Roma: centro città e Steve McCurry al MACRO


Il secondo giorno del nostro week end a Roma dedichiamo la mattina al centro città e il pomeriggio alla mostra fotografica di Steve McCurry al Macro La Pelanda.

Piazza di Spagna vista dalla scalinata di Trinità dei MontiDopo un’ottima colazione al Papavista Relais, prendiamo la metro alla fermata di Ottaviano e scendiamo a piazza di Spagna. Prendiamo l’ascensore che ci porta in cima alla scalinata di Trinità dei Monti; è una bella giornata di primavera con un bel sole e ci gustiamo il panorama dalla terrazza davanti alla chiesa. Scendiamo la scalinata e, arrivati alla Fontana della Barcaccia, ci fermiamo per fare due foto.

Piazza di Spagna, la fontana della Barcaccia del BerniniLa fontana risale al 1629 e fu commissionata dal papa Urbano VIII a Pietro Bernini, padre del più celebre Gian Lorenzo, che per la realizzazione si fece aiutare anche dal figlio il quale ne completò l’opera alla morte del padre. A causa della bassa pressione dell’acquedotto dell’Acqua Vergine, la fontana non poteva creare alcun gioco d’acqua, ma il Bernini risolse le problematiche tecniche realizzando la fontana a forma di una barca semi sommersa, posta al di sotto del piano stradale. Proseguiamo per via Condotti e quindi giriamo in direzione della Fontana di Trevi. Anche questa fontana è nata in funzione dell’acquedotto Vergine, il più antico acquedotto risalente all’imperatore Augusto, che da allora non ha mai smesso di fornire acqua alla città. Anche questa fontana, così come la ammiriamo oggi, fu ristrutturata e trasformata da Gian Lorenzo Bernini sempre su commissione di papa Urbano VIII. Alla morte del papa il celebre scultore non fu in grado di proseguire il suo lavoro e si dovette attendere più di 120 anni prima che l’opera fosse completata: un antesignano delle opere pubbliche del nostro Stato repubblicano. Lasciata la fontana di Trevi, passiamo dalla stupenda galleria Alberto Sordi (già galleria Colonna), davanti a palazzo Chigi e quindi Montecitorio.

Interno della cupola del Pantheon a RomaProseguiamo ancora fino a raggiungere il Pantheon. Ci fermiamo a visitarlo all’interno ed ammiriamo la magnificenza della struttura. L’imperatore Adriano lo fece ristrutturare così come lo vediamo oggi nel secondo secolo, dopo che l’edificio rimase danneggiato dagli incendi dei decenni precedenti. Nato come “tempio di tutti gli dei”, come significa il nome, nel VII secolo divenne basilica cristiana. L’oculo di quasi nove metri di diametro dà luce all’impressionante cupola del diametro di oltre 43 metri e, benché oggi la pioggia penetri all’interno dell’edificio, si dice che in passato, grazie all’effetto camino creato dalle numerose candele, l’acqua non riuscisse a penetrare. Entrando in questo edificio si rimane sbalorditi da questo capolavoro di ingegneria. Proseguiamo ancora passando davanti a palazzo Madama ed arriviamo in piazza Navona. Al tempo della Roma antica, questa piazza era lo stadio di Domiziano, lungo 276 metri e largo 54 ed arrivava a contenere fino a 30.000 spettatori. La celebre opera del Bernini, la Fontana dei Quattro Fiumi si trova al centro della piazza e rappresenta i quattro angoli della Terra: il Danubio, il Gange, il Nilo e il Rio della Plata.

Ci fermiamo per pranzo alla trattoria La Piccola Cuccagna, in una strada adiacente alla piazza, dove mangiamo bene e spendiamo meno di venti euro a persona. Dopo la giornata ai Musei Vaticani del giorno prima e qualche chilometro nel centro di Roma in mattinata, siamo stanchi ma soddisfatti per quello che abbiamo visto.

Dopo pranzo proseguiamo fino a Corso Vittorio Emanuele II, dove prendiamo un autobus che ci porta fino a Piazza Venezia. Qui cambiamo autobus e proseguiamo fino ad arrivare in prossimità dell’ex mattatoio del Testaccio; La Pelanda è oggi una delle sedi del Macro, Museo d’Arte Contemporanea di Roma. Dal 03 dicembre 2011 al 30 aprile 2012 si è svolta una mostra dedicata ad uno dei più grandi maestri della fotografia del nostro secolo: Steve McCurry. Sono state esposte oltre 200 fotografie scattate in più di trent’anni di carriera; celebri scatti come quello della ragazza afgana dagli occhi verdi, divenuta un icona del celebre reporter, erano affiancati a lavori recenti degli ultimi anni presentati per la prima volta. Esposti anche alcuni scatti del progetto Last Roll, l’ultimo rullino prodotto dalla Kodak regalato a Steve McCurry e utilizzato per degli scatti in giro per il mondo. L’esposizione non era ordinata secondo criteri temporali ma bensì secondo l’assonanza di soggetti ed emozioni, collegate da un filo comune nonostante le distanze che separano luoghi e persone in tutto il mondo.
La ragazza afgana di Steve McCurry a Roma

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