Fuerteventura: Parco Naturale di Corralejo, Cueva de Llano e El Cotillo – 2° giorno


Sapendo che in Spagna generalmente si va a letto tardi e la mattina ci si muove non prima delle dieci, il nostro secondo giorno a Fuerteventura abbiamo regolato di conseguenza la nostra sveglia… ma ci siamo resi subito conto che nei giorni successivi avremo dovuto allargarsi ancora di più… In albergo a colazione la sala era deserta come lo erano le dune di sabbia che poco dopo abbiamo visitato.

Spiaggia e mare nel Parque Natural del CorralejoLa nostra prima visita l’abbiamo infatti dedicata  al Parco Naturale di Corralejo. Da Corralejo si percorre la FV-1 in direzione sud verso Puerto del Rosario e alcuni chilometri appena fuori della città troviamo queste immense dune di sabbia bianchissima che si estendono sul lato orientale che guarda verso l’Africa per oltre 10 chilometri. La costa africana dista appena 100 km e queste dune ricordano il deserto del Sahara. Le spiagge antistanti sono enormi e particolarmente belle, con i colori del mare che vanno dal verde all’azzurro intenso fino a confondersi con il cielo.

Parque Natural de Corralejo: dunas de arenaEd il vento soffia sempre e comunque per il piacere degli amanti del windsurf e kitesurf e di coloro che non sopportano il caldo; non è un caso che l’isola si chiami Fuerteventura. In effetti il pericolo è proprio quello di bruciarsi per la tentazione di esporsi eccessivamente ai raggi solari che non si fanno sentire. Tutta la zona è parco naturale, ad ingresso gratuito ed è protetta contro ogni costruzione – salvo un paio di orribili strutture alberghiere costruite antecedentemente alla creazione del parco non ci sono altri edifici. Nelle spiagge antistanti a queste strutture si può noleggiare sdraio e ombrellone. Se non avete mai cavalcato le onde sospinti dal vento, qui non potete perdere l’occasione di fare almeno un tentativo: numerose sono le scuole di windsurf e kitesurf con corsi a partire da solo due ore. Riuscire poi nel risultato richiede un po’ più di pazienza…

Per pranzo rientriamo a Correlejo e facciamo una pasto veloce presso il centro commerciale El Campanario. Dopo pranzo riprendiamo la nostra auto e percorriamo in direzione sud la statale FV-101 in direzione di La Oliva. Arrivati a Villaverde sulla destra troviamo la Cueva de Llano. Si tratta della grotta di formazione lavica più antica di tutto l’arcipelago canario. All’ingresso, dopo aver pagato il biglietto, veniamo dotati di elmetto protettivo con di torcia e per prima cosa seguiamo un breve cenno didattico in lingua spagnola sulla formazione della grotta e sui fossili che sono stati rinvenuti all’interno. Quindi iniziamo l’escursione scendendo nel terreno attraverso un percorso a gradini fino a giungere all’interno del tubo lavico. Entrata al tubo lavico della Cueva de Llano, FuerteventuraIl percorso ha una lunghezza di circa 400 metri, gli unici che è possibile visitare in sicurezza da turisti. In assenza totale di luce è possibile vedere con la sola illuminazione delle torce i resti di conchiglie e animali vertebrati. Con un po’ di fortuna è possibile incontrare anche un particolare ragno, il Maiorerus Randoi, che si è adattato a vivere in questo luogo completamente al buio. Ha perso completamente il suo colore e i suoi occhi si sono completamente atrofizzati fino a divenire completamente cieco. La visita è accompagnata da un’operatrice bi-lingua anglo-spagnola che commenta come questa grotta si è creata a causa della lava fuoriuscita dal vulcano fino a raggiungere il mare proprio dove ora si trova Corralejo.

I mulini a vento a FuerteventuraLasciamo la cueva e proseguiamo in auto fino al paese de La Oliva, che non ci attira particolarmente nemmeno per una breve sosta e quindi proseguiamo in direzione della costa ovest verso la cittadina di El Cotillo. Sulla strada sono numerosi i mulini a vento che troneggiano sulle colline come sui pianori. Ormai in disuso, sono più un simbolo della passata agricoltura e un attrattiva fotografica per il turista. Anche noi ne rimaniamo affascinati e ci fermiamo a vederne uno da vicino.

Un tempo villaggio di pescatori, oggi El Cotillo è frequentato quasi esclusivamente da surfisti. Qui il turismo moderno non ha ancora preso piede: niente grattacieli, resort e altre grandi strutture, ma solo vecchie case anche un po’ decadenti. Arriviamo al porto e ci dirigiamo fino al Castillo del Tostón, una torre sul crostone a picco sull’oceano Atlantico.

El Cotillo: vista della Costa AtlanticaInutile dire che nelle onde sottostanti si intravedono tanti piccoli puntini che stanno cercando l’onda perfetta. Il panorama è stupendo e ci lascia un bel ricordo di questa piccola cittadina. Riprendiamo la strada che ci ricongiunge alla FV-101 e nel tardo pomeriggio siamo di nuovo a Corralejo pronti per un altra serata canaria.

¡Hasta mañana!

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