Lanzarote: Parco Nazionale di Timanfaya, Charco de los Clicos e La Santa – 9° giorno



Finalmente oggi riusciamo a visitare il simbolo dell’isola: il Parque Nacional de Timanfaya. L’isola di Lanzarote nel 1730 fu devastata da quello che è stato definito uno dei più grandi cataclismi vulcanici della storia conosciuta.

Per ben 6 anni ogni giorno fuoriuscivano dai vulcani qualcosa come 48 milioni di metri cubi di lava. La superficie di oltre 200 km quadrati non fu più la stessa, interi paesi e villaggi scomparvero e ancora oggi, dopo tre secoli, alcune zone sono interdette a causa dell’eccessiva temperatura del terreno. Il parco nazionale ha una dimensione di oltre 50 km quadrati e al centro vi sono le Montagne di Fuoco.

Dalla strada statale si prende una deviazione che arriva ad un punto panoramico (progettato ancora una volta da Cesar Manrique), dove oltre ai servizi di informazione turistica vi è anche un bar ed il ristorante Diablo. Il biglietto d’ingresso al parco è di 8,00 euro e comprende la visita dei 14 chilometri della Ruta de los Volcanes che viene effettuata in autobus con commento registrato su audio guide in 3 lingue, ovviamente non in italiano. Gli autobus partono ogni ora e la durata del percorso è di circa 30 minuti. Se non volete fare una lunga coda è consigliabile arrivare in prima mattina verso le 09/09:30.

Qui il caldo è impressionante: ad appena 4 km sotto la superficie si trova una camera di magma bollente. Se provate a scavare appena 10 cm, la temperatura del terreno raggiunge i 100°; a 10 metri sotto il suolo la temperatura sale a 600°…  Alcuni personaggi del centro intrattengono i turisti con degli spettacoli particolari. Un po’ di legna infilata in un cavità nel terreno prende fuoco spontaneamente e un secchio d’acqua versato in un foro nel suolo si trasforma in pochi secondi in una camera a pressione che esplode come un  geyser. Infine il ristorante ha uno spettacolo tutto suo. La cottura della carne che ordinate avverrà in uno spettacolare barbecue naturale: nessuna fiamma, sarà solo il calore del vulcano a far cuocere la vostra ordinazione!

Lasciamo il parco ancora con lo stupore per le immagini che abbiamo visto. Ci rendiamo conto quanto la presenza degli esseri umani su questo pianeta possa essere precaria davanti alla forza impressionante della natura. Nel percorso in auto uscendo dal parco e dirigendoci verso sud continuiamo a vedere un paesaggio ancor più lunare. Il terreno ha un colore nero e la forma è quella caratteristica della lava raffreddata.

Arriviamo al villaggio El Golfo sulla costa occidentale dove visitiamo il Charco de los Clicos. Facilmente raggiungibile a pochi passi dal parcheggio del paese c’è questo piccolo stagno la cui particolarità è la colorazione delle sue acque che assumono un tono verde smeraldo. Antistante una bella spiaggia di sabbia nera (in realtà è lava…) con le onde impetuose dell’oceano a bagnarne la riva.

Infine torniamo verso nord fino a La Santa. Il villaggio non è niente di particolare e l’unica attrazione della zona è un centro turistico sportivo, frequentato da turisti facoltosi. Rimaniamo fino al tramonto e quindi rientriamo soddisfatti per la bella giornata.

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