto con la natura e decidiamo di visitare il Parco Naturale del lago. Arriviamo al centro visite dell’Oasi Lipu, che è aperta tutti i giorni, e decidiamo di noleggiare una barca a remi. E’ possibile noleggiare anche canoe, kayak oppure effettuare l’escursione in barchino a motore, ma solo la domenica e su richiesta. Naturalmente è possibile fare anche delle escursioni a piedi fino a raggiungere ben 5 osservatori dai quali esplorare il lago e fare un po’ di birdwatching. Vi assicuro che la sensazione di pace che si ha in questo luogo è unica. Se siete in zona per una vacanza, lunga o breve che sia, non perdetevi questo luogo magico. Rientriamo a Viareggio nel nostro albergo e fatta una doccia siamo pronti per uscire a cena e successiva movida serale. Scegliamo un ristorante di pesce nella zona della Darsena, dove mangiamo un cacciucco eccezionale. Per il dopo cena ce n’è per tutti i gusti: dai pub con la musica dal vivo, ai bar-ritrovo ognuno con le sue personalissime caratteristiche, alle numerose discoteche di tutta la zona, La Capannina e La Bussola solo per ricordare le più famose.

La ragazza afgana di Steve Mc Curry a Roma

Roma: centro città e Steve McCurry al MACRO

Il secondo giorno del nostro week end a Roma dedichiamo la mattina al centro città e il pomeriggio alla mostra fotografica di Steve McCurry al Macro La Pelanda.

Piazza di Spagna vista dalla scalinata di Trinità dei MontiDopo un’ottima colazione al Papavista Relais, prendiamo la metro alla fermata di Ottaviano e scendiamo a piazza di Spagna. Prendiamo l’ascensore che ci porta in cima alla scalinata di Trinità dei Monti; è una bella giornata di primavera con un bel sole e ci gustiamo il panorama dalla terrazza davanti alla chiesa. Scendiamo la scalinata e, arrivati alla Fontana della Barcaccia, ci fermiamo per fare due foto.

Piazza di Spagna, la fontana della Barcaccia del BerniniLa fontana risale al 1629 e fu commissionata dal papa Urbano VIII a Pietro Bernini, padre del più celebre Gian Lorenzo, che per la realizzazione si fece aiutare anche dal figlio il quale ne completò l’opera alla morte del padre. A causa della bassa pressione dell’acquedotto dell’Acqua Vergine, la fontana non poteva creare alcun gioco d’acqua, ma il Bernini risolse le problematiche tecniche realizzando la fontana a forma di una barca semi sommersa, posta al di sotto del piano stradale. Proseguiamo per via Condotti e quindi giriamo in direzione della Fontana di Trevi. Anche questa fontana è nata in funzione dell’acquedotto Vergine, il più antico acquedotto risalente all’imperatore Augusto, che da allora non ha mai smesso di fornire acqua alla città. Anche questa fontana, così come la ammiriamo oggi, fu ristrutturata e trasformata da Gian Lorenzo Bernini sempre su commissione di papa Urbano VIII. Alla morte del papa il celebre scultore non fu in grado di proseguire il suo lavoro e si dovette attendere più di 120 anni prima che l’opera fosse completata: un antesignano delle opere pubbliche del nostro Stato repubblicano. Lasciata la fontana di Trevi, passiamo dalla stupenda galleria Alberto Sordi (già galleria Colonna), davanti a palazzo Chigi e quindi Montecitorio.

Interno della cupola del Pantheon a RomaProseguiamo ancora fino a raggiungere il Pantheon. Ci fermiamo a visitarlo all’interno ed ammiriamo la magnificenza della struttura. L’imperatore Adriano lo fece ristrutturare così come lo vediamo oggi nel secondo secolo, dopo che l’edificio rimase danneggiato dagli incendi dei decenni precedenti. Nato come “tempio di tutti gli dei”, come significa il nome, nel VII secolo divenne basilica cristiana. L’oculo di quasi nove metri di diametro dà luce all’impressionante cupola del diametro di oltre 43 metri e, benché oggi la pioggia penetri all’interno dell’edificio, si dice che in passato, grazie all’effetto camino creato dalle numerose candele, l’acqua non riuscisse a penetrare. Entrando in questo edificio si rimane sbalorditi da questo capolavoro di ingegneria. Proseguiamo ancora passando davanti a palazzo Madama ed arriviamo in piazza Navona. Al tempo della Roma antica, questa piazza era lo stadio di Domiziano, lungo 276 metri e largo 54 ed arrivava a contenere fino a 30.000 spettatori. La celebre opera del Bernini, la Fontana dei Quattro Fiumi si trova al centro della piazza e rappresenta i quattro angoli della Terra: il Danubio, il Gange, il Nilo e il Rio della Plata.

Ci fermiamo per pranzo alla trattoria La Piccola Cuccagna, in una strada adiacente alla piazza, dove mangiamo bene e spendiamo meno di venti euro a persona. Dopo la giornata ai Musei Vaticani del giorno prima e qualche chilometro nel centro di Roma in mattinata, siamo stanchi ma soddisfatti per quello che abbiamo visto.

Dopo pranzo proseguiamo fino a Corso Vittorio Emanuele II, dove prendiamo un autobus che ci porta fino a Piazza Venezia. Qui cambiamo autobus e proseguiamo fino ad arrivare in prossimità dell’ex mattatoio del Testaccio; La Pelanda è oggi una delle sedi del Macro, Museo d’Arte Contemporanea di Roma. Dal 03 dicembre 2011 al 30 aprile 2012 si è svolta una mostra dedicata ad uno dei più grandi maestri della fotografia del nostro secolo: Steve McCurry. Sono state esposte oltre 200 fotografie scattate in più di trent’anni di carriera; celebri scatti come quello della ragazza afgana dagli occhi verdi, divenuta un icona del celebre reporter, erano affiancati a lavori recenti degli ultimi anni presentati per la prima volta. Esposti anche alcuni scatti del progetto Last Roll, l’ultimo rullino prodotto dalla Kodak regalato a Steve McCurry e utilizzato per degli scatti in giro per il mondo. L’esposizione non era ordinata secondo criteri temporali ma bensì secondo l’assonanza di soggetti ed emozioni, collegate da un filo comune nonostante le distanze che separano luoghi e persone in tutto il mondo.
La ragazza afgana di Steve McCurry a Roma

Musei Vaticani: week end a Roma

Era tanto tempo che volevamo visitare i Musei Vaticani, ma nonostante il fatto che sia io che mia moglie Valeria avessimo vissuto circa un anno a Roma tanti anni fa, non c’era mai stata l’occasione. Quest’anno nell’occasione della mostra fotografica di Steve Mc Curry abbiamo deciso di organizzare un week end nella capitale. Un sabato mattina siamo partiti assieme ai nostri amici lucchesi conosciuti in Perù, per arrivare intorno alle dodici nei pressi del Vaticano, dove avevamo prenotato il Bed and Breakfast Papa Vista Relais. Lasciamo l’auto al parcheggio sotterraneo del mercato Trionfale a trenta metri dall’albergo e lasciate le valigie usciamo per uno spuntino per pranzo.

Musei Vaticani - Galleria delle Carte GeograficheL’ingresso ai Musei Vaticani lo abbiamo prenotato sul sito per le 13.00, consapevoli che senza prenotazione la coda per l’accesso alla biglietteria è normalmente chilometrica… Alla biglietteria convertiamo il nostro voucher stampato dal sito con i biglietti ed entriamo. La visita può essere effettuata in autonomia oppure con il supporto di una guida personale. In caso di visita autonoma, consigliamo di prendere le audio guide che aiutano. Purtroppo dobbiamo notare che l’organizzazione non è delle migliori: la cartina fornita non è aggiornata con il percorso attuale e la numerazione delle opere non è completa, le schede nell’audio guida sono numerose ma non esaustive. Altra critica che mi sento in dovere di fare è al personale di servizio che non è così attento a ciò che accade intorno; in particolare non fa niente per reprimere il comportamento dei turisti in violazione delle normali regole di comportamenti in un luogo del genere e dei divieti specificati dai cartelli. Tutt’altro commento ovviamente per quelle che sono le opere contenute nelle sale del museo, che non hanno pari in tutto il mondo.

Musei Vaticani, Cappella SisitinaCompletato il giro dei Musei Vaticani, decidiamo di fare due passi fino a raggiungere la Basilica di San Pietro, che si trova a pochi minuti. Il sole sta ormai tramontando e ci gustiamo la piazza antistante alla Basilica con la calda luce del fine giornata. Stanchi morti per i chilometri percorsi in tutto il pomeriggio, rientriamo in albergo per riposarci un po’ prima di uscire per la cena. Il Papavista Relais ha solo sei camere e si trova al terzo piano di un palazzo in via Tunisi, proprio davanti all’ingresso dei Musei Vaticani. La posizione oltre che per la visita alla Città del Vaticano è fantastica anche per il fatto che si trova a pochi passi dalla fermata della metro di Ottaviano, che in due fermate arriva in centro a Roma.

Per la cena andiamo a Trastevere, dove, dopo un giro turistico delle viuzze scegliamo di fermarsi per la cena all’Osteria Cacio e Pepe in vicolo de’ Cinque, dove mangiamo veramente bene.

Dopo cena concludiamo la serata completando prima un giro a piedi di Trastevere e quindi un giro in auto per vedere i più noti monumenti di Roma illuminati nel buio della notte.

Giorno successivo…

Anghiari: uno splendido borgo medievale in Toscana

Il giorno successivo del nostro week end in Toscana (il giorno precedente eravamo a Cortona) lo abbiamo trascorso a Anghiari, uno dei borghi medievali più belli della Toscana. Anghiari si affaccia sull’alta valle del Tevere, e per la sua posizione strategica è stata una delle località più importanti sin dal Medioevo. La notorietà di Anghiari la si deve alla battaglia svoltasi nel 1440 tra fiorentini (vincitori) e milanesi, ma non sarebbe rimasta così importante se i magistrati di Firenze non avessero affidato a Leonardo da Vinci il dipinto per la sala dei Cinquecento a Palazzo Vecchio. Leonardo non completò l’opera e ciò che era stato realizzato andò distrutto, compresi i disegni preparatori (definiti dal Cellini come “la scuola del mondo”). Oggi possiamo ammirare la copia di tali disegni realizzata successivamente da Rubens e conservata al Museo del Louvre di Parigi.

Battaglia di Anghiari - Rubens, Louvre Parigi

Tornando a noi, lasciata Cortona in una giornata nuvolosa ci siamo diretti ad Anghiari; la distanza si percorre in meno di un’ora passando per la campagna toscana. Il borgo è racchiuso da possenti mura duecentesche che corrispondono esattamente alla costruzione iniziale. Vi sono tre porte: Fiorentina, Sant’Angelo e San Martino. Sulle mura si ergono due elementi caratterizzanti il borgo: il Bastione del Vicario e l’abside della Chiesa di Sant’Agostino. Il centro storico è piccolo e caratteristico: è molto carino da scoprire avventurandosi in ogni scorcio di questo pezzo di medioevo. Purtroppo per noi la giornata nuvolosa non ci ha permesso di apprezzare lo splendido panorama che è possibile ammirare dalle mura che circondano il paese, ma nonostante questo abbiamo potuto comunque avere un piccolo assaggio di uno dei borghi più belli d’Italia.