Delhi: moschea Jama Masijd, India Gate, tempio di Birla Mandir e il tempio sikh Gurdwara Bangla Sahib


2° Giorno

Iniziamo il nostro primo giorno a Delhi con la visita alla più grande moschea dell’India: Jama Masijd. Costruita nel 1600 in arenaria rossa e marmo bianco, ha un cortile interno enorme, capace di contenere 25.000 persone. Per entrare è necessario adottare un abbigliamento rispettoso ed ovviamente senza scarpe. Con 20 rupie è possibile salire in cima ad uno dei due minareti alti 40 metri, dal quale si gode un panorama su tutta New Delhi. A poca distanza il Red Fort che deve il suo nome al colore rosso dell’arenaria e che oggi ha perso un po’ del suo antico prestigio, quando rappresentava la massima espressione dell’impero moghul.

Ci spostiamo verso il Rajpath (la Via Reale), il viale imperiale che conduce al Palazzo del Presidente e ci fermiamo per una pausa all’India Gate, monumento al Milite Ignoto indiano. Il monumento è a forma di arco trionfale e si erge 42 metri; sulla sua superficie sono incisi i nomi di oltre 90.000 soldati indiani caduti nella prima guerra mondiale. Nei giardini adiacenti all’India Gate troviamo numerose famiglie in cerca di un’occasione di svago.

Lasciamo i viali e ci dirigiamo verso ovest fino a raggiungere il grande tempio di Birla Mandir o Laxmi Narayan Temple. Consacrato alla dea indù Lakshmi, dea della ricchezza, e a Visnù, suo compagno, fu costruito all’inizio del 1600 ma completamente restaurato nel 1938 grazie ai Birla, una delle più ricche famiglie del Paese, ed inaugurato da Mahatma Gandhi l’anno successivo. Ogni anno, in occasione della festa di Janmashtami, commemorazione per la nascita di Krishna, vi accorrono migliaia di pellegrini.

Tappa successiva al grande tempio sikh Gurdwara Bangla Sahib, il più vasto della città. Prendiamo l’audioguida gratuita al centro informazioni ed entriamo nel complesso del tempio. Le sue cupole dorate sono veramente belle e l’atmosfera tutto intorno è qualcosa che non riesco a descrivere con le parole. Sembrava di vivere in una diversa dimensione, tutto quanto intorno rendeva l’idea di un qualcosa di ovattato. Vi è un grande fervore religioso: preghiere, prosternazioni e offerte sono effettuate secondo i riti Sikh dai numerosi fedeli che si affollano davanti al Granth Sahib, il Libro Santo. L’acqua della cisterna del tempio si ritiene che abbia proprietà curative: noi abbiamo preferito non approfittare e non l’abbiamo bevuta (e vi consigliamo di non farlo…).

Il caldo umido si fa sentire e per riprendere un po’ di fiato ci spostiamo nei giardini di Lodi. Al loro interno si trovano le tombe dei sovrani Lodi, una dinastia afgana di credo musulmano che governò su gran parte dell’India settentrionale durante il XVI secolo. Il parco è frequentato dalla gente del posto per una passeggiata o un po’ di jogging.

Il nostro primo giorno in India ci ha regalato delle belle sorprese e rientriamo esausti nel nostro albergo. Domani ci aspetta un viaggio impegnativo verso Pushkar.

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