Sulla strada per le Epupa Falls

Oggi ci aspetta una lunga giornata di trasferimento. Dobbiamo arrivare alle Epupa Falls, al confine con l’Angola. Sono circa 700 km, di cui gli ultimi 180 km di sterrato. Facciamo colazione alle 5.30 e, messi i bagagli in auto, lasciamo Okaukejo alle 06.30. Dal campo in direzione sud la strada è tutta asfaltata fino a Opuwo, sono poco più di 500 km. Facciamo una breve pausa per rifornimento carburante a Kamajab e poi una pausa per il pranzo in un area pic nic lungo la strada prima di arrivare a Opuwo.

Opuwo Herero e HimbaAd Opuwo ci fermiamo nuovamente per un altro rifornimento carburante: è sempre bene avere il pieno e soprattutto, dovendo arrivare alle Epupa Falls e tornare indietro fra due giorni senza avere possibilità di incontrare un distributore, è meglio stare tranquilli. Anche se lo avevamo già letto sui racconti di viaggio di altri viaggiatori, siamo rimasti colpiti sia dalla bellezza dei vestiti delle donne Herero sia dal fatto che per strada in città, al  supermercato, si incontrino le donne Himba con il loro ‘abito’ tradizionale, ossia qualche monile in pelle e osso e giusto una veste che copre il bacino.

La strada per Epupa FallsProseguendo lungo la strada per le Epupa si incontrano diversi villaggi Himba, ma volendo essere sicuri di arrivare prima del tramonto anche in caso di qualche imprevisto, proseguiamo senza fermarci: avremo occasione il giorno dopo.

Epupa CampArrivati alle Epupa Falls ci dirigiamo subito al nostro campeggio, l’Epupa Camps, dove abbiamo prenotato una tenda per due notti. Il sito le definisce tende di lusso: noi le definiamo tende da campo stile militare con annesso un bagno in muratura. La sistemazione è accettabilissima, ma la definizione di lusso può essere usata solo in considerazione del luogo in cui ci troviamo. Comunque la tenda è pulita, acqua calda con caldaia murale indipendente in bagno, letti abbastanza comodi. Il personale è gentile ma non sempre disponibile a cercare di risolvere eventuali problemi e a nostro avviso dovrebbero investire qualche soldino in più nella manutenzione: la nostra tenda in particolare non poteva essere chiusa completamente e nonostante il giorno faccia davvero molto caldo la notte la temperatura scende drasticamente. Come spesso accade, una maggiore attenzione alla manutenzione può far cambiare completamente il giudizio di una struttura.

Villaggio Epupa FallsIn compenso il luogo dove si trova il campo è spettacolare. La zona in sè è bellissima e la posizione di questo campo lungo il fiume Kunene con vista che guarda ad ovest, consente di godersi un tramonto favoloso. Anche se siamo stanchi del viaggio vogliamo dare un occhio alle cascate: dal campo distano circa 800 metri. Facciamo una passeggiata passando anche dal villaggio ed incontrando la popolazione locale. Buona la cena servita al ristorante del campo. Come ormai siamo abituati, alle 21.30 crolliamo dalla stanchezza.

Epupa Falls

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Okaukejo, lo spettacolo della natura

Elefanti intorno a HalaliOggi lasciamo il campo di Halali e ci dirigiamo verso Okaukejo. Usciamo dal gate poco dopo l’apertura e, fatti nemmeno 5 km, incontriamo una numerosa famiglia di elefanti che ci attraversa la strada. Anche se stamani avremmo dovuto fare  la strada verso la nostra destinazione senza troppo soste, non resistiamo e rimaniamo a vederli per un bel po’.

Rinoceronte sulla strada all'EtoshaRipartiti verso ovest, superate le pozze visitate il giorno precedente, facciamo un itinerario che tocca, tra le altre, le pozze di Salvadora e Sueda. In qualche pozza non troviamo nemmeno un animaletto, in altre una moltitudine impressionante. Sulla C38 incontriamo un rinoceronte che con tutta calma ci attraversa la strada in direzione del pan.

Zebre a OlifantsbadCi dirigiamo verso sud e arriviamo fino a Olifantsbad, dove un folto gruppo di zebre ci fa fare degli scatti piuttosto belli. Arriviamo a Okaukejo per le 12 circa e facciamo le pratiche di check in. La camera non è ancora pronta e quindi facciamo un salto alla waterhole che si trova proprio davanti alla camera: rimaniamo a bocca aperta, mai visto niente del genere e tutti quegli animali insieme. La waterhole di Okaukejo è sicuramente la più bella dei tre campi e la probabilità di vedere gli animali è altissima.

Suricati a OkaukejoRipartiamo per visitare le pozze a nord del campo: da letture fatte di esperienze di altri viaggiatori, pare che questa zona sia spesso frequentata da felini. Alla prima pozza, Wolfsnes, non troviamo nulla ma sulla strada facciamo un incontro con una famiglia di suricati che sono usciti dalla loro tana e restano a guardarci in piedi. Proseguiamo in direzione della pozza di Okondeka dove vediamo alcuni veicoli fermi a guardare e, proprio mentre giungiamo nei pressi, una leonessa ci attraversa la strada. Guardando in direzione della pozza da dove veniva la leonessa, scorgiamo altre due femmine e un maschio distesi per terra. Torniamo sulla C38 e facciamo un salto a vedere il pan look out: bel panorama ma nessun avvistamento.

Zebre al tramonto a OkaukejoTorniamo al campo di Okaukejo, ritiriamo la chiave e prendiamo possesso della camera: abbiamo la fortuna di avere una camera direttamente sulla waterhole. Poco prima del tramonto usciamo a vedere le ultime luci del giorno sulla pozza e troviamo l’ennesimo show: elefanti, giraffe, zebre, gazzelle e anche un rinoceronte si danno il cambio per prendere la propria razione di acqua. Fortunatamente è arrivato anche il carburante e quindi facciamo subito il pieno per il giorno successivo. La cena al ristorante è sempre al buffet e rispetto al campo di Halali è decisamente migliore.

Etosha National park: nei dintorni di Halali

Etosha Look outSveglia prima dell’alba, caffe in camera con la caffettiera in dotazione e uscita dal gate all’apertura, cioè al sorgere del sole. Come prima tappa ci dirigiamo al Etosha Look Out: il panorama è stupendo, una distesa di sabbia e sale della quale non riesci a a vederne  la fine, isolotti in lontananza che appaiono come se fossero miraggi.

Etosha LionQuindi ci dirigiamo verso l’interno e alla pozza Naumses scorgiamo un bel leone maschio che sta bevendo. Poco distante 3 leonesse lo attendono sdraiate nel verde. Rimaniamo a guardarli fino a quando non decidono di stendersi sotto il manto erboso mimetizzandosi completamente. Proseguiamo il nostro giro da una pozza all’altra fino a quando sono le 08.30 e rientriamo al campo. Facciamo colazione al ristorante e a nostro avviso è anche meglio della cena.

Etosha near HalaliDopo un breve riposo usciamo per il secondo safari. Questa volta ci dirigiamo verso ovest e perlustriamo le strade che costeggiano il pan. La quantità degli animali che incontriamo è impressionante, mai visto tanti esemplari tutti insieme. Infine percorriamo la Rhino drive ma non riusciamo a vedere niente e la strada è anche un po’ monotona.

Etosha ZebraRientrati all’Halali facciamo un salto alla pozza del lodge. A differenza del giorno precedente oggi non troviamo nulla di spettacolare. La sera a cena fortunatamente è arrivata anche l’acqua (ma non il carburante, anzi ci informano che anche ad Okaukejo, la nostra prossima destinazione, sono senza carburante!). Dopo cena altro giro alla pozza ma anche questa volta nessun avvistamento. E così anche questa giornata piena di soddisfazioni si conclude.

In CONTRADA: alla scoperta dei rioni storici di Siena

In CONTRADA: alla scoperta dei rioni storici di Siena

È stata da poco inaugurata “In CONTRADA”, una delle iniziative di punta del festival “Tutto il Natale di Siena”, che offre un’ottima occasione per scoprire il patrimonio culturale di questa splendida cittadina toscana. Si tratta di un itinerario che ripercorre la storia, l’arte e le antiche tradizioni della città, attraverso un percorso articolato lungo gli storici 17 rioni senesi. Questi coincidono con zone delimitate da confini, fissati nel lontano 1729, che non hanno subito alcuna modifica nel corso dei secoli. Infatti, ogni rione è riuscito a sviluppare una propria solida identità, caratterizzandosi per usi e costumi distintivi, in cui è possibile scorgere le differenti sfumature dell’eclettico spirito della città.

Partita il 6 dicembre scorso, In CONTRADA andrà avanti sino al 25 gennaio 2015 e prevede un programma articolato in 17 tappe principali, ognuna delle quali sarà dedicata alla scoperta di uno specifico rione. Ogni percorso avrà una durata di circa tre ore e si svolgerà tutti i sabati (dalle 15:00 alle 18:00) e le domeniche (dalle 10:00 alle 13:00). Una guida vi accompagnerà nella scoperta di monumenti, musei, gastronomia e i segreti degli angoli più nascosti della città.

Il progetto – promosso dall’Assessorato al Turismo del Comune di Siena e dal Magistrato delle Contrade, con la collaborazione di Opera Civita Group – interesserà le diverse contrade in diverse date. A questo link si possono visualizzare le date precise dei tour: ricordate che è necessario prenotare la vostra visita telefonando al 0577/286300 o mandando un’email a incontrada@operalaboratori.com. Chi arriva da fuori e ha bisogno di fermarsi in città può prenotare un hotel a Siena attraverso un sito come questo, dove le strutture ricettive sono organizzate anche in base alla loro posizione: in questo modo avrete la possibilità di soggiornare all’interno del rione che più vi ispira, cogliendone l’essenza a 360 gradi.

Da non dimenticare che In Contrada è solamente uno dei 150 eventi che la città di Siena ha in programma per le feste natalizie. La rassegna “Tutto il Natale di Siena: Una Città da Vivere”, infatti, andrà avanti fino al 31 gennaio, con innumerevoli iniziative d’interesse, per adulti e per bambini. Alcuni esempi? Per gli appassionati d’arte (ma non solo) da non perdere “Sette note in sette notti”, iniziativa che prevede aperture straordinarie del Museo Civico in orari notturni (dalle 21 alle 23.30) – la visita guidata, alla scoperta delle maggiori opere custodite nel museo, si accompagnerà a degustazioni di vini e prodotti IGP e performance musicali a cura della Fondazione Siena Jazz (per maggiori informazioni, consultare questa pagina). Le famiglie con bambini, invece, troveranno a questo link il programma completo degli eventi pensati per i più piccoli: le iniziative sono davvero numerose e faranno la gioia di tutta la famiglia – dal Natale all’orto botanico, agli spettacoli di burattini, al laboratorio sul fumetto fino al laboratorio narrativo teatrale. Per la programmazione completa del festival, si rimanda al sito ufficiale.

In CONTRADA: alla scoperta dei rioni storici di Siena

Etosha National Park: da Namutoni a Halali

Fisher Pan PanoramaIl giorno successivo sveglia alle 05.30 e partenza per il primo safari all’apertura del campo alle 06.25. Ci dirigiamo verso ovest e saltiamo da una pozza all’altra per cercare gli animali. Non incontrarli all’Etosha è impossibile: si vede di tutto. Ma i leoni avvistati il giorno prima non li troviamo.

Giraffa PortraitFacciamo il giro del Fisher Pan senza incontrare quasi nulla ma lo spettacolo panoramico è molto bello. Rientrati al campo facciamo colazione al ristorante nel fortino, lo stesso della sera prima, e partiamo con le valige in direzione di Halali, non prima di aver fatto rifornimento di carburante all’auto, che fortunatamente è arrivato. Usciamo da Namutoni intorno alle 10.00 e arriviamo ad Halali alle 14.00 circa. Sono solo 70 km di distanza ma fermandoci alle varie pozze il tempo passa velocemente.

ElefanteCi consegnano le chiavi della ns. camera, una Honeymoon suite, che in verità è più brutta del bush chalet del giorno prima al Namutoni. All’esterno è presente anche una vasca jacuzzi che in realtà credo siano pochi quelli che l’abbiano provata. Ci riposiamo un po’ e poi ci dirigiamo alla pozza del campo.

Rhino HalaliSe a Namutoni era stata una delusione qui invece troviamo ben tre rinoceronti che giocano tra di loro, oltre ad altri animali che si abbeverano. Andiamo a cena alle 18.30 e troviamo il ristorante pieno, meno male che avevamo fatto la prenotazione appena arrivati. La cena non è niente di speciale ma comunque può andare, anche se avevano finito l’acqua (!). Solita tariffa 180 NAD bevande escluse.

Rhino MirrorNon solo l’acqua era finita ma anche il carburante: vale la regola che quando si trova un distributore non importa quanta benzina avete nel serbatoio, è sempre bene fare il pieno. Dopo cena torniamo alla pozza e ritroviamo un paio dei rinoceronti avvistati il pomeriggio che sono sempre lì.

Fly & Drive in Namibia, arrivo all’Etosha

Sono passati tre anni dal nostro viaggio in Sudafrica e non vedevamo l’ora di poter fare questo viaggio in Namibia. Arriviamo a Windhoek con volo Lufthansa/British da Roma via Francoforte via Johannesburg. Impieghiamo circa 2 ore per arrivare all’aeroporto di Francoforte, meno di 1 ora di tempo per prendere il volo per Johannesburg, 10 ore e 30 per arrivare in Sudafrica e quindi dopo un attesa di oltre 3 ore prendiamo l’ultimo volo per Windhoek della durata di un paio di ore.
All’arrivo in aeroporto ritiriamo l’auto all’AVIS, un double cab Toyota Hilux 4wd con doppia ruota di scorta. Roberto il nostro referente su Windhoek ci fa un briefing elencandoci consigli ed avvertenze sulle strade da percorrere e quindi, stanchi morti, arriviamo all’hotel. Per la nostra prima notte a Windhoek siamo al Country Club. Un albergo di ottimo livello con l’unico neo di non riscaldare per niente le aree comuni. Siamo in pieno inverno e al mattino seguente a colazione ci vuole il piumino.  Colazione alle 6.30 e partenza alle 07.30.

Lago OtjikotoPrendiamo la B1 in direzione nord e in circa 1 ora siamo a Okahandja dove facciamo qualche rifornimento: acqua e qualche cosa da mangiare per pranzo. La cittadina è conosciuta sopratutto per i suoi due mercati di artigianato locale; quello a sud è il più rinomato, anche se si deve tenere presente che i prodotti provengono quasi esclusivamente dallo Zimbabwe, dove il costo della manodopera è inferiore. Il mercato artigianale è chiuso, è ancora troppo presto e quindi proseguiamo la ns. giornata di trasferimento all’Etosha verso nord. Arrivati a Otjiwarongo vediamo un grosso supermercato Despar e decidiamo di completare qui i rifornimenti anche per i giorni successivi.

Intorno alle 13.00 circa ci fermiamo al lago Otjikoto, che in lingua Herero significa buco profondo; visitiamo il posto che è anche parco nazionale. Pranzo al sacco in completa solitudine sul bordo del lago e quindi proseguiamo verso Namutoni. Al gate di Namutoni riempiamo il modulo con i nostri dati e proseguiamo fino al Namutoni camp, il celebre fortino tedesco ristrutturato dal NWR (Namibia Wildlife Resorts). Al check in paghiamo la quota per il parco per tutte le 4 notti che soggiorneremo all’Etosha e ci assegnano la camera, un bush chalet. Le camere sono state ristrutturate recentemente e sono veramente deliziose, mentre i lavori in molte aree comuni non sono ancora del tutto completati. Nel complesso comunque il campo ottiene da noi un giudizio più che positivo.

NamutoniLasciati i bagagli ed acquistata la mappa del parco al negozietto del parco ci dirigiamo fuori per il nostro primo safari all’Etosha. Non ci allontaniamo molto perchè il gate del campo chiude al tramonto, oggi alle 17.41, ed oltre a non voler rischiare subito il primo giorno di restare fuori per la notte, vogliamo rientrare per poter vedere il tramonto alla pozza del campo. Non vedere gli animali all’Etosha è impossibile, in circa un ora di uscita riusciamo a vedere dik dik, giraffe, orici, kudu, facoceri e altro ancora. Tramonto NamutoniRientrando al campo ci fermiamo alla reception per controllare il libro degli avvistamenti: una famiglia di leoni è stata avvistata nei pressi di una pozza nelle vicinanze e lo annotiamo per domani mattina. Tentiamo anche di fare rifornimento ma al distributore il diesel è finito. Ci spostiamo verso la water hole per vedere il ns. primo tramonto all’Etosha: uno spettacolo unico, anche se purtroppo non si presenta nemmeno un animale.
La cena al campo è a buffet, 180 NAD bevande escluse. Nulla di eccezionale ma è più che accettabile.

GiraffaDopo cena facciamo nuovamente un salto alla pozza ma purtroppo senza riuscire a vedere ancora nemmeno una gazzella.

Palermo e Monreale

Esterno Cattedale di MonrealeAttracchiamo al porto di Palermo alle 08:00 e poco dopo scendiamo a terra. Come prima tappa ci dirigiamo subito a Monreale per ammirare la sua splendida cattedrale. Lasciato il parcheggio, saliamo una breve scalinata e ci troviamo davanti la piazza con la sua celebre cattedrale.

Interno Cattedrale di MonrealeMa la bellezza di questo capolavoro la dobbiamo ancora ammirare: dall’esterno infatti non mostra ciò che nasconde al suo interno. Entriamo dall’ingresso laterale e ci accorgiamo subito della ricchezza e maestosità dell’opera unita alla semplicità. I mosaici bizantini sono l’elemento caratterizzante, insieme al sapiente uso dell’oro, grazie alle capacità degli artisti che hanno contribuito la sua realizzazione: siciliani, cristiani, ebrei e arabi musulmani sotto il volere di Guglielmo, re di Sicilia. Il risultato è un’opera leggera nonostante la sua maestosità.

MonrealeFuori della cattedrale ci siamo fermati per un piccolo break e nell’occasione non ci siamo fatti scappare l’opportunità di assaggiare un cannolo in una pasticceria locale: sublime, datemi retta, non ve lo fate scappare…

Cattedrale di PalermoTorniamo a Palermo in pochi minuti e facciamo un giro panoramico delle principali località per poi fermarsi in centro e visitare prima la cattedrale della città e poi fare quatto passi per le viuzze del centro. La bellezza della cattedrale di Palermo è nella diversità architettonica dovuta alla sua costruzione effettuata in più epoche, veramente affascinante.

Casa ProfessaQuattro passi e visitiamo un’altra celebre chiesa barocca, la chiesa del Gesù, più nota come Casa Professa, recentemente restaurata, che ci mostra la bellezza dei suoi bassorilievi marmorei.

La nostra breve visita della città si è quasi conclusa. Continuiamo a passeggiare per il caratteristico quartiere ebraico fino ad arrivare alla via Roma. Torniamo al porto.

Palermo il portoSalpiamo da Palermo alle 15:00 per Civitavecchia.

La crociera è terminata. Arriviamo la mattinata successiva a Civitavecchia. Le operazioni di sbarco sono veloci, ritiriamo l’auto e torniamo a casa.

In conclusione possiamo sintetizzare questa settimana dicendo che mi sento di consigliare questo tipo di viaggio non solo a chi fa una crociera per convinzione di voler fare una crociera, ossia coloro che prediligono l’aspetto ludico, la vita di bordo, le feste, i balli, il casinò e tutto ciò che richiama l’idea di una crociera, ma anche a coloro che come me vedono il viaggio come l’occasione di conoscere, scoprire, imparare ma che al tempo spesso sentono la necessità di un po’ di riposo. Questo può essere un giusto compromesso per riposarsi e al tempo spesso vedere qualcosa, certo non in modo approfondito, ma può dare degli spunti per dei viaggi successivi dove vedere delle città più in dettaglio.

Cartagine e Sidi Bou Said

CartagineDopo un giornata di navigazione dedicata al relax arriviamo nella capitale tunisina.
Attracchiamo alle 08:00 a La Goulette e scendiamo a terra poco dopo. Il tempo per la prima volta nella settimana è un po’ incerto. Nonostante sia la città più a sud che tocchiamo in questo viaggio, la temperatura è un po’ più bassa dei giorni precedenti. Il meteo incide sulla scelta di visitare per prima cosa la zona monumentale di Cartagine ed il relativo museo. Il sito dichiarato patrimonio del’Unesco dista dal porto pochi chilometri. Sidi Bou SaidLa visita si rivela interessante grazie anche alle spiegazioni della guida che ci accompagna.

Subito dopo ci spostiamo nella piccola cittadina di Sidi Bou Said che si trova sopra una collina con una splendida vista sul mar Mediterraneo. La cittadina è famosa per il contrasto cromatico tra le mura bianche delle case e l’azzurro delle porte.

Ceramiche a Sidi Bou SaidIl tempo migliora e passeggiamo per le viuzze oramai lambite dai raggi del sole, a volte strattonati dai venditori di utensili e vestiti. Anche se molto turistica, una breve visita vale tutto il tempo che gli dedichiamo.

Bagni di AntoninoCi spostiamo di alcuni chilometri e raggiungiamo la zona dei bagni di Antonino. Il sito archelogico è grande ma facilmente visitabile. La visita ancora una volta è resa più interessante e piacevole grazie alle spiegazioni della nostra guida.

Salpiamo da Tunisi alle 17:00 diretti a Palermo.

Barcellona, Parc Guell e Rambla del Mar

Barcellona Gaudi Parc GuellArriviamo a Barcellona alle 08:30 e anche oggi il sole splende in modo inaspettato. Fatta colazione, scendiamo a terra e reduci dalle camminate dei giorni scorsi, decidiamo di prendere un taxi per raggiungere la nostra prima destinazione. In realtà chi vuole raggiungere il centro con i mezzi pubblici, può usufruire di un un ottimo servizio di shuttle bus al costo di 2,00 euro che dal porto di Barcellona porta fino al Mirador de Colom, in fondo alle Ramblas. Da lì ci si può spostare a piedi per raggiungere il Barrio Gotico, la Cattedrale, il mercato della Boqueria ed arrivare fino a Placa de Catalunya facendo una comoda passeggiata.

Barcellona Parc Guell GaudiNoi, avendo già visitato la città altre volte, decidiamo di iniziare il nostro giro dedicando la prima parte della giornata alla visita del Parc Guell. Per raggiungerlo si può prendere la Metro 3 linea verde dal Mirador Colom oppure l’autobus 24 da piazza Catalunya: mentre la metro ferma a circa 15 minuti a piedi dal Parc Guell, l’autobus ferma proprio davanti. Anche il taxi può essere una buona soluzione ad un costo poco maggiore (circa 10,00 euro dalle Ramblas). Il Parco Guell, opera di Gaudi, mostra tutta l’estrosità, la dinamicità e l’innovazione costruttiva del famoso architetto catalano. Il biglietto di ingresso costa 8,00 euro e alla visita è necessario dedicare almeno un ora di tempo.

Barcellona Rambla del MarLasciato il parc Guell torniamo nella zona del porto e facciamo una passeggiata per la Rambla del Mar. Locali, negozi, bar e cinema intrattengono i visitatori. Da qui si può accedere anche all’acquario. E’ passata mezza giornata e nonostante avessimo ancora una mezza giornata a disposizione decidiamo di non rivedere le numerose altre attrazioni della città e di rientrare a bordo. Ci godiamo il relax della vacanza.

Con uno splendido tramonto salpiamo da Barcellona alle 18:00 diretti a Tunisi.

Barcellona tramonto

Marsiglia, il porto e Notre Dame de la Garde

Marsiglia Porto Vecchio Dopo aver lasciato ieri sera Genova con una pioggia battente, arriviamo stamani alle 08:00 con un bel sole e un cielo azzurro limpido. Il molo di attracco della nave è distante dal centro della città alcuni chilometri e le alternative per raggiungerlo sono due. Usufruire della navetta dell’armatore al costo di circa 15,00 euro (andata e ritorno) oppure raggiungere a piedi il molo 162 in circa 10 minuti. Lì è possibile usufruire di un servizio gratuito messo a disposizione dal comune della città. E’ bene precisare che non siamo riusciti a reperire notizie sicure su quando questo servizio sia disponibile, ma pare che sia limitato al fine settimana.
Marsiglia Cattedrale MaggioreOptiamo per questa seconda alternativa. L’autobus impiega circa venti minuti per arrivare nei pressi di Place de la Joliette. Da qui si può raggiungere il porto vecchio a piedi passeggiando per il quartiere antico della città di Marsiglia. Passiamo davanti alla Cattedrale ed arriviamo fino al Quai de Port, il lato occidentale del Vieux Port. Marsiglia treno turistico

Lungo il molo raggiungiamo il Petit Train, un caratteristico trenino parzialmente aperto che raggiunge la chiesa di Notre Dame de la Garde. Il biglietto costa 8,00 euro andata e ritorno e oltre a raggiungere la chiesa effettua anche un giro panoramico delle Corniche.

Marsiglia Notre Dame de la GardeIl panorama dalla chiesa di Notre Dame de la Garde è spettacolare: si vede la città, il porto vecchio e le isole di Frioul ed il castello d’If. Visitata la chiesa riprendiamo il trenino e torniamo al porto vecchio. Una passeggiata lungo il molo e le stradine intorno è d’obbligo. Non seguiamo un percorso ben definito e apprezziamo il clima che si respira nell’aria.
Raggiungiamo nuovamente la place de la Juliette percorrendo rue de la Republique e prendiamo la navetta che ci riporta alla nave.
Salpiamo da Marsiglia alle 16:00 per Barcellona.