Lanzarote: Arrecife, San Bartolomé, il vino de La Geria e La Caleta de Famara – 5° giorno


Monumento al Contadino di Cesar ManriqueIl nostro primo giorno di escursione a Lanzarote inizia sotto un cielo inquietante: delle grosse nuvole non promettono certo una bella giornata soleggiata. Ma non ci facciamo intimorire e, ben equipaggiati per ogni evenienza atmosferica, iniziamo il nostro primo giorno di escursione sull’isola.

Come prima tappa ci fermiamo nella capitale. Arrecife è una città di piccole dimensioni di appena 50.000 abitanti, affacciata sulla costa orientale dell’isola, con bei percorsi per delle passeggiate sul lido. Le strade interne sono molto tranquille e richiamano un po’ l’atmosfera delle città del nord africa. Oltre a passeggiare per le sue viuzze non c’è molto da vedere: l’unica cosa rilevante è il Castillo de San José con il Museo de Arte Contemporáneo al suo interno, voluto dalla fondazione César Manrique. Il tempo fa i capricci e quindi decidiamo di proseguire in auto in direzione nord-ovest; prendiamo la LZ-20 ed arriviamo al Monumento al Campesino, opera di Manrique del 1968 come riconoscimento al duro lavoro dei contadini dell’isola. Adiacente al monumento visitiamo il Museo del Campesino, che in realtà è un gruppo di attività artigianali che espongono i loro lavori e li commercializzano. Tessuti e ceramiche  locali sono i prodotti maggiormente esposti. Contiguo al museo vi è anche un ristorante costruito “sotto terra” scavato nella pietra lavica. L’ingresso è particolarmente scenografico, si entra attraverso una scala ricavata sempre nella pietra lavica in una grande sala circolare. Decidiamo di fermarci qui per il pranzo e gustiamo un ottima cernia con salsa al coriandolo. Il locale è aperto solo a pranzo e il prezzo è tra i 10 e i 15 euro per un pasto completo.

Dal Monumento al Campesino prendiamo la LZ-30 che volge a sud ovest. Percorriamo questa strada che attraversa La Geria, una delle regioni vinicole più insolite che abbiamo mai visto. Qui i contadini hanno scoperto che il terreno vulcanico è perfetto per coltivare la vite. Le piccole e basse viti sono protette da muretti a secco di forma semi circolare, gli zocos, che impediscono al vento di sferzare sui deboli rami. Lungo tutta questa strada si susseguono le bodegas, enoteche miste a cantine, dove è possibile sia degustare che acquistare la prelibata malvasia sia seca che semi dulce. Scegliamo la bodega del Museo del Vino El Grifo, ad appena 3 chilometri dal bivio del ristorante. Per prima cosa facciamo un giro della cantina, poi ci fermiamo per un assaggio del loro nettare accompagnato da tapas rigorosamente all’aglio! Sapendo di dover tornare alla guida abbiamo evitato di esagerare con il vino, ma vi assicuro che ci abbiamo lasciato la voglia…

Torniamo indietro fino al Monumento del Campesino e giriamo verso nord ovest in direzione della costa. Ci fermiamo al Museo Agricola El Patio, un museo ecologico all’aperto, con la ricostruzione di una tradizionale casa contadina e relativa cantina per il vino, completati da un mulino e dalle attrezzature agricole dell’epoca.

Arriviamo a La Caleta de Famara, una delle più belle e selvagge spiagge di Lanzarote, con pochi turisti e molti appassionati di surf. Nessuna attrazione turistica, un paio di ristoranti al massimo sono quanto di più turistico. Siamo rimasti molto affascinati da questo luogo, nonostante che il meteo non fosse dei migliori: caldamente consigliato a chi cerca un oasi di quiete e tranquillità.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...