Rajasthan: in viaggio per Pushkar


3° giorno

Oggi lasciamo Delhi e ci spostiamo verso sud ovest. Per arrivare a Pushkar dobbiamo percorrere circa 350 km, che non sono circa 3 ore come in Europa, ma almeno il doppio. Le strade anche quando sono autostrade non possono essere percorse a velocità elevata. Non tanto per il fondo stradale ma per i pericoli che vi potete trovare davanti. Qualche esempio? Saprete che in India le mucche sono sacre, ma forse non sapete che può capitare di trovarne una anche sull’autostrada! Ho visto personalmente un grosso suv che aveva avuto un incidente in autostrada con un bovino di piccole dimensioni: fortunatamente non c’erano feriti gravi ma il fuoristrada era ovviamente distrutto.

Può capitare, e nemmeno tanto poco frequentemente, che qualcuno che ha fretta decida, in autostrada, di prendere la corsia nel senso contrario a quello di marcia: le immagini sono disorientanti, auto che viaggiano tranquille nella corsia di sorpasso nel senso opposto e nessuno si meraviglia.Non ho assistito a nessuno scontro frontale, ma ci metto la firma che succede spesso. Tutto questo in autostrada! La situazione nelle strade minori è ancora più drammatica. Dimenticavo, la guida è a sinistra, essendo stata l’India soggetta a usi e norme inglesi. Beh diciamo che forse è preferibile evitare di provare a guidare in questa situazione e affidarsi a chi tutti i giorni ci passa il proprio tempo.

Durante il viaggio facciamo un paio di soste in alcuni villaggi dove pranziamo e ci rilassiamo dal viaggio. Arriviamo in tardo pomeriggio a Pushkar, ci dirigiamo al Pushkar Sarowar, il lago sacro, e facciamo una passeggiata lungo i ghat (scalini). È molto diversa dalle città che incontreremo nel nostro viaggio: saranno gli oltre 400 templi che vi si trovano, i più di 50 ghat, il fatto di essere meta di pellegrinaggio hindu, il perdurante sottofondo di canti, suoni e preghiere, ma Pushkar ha indubbiamente il fascino di una città sacra.  Il lago attorno al quale si trova la città avrebbe avuto origine da un petalo di fior di loto lasciato cadere da Brahma sull’arida terra del Rajasthan, ed è proprio a Brahma che in questa città troviamo uno dei pochi templi al mondo a lui dedicati. Uno dei 52 ghat ha oggi il nome di Gandhi Ghat: furono disperse qui le sue ceneri.

Il sole è ormai tramontato e ci infiliamo nelle stradine piene di piccoli negozi, bancarelle, guesthouse per pellegrini e templi. I colori e gli odori prevalgono su qualsiasi altra sensazione e la città sembra essere un’altra: il commercio spazia su ogni genere di articolo che il passante possa pensare.

Siamo esausti e andiamo in albergo, il Pushkar Fort. La maggior parte degli alberghi della città è di fascia economica ed il nostro, nonostante le foto, non fa eccezione: qualche piccolo inconveniente quando si viaggia in questi luoghi è da mettere in conto.

In un primo momento non c’era acqua e la camera aveva qualche piccolo ospite di troppo: è stato sufficiente far presente la cosa che immediatamente (anche il tempo qui va calcolato diversamente, quindi in un oretta) i problemi sono stati risolti.

Scheda | Partenza | Delhi | Arrivo a Pushkar | Pushkar | Udaipur | Ranakpur | Jodhpur | Jaisalmer | Bikaner | Jaipur | Forte AmberFatehpur SikriAgra
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