Gecko Namibia

Da Sossusvlei a Windhoek e rientro in Italia

Partiamo con le prime luci dell’alba in direzione di Windhoek. Dal personale de Le Mirage ci siamo fatti consigliare il percorso più breve e con la strada strerrata migliore.

Abbiamo fatto oltre 4000 km e per la maggior parte su sterrato e cominciamo ad aver voglia di percorrere strade non impegnative. Domani ripartiamo con il volo per Johannesburg, quindi per Francoforte ed infine per Roma. Ci aspetta una giornata stancante e una volta arrivati al Country Club di Windhoek preferiamo dedicare le ore restanti a riposarsi piuttosto che visitare la città. Nel documentarci prima di partire non siamo rimasti colpiti da particolari visite da fare o cose da non perdere e ci facciamo prendere dalla pigrizia.

Riassumendo il ns. viaggio che ci ha portato a conoscere il centro nord ovest della Namibia possiamo consigliare questo viaggio tranquillamente a tutti. Se fatto in autonomia è necessario un buon stato di salute, una buona resistenza alle lunghe percorrenze in auto, una buona dose di adattabilità alle situazioni che possono capitare. Rispetto alle tappe da noi fatte possiamo solo consigliare se potete di spezzarle ulteriormente diminuendo il numero di km e quindi di ore da percorrere per spostarsi da un posto all’altro. Ovviamente sempre se riuscite ad avere abbastanza giorni per allungare la durata complessiva.

 

 

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Dead Vlei

Sousselvlei e Dead Vlei

Ci alziamo un ora e mezzo prima dell’alba e fatta colazione ci dirigiamo al gate di accesso di Sousselvlei. Al gate non si paga più all’ingresso ma all’uscita e quindi viene presa solo la targa ed il nome dell’autista. La strada che porta fino al parcheggio delle vetture 2×4 è asfaltata per tutti i 60 km di lunghezza.Duna 45 Sousselvlei
Ci soffermiamo al km 45 per vedere la celeberrima Dune 45 e quindi proseguiamo fino al parcheggio. Purtroppo il tempo è inclemente e una fastidiosa nebbia proveniente da ovest oscura quasi completamente la visibilità. Invece che venire all’alba saremmo potuti venire tranquillamente con calma due ore dopo.

Dead VleiAspettiamo che la nebbia si diradi e quindi prendiamo le jeep che per 100 NAD accompagnano i visitatori fino a Sousselvlei fermandosi anche a Dead Vlei e riaccompagnano indietro. I più temerari se dotati di una vettura 4×4 e di una buona capacità di guida sulla sabbia possono proseguire da soli.  Per quello che abbiamo visto più che temerari erano incoscienti, visto che immancabilmente rimanevano insabbiati… Scendiamo alla prima fermata e con una passeggiata di trecento metri raggungiamo la Dead Vlei. Dead VleiNon c’è ancora molta gente e riusciamo a gustarci l’atmosfera di questi alberi rimasti sul letto della pozza colorata di bianco che si contrasta con il rosso della sabbia delle dune alle spalle. Passeggiamo sulle dune circostanti in completa solitudine apprezzando il silenzio ed il solo rumore del vento.

SousselvleiTornati al parcheggio dei 4×4 riprendiamo lo shuttle e raggiungiamo Sousselvlei. Anche qui il paesaggio è da mozzafiato e non da meno della Dead Vlei. Tornando indietro ci fermiamo lungo la strada per vedere il paesaggio delle dune illuminate dal sole (al mattino la nebbia ce lo aveva impedito). Infine facciamo una breve visita al Sesriem Canyon che si trova a pochi km dall’ingresso del parco. Prima di uscire ci fermiamo a pagare il ticket per la visita e torniamo a Le Mirage.

Tropico del Capricorno

Da Swakopmund a Sossusvlei attraversando il Naukluft Park

Moon Landscape SwakopmundLaciamo il nostro alloggio a La Sirenella e poichè vogliamo attraversare alcune strade del parco Namib Naukluft ci rechiamo in centro città per farsi rilasciare il permesso di transito delle strade intorno alla C28. Prendiamo la B2 in direzione Windhoek e quindi la C28. Poco dopo giriamo a sinistra in direzione della strada che ci porta al Moon Landscape.

Moon LandscapeCi sono diversi view point dove fermarsi e gustarsi questo insolito panorama e scattare qualche foto. Procediamo verso sud in direzione di Solitarie quando all’improvviso foriamo una gomma (ci eravamo appena meravigliati che non ci fosse successo ancora…) e perdiamo il controllo della vettura finendo oltre il cordolo laterale dello sterrato. Fortunatamente il terreno intorno alla strada è completamente in piano e senza ostacoli e l’unico problema è che oltre alla prima ruota appena forata anche una seconda è completamente andata e oltre tutto anche insabbiata. Inizialmente siamo presi dal timore di essersi infortunati ma dopo un rapido controllo ci rendiamo conto di essere tutti interi. Usciamo per controllare il veicolo e per fortuna non ci sono ulteriori danni se non le due gomme a terra. Welwitschia mirabilis

Abbiamo due ruote di scorta e quindi provvediamo a cambiare la prima che è più semplice. Per la seconda non riusciamo a mettere il cric in modo da sollevare l’auto. Poco dopo si fermano due auto che percorrendo la stessa strada ci vedono in difficoltà. Con due cric e un po’ di sostegno sia morale che fisico riusciamo a cambiare la seconda gomma e ad uscire anche dall’insabbiatura. Un po’ demoralizzati ed impauriti rirendiamo il nostro percorso: per arrivare a destinazione mancano ancora più di 200 km e siamo senza ruota di scorta! Nel frattempo due turisti italiani che avavamo incontrato il giorno prima alla Sandwich Harbour sono casualmente passati davanti a noi e vista la nostra situazione si sono offerti di scortarci fino a Solitaire: ancora oggi non smettiamo di ringraziarli! Tropico del CapricornoProcediamo a velocità ridotta ed arrivati a Solitare facciamo riparare le due gomme di scorta e ci sentiamo un po’ più tranquilli. Assaggiamo anche la mitica torta di mele, ma sarà per lo spavento dell’incidente che era appena accaduto che non ce la gustiamo! Riusciamo ad arrivare al nostro albergo di oggi, Le Mirage poco a sud di Sousselvlei, alle 18.00 quando ormai il sole è tramontato da mezz’ora. Le Mirage è un’ottima struttura, anche se necessiterebbe di qualche manutenzione straordinaria. Complessivamente comunque a nostro avviso ottiene un valutazione ottima. Cena al ristorante dell’albergo e a letto presto: domani mattina sveglia alle 5.00

Sandwich Harbour

Sandwich Harbour e Walvis Bay

Sandwich Harbour 4x4Partiamo alle 09.00 da Swakopmund per Walvis Bay: oggi ci aspetta un escursione alla Sandwich Harbour. In circa 40 minuti arriviamo alla zona del porto dove abbiamo appuntamento presso gli uffici della Sandwich Harbour 4×4. Partiamo con delle Land Rover in verità un po’ datate ma che si sono comportate egregiamente. Fenicotteri Walvis BayPochi minuti dopo la partenza dal porto ci soffermiamo a vedere lo spettacolo dei fenicotteri che sono davanti alla spiaggia. Superata la salina di Walvis Bay la nostra guida ci porta sul percorso sabbioso lungo il mare fino ad arrivare all’inizio della laguna. Gecko Namibia

Ci fermiamo più volte per ammirare gli stupendi paesaggi ed anche per vedere un particolare gecko endemico che di nasconde sotto la sabbia. Giunti all’ultima zona raggiungibile con il nostro mezzo siamo saliti a piedi sulla cima della duna antistate al mare: il paesaggio dall’alto è bellissimo. Sandwich HarbourL’effetto delle dune che si gettano nel mare è molto  particolare e vederlo dall’alto è molto emozionante. Facciamo pranzo a pic nic organizzato sempre dalla ns. guida e quindi riprendiamo la strada per tornare a Walvis Bay. Nel frattempo però la marea si è alzata, non è più possibile percorrere la strada sul mare e quindi attraversiamo il deserto sulle dune all’interno. Dune di Sandwich HarbourSolo una guida esperta e con un mezzo adeguato può riuscire ad uscire da quelle sabbie. Nell’occasione ci fermiamo sulla cresta di alcune dune ammirando ancora i panorami. Purtroppo in inverno in queste località è quasi sempre presente una nebbia molto uggiosa che ha impedito di poter apprezzare i panorami: solo per qualche ora durante le ore più calde si è diradata.

Otarie a Cape Cross

Verso l’Oceano Atlantico: Cape Cross e Swakopmund

Verso SwakopmundLasciamo Twyfelfontain e ci dirigiamo verso sud in direzione di Swakopmund. Facciamo una breve sosta a Uis per rifornimento e proseguiamo fino a raggiungere l’oceano. A quel punto svoltiamo a nord per una deviazione a Cape Cross per vedere la più grossa colonia di otarie del capo. Preparatevi con un fazzolettino per coprirvi il naso e anche un prodotto tipo vicks vaporum per contrastare il cattivo odore.

Otarie a Cape CrossLa colonia di otarie è enorme: si parla di circa 100.000 esemplari. Lasciato Cape Cross ci dirigiamo a sud fino a raggiungere Swakopmund e la nostra sistemazione per le successive due notti: La Sirenella. Otarie a Cape CrossLa proprietaria ci accoglie calorosamente e ci consegna le chiavi della camera. Purtroppo anche qui siamo senza riscaldamento e la temperatura esterna è calata paurosamente rispetto a Twifelfontain. E non è tanto una questione di temperatura quanto di umidità. Swakopmund in inverno è una città afflitta da una perenne nebbia che a volte diventa proprio pioggia e che penetra nelle ossa. Assicuratevi che il vostro alloggio abbia una fonte di riscaldamento e potrete gustarvi meglio anche questo posto.

Sulla strada per Twifelfontain

Twyfelfontein e le pitture rupestri

Sulla strada per TwifelfontainLa seconda ed ultima notte al Khowarib Lodge è passata. Anche se la temperatura è aumentata rispetto alla notte precedente dormire nella tenda completamente aperta di questa struttura non è stato certo un esperienza positiva. Fatta colazione partiamo alle 08.00 in direzione sud. La destinazione di oggi è Twifelfontain, ad una distanza di circa 180 km ossia 3 ore di strada sterrata. Il trasferimento di oggi ci riserva uno spettacolo stupendo: i panorami che vediamo sono davvero speciali. A volte richiamano quelli della Monument Valley statunistense, altre sono talmente surreali da sembrare lunari.

Twifelfontain Country LodgeArriviamo al Twifelfontain Country Lodge e ci assegnano la camera. Avevamo letto diverse recensioni negative su tripadvisor ma a nostro avviso la struttura non è male. Certo le camere sono un po’ vecchiotte ed avrebbe bisogno di una ristrutturazione ma tutto sommato ci lascia pienamente soddisfatti. Anche il ristorante, a buffet sia a cena che a colazione, non è niente male.

Petroglifi TwifelfontainLasciati i bagagli ci dirigiamo al sito dei petroglifi, monumento nazionale e patrimonio dell’umanità riconosciuto dall’Unesco, distante pochi minuti dall’albergo. Ci accompagna una guida che ci illustra le incisioni rupestri. Siamo a metà giornata ed è molto caldo; il percorso dura circa 45 minuti e si svolge sotto il sole: ricodatevi crema solare, cappello ed acqua. Terminata la visita lasciamo una mancia alla nostra guida e proseguiamo la visita delle altre attrazioni della zona. Le Organ Pipes e la Mountain Burnst distano pochi minuti dal sito principale di Twifelfontain. La breve distanza giustifica la visita, perchè altrimenti a nostro avviso non sono poi così interessanti da meritare una visita apposita.

Foresta PietrificataAbbiamo ancora tempo e decidiamo di spostarci fino alla Forest Pietrified. Anche qui compreso nel biglietto d’ingresso una guida ci accompagna nella visita del sito. A nostro avviso anche se interessante potete valutare di fare la visita solo se dovete passarci davanti: non merita di fare appositamente la visita partendo e tornando da Twifelfontin essendo distante circa 45 minuti di strada. Attenzione a non farsi imbrogliare dai finti siti di Foresta Pietrificata: lungo la strada che raggiunge il sito ufficiale troverete numerose attività private che si spacciano per quello ufficiale e che vendono campioni più o meno veri trafugati dal sito.

Damaraland

Gli elefanti della sabbia nel Damaraland

DamaralandDopo la nottata trascorsa al Khowarib Lodge ad una temperatura da frigorifero (vedi la recensione di ieri) facciamo colazione alle 07.00 e alle 8.00 partiamo per l’escursione organizzata dal Lodge alla ricerca degli elefanti della sabbia. Ci spostiamo con una Jeep verso ovest addentrandoci lungo il letto del fiume Hoanib. Gli scenari sono bellissimi e anche se il percorso è di una certa difficoltà la nostra guida dimostra di conoscere bene sia la strada che il mezzo.

Elefante DamaralandDopo circa 3 ore dalla partenza scorgiamo un numeroso gruppo di elefanti del deserto. L’escursione prevede il pranzo a pic nic che facciamo attrezzando sedie e tavolino sul letto del fiume che in questo periodo è per lo più asciutto. Dopo pranzo ripartiamo e avvistiamo altri due  piccoli gruppi di elefanti.

Orice DamaralandDurante l’escursione incontriamo anche altri animali: orici, babbuini, dik dik, antilopi e gazzelle. Rientriamo al lodge per metà pomeriggio. Fortunatamente la temperatura rispetto al giorno prima è salita e nonostante sia ancora molto freddo riusciamo a dormire un po’ più decentemente del giorno prima. A nostro avviso l’errore più grosso della struttura, oltre al fatto di non aver prevsito che non è pensabile dormire in una tenda aperta d’inverno, è quello di non specificare chiaramente la cosa sul proprio sito. Ad averlo saputo avremmo potuto partire organizzati per affrontare le due notti in modo diverso.

Dall’ Epupa Falls al Damaraland

Sulla strada per le Epupa FallsOggi ci aspetta un altra giornata di trasferimento, non lunghissima ma comunque impegnativa. Dalle Epupa Falls ci spostiamo verso sud attraversando il Kaokoland fino ad arrivare in Damaraland.

Il guado dei fiumi effimeri. Strada da Opuwo a EpupaPassiamo nuovamente da Opuwo per una pausa di rifornimento e quindi sempre verso sud fino a Khowarib. Alloggeremo al Khowarib Lodge, una delle poche strutture nella zona. Partiamo con calma alle 08.00 percorrendo la strada che dalle Epupa Falls va a Opuwo. La conosciamo già ma questa volta sarà perchè la percorriamo di prima mattina ce la gustiamo meglio.

Donna Herero a OpuwoArrivati ad Opuwo facciamo il pieno di carburante e ci fermiamo per acquistare qualche prodotto per il pranzo che faremo lungo la strada.

Proseguiamo sulla C34, anche se ci avevano segnalato che in un punto la strada sarebbe stata particolarmente disastrata e ci avevano consigliato di fare un percorso più lungo di circa 60 km ma privo di insidie.

La strada disastrada (C34) in DamaralandA circa 50 km dalla nostra destinazione finale in effetti le cose si sono complicate e la strada è diventata veramente difficile da fare. Fortunatamente con la nostra jeep con un’altezza da terra superiore alla normale berlina abbiamo superato i disagi con solo qualche rallentamento e siamo arrivati alle 15.00 al Khowarib Camp Lodge.

Khowarib Camp Lodge - la tendaCi assegnano la tenda ed il paragone con quella del giorno prima è immediato. La tenda è molto più grande, ha un terrazzo in legno con vista sul fiume subito sotto le montagne color rosso fuoco. Il bagno è sul retro della tenda copletamente all’aperto, senza copertura ma solo con un muretto di delimitazione. Il difetto più grosso della tenda è che non è possibile chiuderla sia sul lato anteriore che su quello posteriore: siamo in inverno e la notte la temperatura scende anche sotto zero: per una struttura del genere che definisce gli alloggi come tende di lusso non ci saremmo mai aspettati di dover dormire praticamente all’aperto. La tenda del giorno prima alle Epupa Falls era sicuramente più piccola e spartana ma era possibile chiuderla completamente.

Khowarib Camp Lodge - il bagnoQui invece è come dormire all’aperto, sarebbe stato meglio avere una tenda canadaese e sacco a pelo. Nonostante la temperatura in serata fosse notevolemente diminuita la cena al Khowarib Camp Lodge viene servita all’aperto con notevole diasagio da parte di tutti gli ospiti. I commensali hanno completato velocemente la cena coperti con piumino e cappello per poi ritirarsi velocemente nelle proprie camere, consapevoli di dover passare una nottata all’addiaccio. A nostro avviso chiudere i due lati corti della tenda esattamente come è previsto per i due lati lunghi sarebbe stato il minimo necessario per poter dormire decentemente. Fermo restando che usufruire del bagno in nottata rimane un esperienza.

Epupa Falls e le tribù Himba

Epupa CampPer la prima volta, da quando siamo in Namibia, ci svegliamo dopo l’alba. La notte in tenda è passata abbastanza bene, un po’ freddo, anche perchè la nostra tenda non chiudeva bene e, come già dicevo ieri, forse un po’ più di manutenzione aiuterebbe gli ospiti a godersi questo splendido posto. La colazione all’Epupa Camp viene servita lungo il fiume Kunene, e la luce del sole che sorge alle spalle fa si che si possa godere uno spettacolo paradisiaco fin da appena svegli.

Villaggio tribù HimbaPoco dopo usciamo con la guida del campo, che ci accompagna per la visita ad una tribù Himba. Prima però passiamo dal magazzino di generi alimentari in paese, per fare rifornimento di prodotti da portare in omaggio. Prendiamo farina in abbondanza, zucchero, riso, zuppe pronte in busta, biscotti, sapone, insomma di tutto un po’. Restiamo sorpresi dal conto incredibilmente basso: circa 15 euro.

Nella tribù HimbaPartiamo finalmente con la jeep, tornando indietro sulla strada che abbiamo fatto il giorno prima da Opuwo ed, alcuni km dopo, ci fermiamo in un piccolo villaggio. Ci sono solo le donne, gli uomini in questo momento sono via con il bestiame oltre le colline dove possono farle pascolare.

Tre generazioni HimbaAiutati dalla nostra guida riusciamo a fare conversazione e non solo fare noi domande a loro sulle loro tradizioni e abitudini, ma anche ad esaudire loro curiosità su com’è il nostro stile di vita. Chiediamo il permesso di scattare qualche foto, e lasciamo loro i prodotti che abbiamo acquistato al magazzino. Quindi chiediamo alla guida se ci può accompagnare a visitare una scuola della zona. Ci spostiamo qualche km e troviamo la scuola statale di Epupa. Qui il direttore ci accoglie nel suo ufficio, e ci spiega come è organizzata l’istruzione, quali sono le difficoltà di riuscire a portare l’istruzione ai bambini, che spesso sono anche costretti a spostarsi per seguire la famiglia, che tradizionalmente è nomade. Lasciamo una donazione e ci scambiamo gli indirizzi, promettendo di spedirgli un dizionario inglese / italiano, per aiutarlo nello studio della lingua.

Arcobaleno alle Epupa FallsTorniamo al campo e ci riposiamo fino alle 16.00 circa, quando decidiamo di tornare alle cascate. Questa volta non ci accontentiamo di vederle solo dal basso, e percorriamo un sentiero che parte a sinistra delle cascate e che si inerpica sulla montagna. Da lassù la vista è qualcosa di eccezionale. Le Epupa Falls non sono enormi o imponenti, come ad esempio le Victoria Falls, ma hanno la particolarità di poter essere viste dall’alto con estrema facilità. Restiamo a gustarci il panorama fino al tramonto, seduti sulle rocce della collina antistante alle cascate, gustandoci gli ultimi momenti che trascorreremo in questa bellissima località. Cena al campo e come sempre a letto presto.

Epupa Falls

Sulla strada per le Epupa Falls

Oggi ci aspetta una lunga giornata di trasferimento. Dobbiamo arrivare alle Epupa Falls, al confine con l’Angola. Sono circa 700 km, di cui gli ultimi 180 km di sterrato. Facciamo colazione alle 5.30 e, messi i bagagli in auto, lasciamo Okaukejo alle 06.30. Dal campo in direzione sud la strada è tutta asfaltata fino a Opuwo, sono poco più di 500 km. Facciamo una breve pausa per rifornimento carburante a Kamajab e poi una pausa per il pranzo in un area pic nic lungo la strada prima di arrivare a Opuwo.

Opuwo Herero e HimbaAd Opuwo ci fermiamo nuovamente per un altro rifornimento carburante: è sempre bene avere il pieno e soprattutto, dovendo arrivare alle Epupa Falls e tornare indietro fra due giorni senza avere possibilità di incontrare un distributore, è meglio stare tranquilli. Anche se lo avevamo già letto sui racconti di viaggio di altri viaggiatori, siamo rimasti colpiti sia dalla bellezza dei vestiti delle donne Herero sia dal fatto che per strada in città, al  supermercato, si incontrino le donne Himba con il loro ‘abito’ tradizionale, ossia qualche monile in pelle e osso e giusto una veste che copre il bacino.

La strada per Epupa FallsProseguendo lungo la strada per le Epupa si incontrano diversi villaggi Himba, ma volendo essere sicuri di arrivare prima del tramonto anche in caso di qualche imprevisto, proseguiamo senza fermarci: avremo occasione il giorno dopo.

Epupa CampArrivati alle Epupa Falls ci dirigiamo subito al nostro campeggio, l’Epupa Camps, dove abbiamo prenotato una tenda per due notti. Il sito le definisce tende di lusso: noi le definiamo tende da campo stile militare con annesso un bagno in muratura. La sistemazione è accettabilissima, ma la definizione di lusso può essere usata solo in considerazione del luogo in cui ci troviamo. Comunque la tenda è pulita, acqua calda con caldaia murale indipendente in bagno, letti abbastanza comodi. Il personale è gentile ma non sempre disponibile a cercare di risolvere eventuali problemi e a nostro avviso dovrebbero investire qualche soldino in più nella manutenzione: la nostra tenda in particolare non poteva essere chiusa completamente e nonostante il giorno faccia davvero molto caldo la notte la temperatura scende drasticamente. Come spesso accade, una maggiore attenzione alla manutenzione può far cambiare completamente il giudizio di una struttura.

Villaggio Epupa FallsIn compenso il luogo dove si trova il campo è spettacolare. La zona in sè è bellissima e la posizione di questo campo lungo il fiume Kunene con vista che guarda ad ovest, consente di godersi un tramonto favoloso. Anche se siamo stanchi del viaggio vogliamo dare un occhio alle cascate: dal campo distano circa 800 metri. Facciamo una passeggiata passando anche dal villaggio ed incontrando la popolazione locale. Buona la cena servita al ristorante del campo. Come ormai siamo abituati, alle 21.30 crolliamo dalla stanchezza.

Epupa Falls