Genova il porto

Genova: prima tappa di crociera

Genova portoSveglia alle 07:00, colazione alle 07:30 e attracco al porto di Genova alle 08:00. Le procedure di sbarco sono veloci e ci consentono di essere a terra alle 09:00. E’ anche bel tempo.
Prima di partire ci siamo documentati su cosa avremmo potuto vedere in un giorno a Genova e dopo, aver selezionato alcune alternative, abbiamo deciso di seguire le indicazioni per una passeggiata a piedi nel centro storico.
Il molo d’attracco della nave rispetto al centro è a circa 800 metri dall’acquario. Raggiungere il centro a piedi è questione di 10 minuti. Raggiunto Piazza Caricamento prendiamo una cartina e qualche notizia utile all’Ufficio Informazioni che si trova proprio davanti all’entrata dell’Acquario di Genova.

Genova i porticiProcediamo in direzione sud-est fino alla strada pedonale Via San Lorenzo che ci conduce prima alla cattedrale di San Lorenzo e poi al palazzo Ducale. Subito a fianco del palazzo Ducale trovate la Chiesa del Gesù, da non perdere. Alla destra del palazzo Ducale si intravede Piazza De Ferrari, ma per il momento ignoratela, ci arriveremo fra poco. Proseguiamo per via di Porta Soprana fino a raggiungere la porta stessa.

Genova casa GaribaldiOltrepassata la porta troviamo il chiostro di Sant’Andrea (XII sec.) e la casa di Colombo (XVII sec.) visitabile con un biglietto di 5,00 euro. Quindi giriamo a sinistra su via Dante percorrendo i portici fino a raggiungere Piazza De Ferrari. Con la sua grande fontana, il teatro Carlo Felice, il palazzo della Borsa e il retro del palazzo Ducale, la piazza non ci lascia certo indifferenti.
Proseguiamo per via XXV Aprile e piazza delle Fontane Marose e arriviamo a piazza del Portello.

Genova Piazza De FerrariQui prendiamo un ascensore che ci porta alla Spianata di Castelletto dal quale si gode un bel panorama su tutta la città. Torniamo a ‘piano terra’ e percorriamo la famosa via Garibaldi con i suoi palazzi patrimonio dell’Unesco. Visitiamo velocemente all’interno il palazzo Tursi sede del Municipio e di un Museo. Passiamo davanti al celebre Palazzo Rosso e proseguiamo fino a Piazza della Nunziata. Il percorso lungo i palazzi patrimonio dell’Unesco proegue per via Balbi. Visitiamo l’interno di una delle università e quindi continuiamo fino a raggiungere la stazione ferroviaria Principe. Scendiamo verso il mare e raggiungiamo il molo dei Mille.
Genova il portoLa passeggiata con alcune soste e visite può essere comodamente effettuata in mezza giornata. L’altra eventuale mezza giornata potete dedicarla alla visita del’Acquario. Noi lo avevamo già visitato in precedenza e abbiamo preferito riposare le nostre gambe. Intanto comincia a piovere…..
Salpiamo alle 18:00 in direzione di Marsiglia.

 

 

MSC Splendida

Crociera Mediteraneo Occidentale

Abbiamo deciso di concederci un pausa di relax ed abbiamo prenotato una crociera su MSC Splendida con partenza da Civitavecchia.
L’itinerario è Civitavcchia – Genova – Marsiglia – Barcellona – un giorno di navigazione – Tunisi – Palermo – Civitavecchia.Crociera mediterraneo occidentale

Il check in è alle 13:30, per cui partiamo da casa con calma e, dopo aver lasciato l’auto al parcheggio convenzionato prenotato in precedenza, ci dirigiamo verso l’imbarco. Il costo del parcheggio è di 85,00 euro e viene messo sul conto degli extra e pagato a fine crociera. Le procedure d’imbarco sono veloci avendo effettuato precedentemente il check in on line. MSC SplendidaLa nave è enorme e molto sfarzosa, forse un po’ troppo, anzi diciamo pure kitsch. Con una capacità di 4000 passeggeri più 1300 persone di equipaggio, è praticamente una città galleggiante disposta su 18 piani. La camera matrimoniale con balcone è comoda, non enorme, ma ben vivibile.
I pasti possono essere consumati al ristorante o al self service: optiamo per il self service, più informale e a noi più congeniale. Pietanze per tutti i gusti e, cercando, si può trovare un tavolo tranquillo.
Da Civitavecchia salpiamo alle 18:00 in direzione di Genova.

 

Suvereto

Un giorno a Suvereto

Suvereto è un comune della provincia di Livorno, in Val di Cornia-alta Maremma e fa parte del circuito dei Borghi più belli d’Italia.

Suvereto Palazzo ComunaleUna visita di un giorno consente di esplorare questo delizioso borgo e gustare anche le sue specialità enogastronomiche. In questa zona si producono degli ottimi vini – siamo sulla Strada del vino della Costa degli Etruschi – in particolare il Val di Cornia Suvereto DOC e si gusta una tradizionale cucina sia di carne che di pesce.
Il mare dista pochi chilometri in linea d’aria e, se potete trattenervi, non fatevi sfuggire una visita al golfo di Baratti e al paese di Populonia (ma questo ve lo racconto un’altra volta…).

Suvereto - La RoccaPer arrivare a Suvereto dalla statale Aurelia usciamo a Venturina e seguiamo le indicazioni stradali: in 10 minuti arriviamo davanti alla porta cittadina. Lasciamo l’auto e passeggiamo per le viuzze del borgo. Visitiamo la Chiesa della Madonna di Sopra la Porta, del Settecento, all’interno della quale si può ammirare un dipinto dell’Immacolata col Bambino del Cinquecento. Raggiungiamo il palazzo Comunale risalente al 1200. Quest’ultimo è uno degli edifici dell’arte civile più belli d’Italia, con un caratteristico balconcino in cima alla scalinata. Proseguiamo la nostra visita fino ad arrivare alla terrazza panoramica, dalla quale si gode uno splendido panorama con vista sull’arcipelago toscano. Continuiamo fino a raggiungere La Rocca, una volta presidio del castello, che si erge sulla collina che domina il paese.
Suvereto Chiostro di San FrancescoTorniamo verso il centro del paese e ci fermiamo per pranzo all’osteria I’Ciocio, proprio davanti al palazzo Comunale. Ottima cucina sia di terra che mare con una vasta selezione di vini. Concludiamo la giornata visitando la chiesa del Crocifisso e l’adiacente chiostro di San Francesco.

Taj Mahal

Taj Mahal: una lacrima sul volto dell’eternità

13° giorno

Taj MahalSiamo arrivati ieri ad Agra e abbiamo già ammirato il favoloso Taj Mahal dal Forte Rosso, un po’ troppo da lontano. Questa mattina ci aspetta la visita regina di tutto il viaggio. Il caldo è opprimente e decidiamo di partire per la visita del mausoleo alle prime luci del mattino. Il traffico e le code all’ingresso, causati anche dai minuziosi controlli di tipo aeroportuale, fanno si che riusciamo ad accedere all’area del Taj Mahal alle 7:30. Il luogo è già affollato, non tanto di turisti stranieri, quanto di fedeli e turisti locali.

Il superbo Taj Mahal è il simbolo principale dell’architettura Moghul e dell’India intera. Il Taj Mahal fu costruito a partire dal 1632 dall’imperatore Moghul Shah Jahan in marmo bianco e pietre semi preziose, in memoria dell’amatissima moglie come testimonianza del loro profondo e unico amore. La moglie Mumtaz Mahal (ovvero  adorato ornamento del palazzo) morì nel 1631, dando alla luce il loro quattordicesimo figlio, all’età di 39 anni.

Portale meridionale Taj MahalIl Taj Mahal è il monumento all’amore, magico, perfetto, romantico e supera ogni aspettativa; è stato definito “una lacrima sul volto dell’eternità“.  Un’opera eccezionale: dodicimila tonnellate di pietre e marmi trasportati da grandi distanze; un edificio la cui area supera quella della Basilica di San Pietro e della Piazza del Bernini messe assieme; la perfezione delle forme raggiunta grazie a complessi calcoli matematici; la profusione di pietre rare incastonate nei muri. I lavori durarono 22 anni, intaccando seriamente le risorse dell’impero, tanto che Shah Jahan, già gravemente malato, fu deposto dal figlio ed imprigionato fino alla morte in una torre del Forte Rosso di Agra, dal quale contemplava il Taj Mahal. La sua tomba è ora accanto a quella dell’amata moglie.

Taj MahalEntriamo nei giardini ornamentali dal portale posto lungo il lato meridionale del cortile esterno. Il portale realizzato in arenaria rossa è alto 30 metri e vi sono sopra incisi i versetti del Corano. I giardini sono realizzati secondo gli schemi del classico giardino persiano di epoca moghul: un quadrato suddiviso in quattro parti da dei corsi d’acqua e al centro una cisterna in marmo a rappresentare la celestiale abbondanza.

Il mausoleo si trova all’estremità settentrionale dei giardini e ai suoi quattro angoli si ergono 4 minareti bianchi aventi una leggera pendenza verso l’esterno, in modo da non cadere sul monumento in caso di terremoto. Ai due lati est ed ovest del mausoleo si trovano due edifici simmetrici in arenaria rossa, uno dei quali è utilizzato come moschea.

Raj GhatLasciamo questo posto con rammarico. Ma il tempo passa e il nostro volo per il rientro è per questa notte. Arriviamo a New Delhi in tardo pomeriggio e decidiamo di passare le ultime luci del giorno davanti al Raj Ghat.

Il Raj Ghat, il memoriale al Mahatma Gandhi, si trova nella quiete di uno splendido parco con fontane e alberi esotici. Una piattaforma quadrata in marmo nero indica il luogo in cui il padre della rivoluzione non violenta, assassinato, venne cremato nel 1948. Sulla pietra sono incise le sue ultime parole e una fiamma perenne ricorda a pellegrini e visitatori il suo spirito illuminato.

Si conclude così questo nostro splendido viaggio in una terra dai contrasti incredibili: l’India è un paese che offre meraviglie e miserie, sari fluttuanti e colorati e abiti laceri e sporchi, fascino e fastidio, felicità e disperazione.

Non può lasciare indifferenti: o se ne rimane affascinati o se ne ha un rifiuto profondo. Noi ne siamo rimasti affascinati.

Fatehpur Sikri Panorama

Rajasthan: Fatehpur Sikri e Agra

12° giorno.

Prima di lasciare Jaipur decidiamo di passare nuovamente a vedere il Palazzo dei venti Hawa Mahal con la luce dell’alba. Costruito nel 1799 in arenaria rosa, con i suoi 5 piani e le 953 nicchie con finestra a grata e balconcini, è il palazzo più famoso e fotografato di Jaipur. Le signore dell’harem potevano osservare le parate e le processioni senza essere viste.

Lasciamo l’incantevole Jaipur con destinazione Agra: sono circa 250 km e prevediamo di impiegarci circa 6 ore. Lungo il percorso, circa 40 km prima di arrivare ad Agra ci fermiamo per una sosta alla cittadella abbandonata di Fatehpur Sikri. Questa magnifica città fu fatta costruire in arenaria rossa tra il 1571 e il 1585 dall’imperatore Akbar, nipote del fondatore della dinastia Moghul, ed abbandonata dopo soli dodici anni, presumibilmente per la scarsità di acqua del luogo dove sorge.

La cittadella conserva il fascino dell’atmosfera medievale che la caratterizzava al tempo di Akbar, quando era la capitale dell’impero moghul. Da non perdere la splendida ed enorme moschea Jama Masjid, con elementi architettonici persiani e hindu e la particolare costruzione a cinque piani Panch Mahal che era riservata alle dame di corte.

Il luogo ove sorge Fatehpur Sikri è ricco di auspici favorevoli, per questo Akbar, il più illuminato tra tutti gli imperatori Moghul, Vi costruì la sua città nel 1571. Nel 1576 conquistò il Gujarat e fu allora che il luogo assunse il nome di Fatehpur, fateh, vittoria e pur, città. Nel 1586, Akbar improvvisamente e inspiegabilmente abbandonò Fatehpur Sikri per sempre, per questo è “la città abbandonata”.

Arrivati ad Agra il nostro pensiero corre subito al Taj Mahal, il celebre mausoleo fatto costruire dall’imperatore moghul Shah Jahan in memoria della moglie Arjumand Banu Begum, ma rinviamo al mattino successivo la visita. Ci dirigiamo invece al Forte di Agra, detto anche il Forte Rosso per il colore prevalente dell’arenaria rossa. La costruzione del forte fu iniziata da Akbar alla fine del 1500 in pieno stile Moghul, ma fu successivamente ampliato dal suo nipote Shah Jahan il quale introdusse anche l’uso del marmo bianco. Nonostante il forte fosse stato costruito come edificio militare Shah Jahan lo trasformò in un palazzo, che divenne anche la sua prigione negli ultimi 8 anni della sua vita, quando il figlio Aurangzeb prese il potere. Le grandiose mura alte fino a 20 metri e lunghe fino a 2,5 km sono circondate da un fossato.

Da alcuni punti del forte, come dalla torre dove venne imprigionato Shah Jahan, si riesce a vedere una romantica vista del Taj Mahal in lontananza.

Jaipur: Amber Fort, City Palace e Palazzo del Vento

11° giorno

Siamo a Jaipur, la città di Jai o della vittoria, fondata nel 1727 dal Maharaja Jai Singh II. Viene detta anche la città rosa: il rosa, simbolo in India dell’accoglienza, venne utilizzato nel 1853 in occasione della visita del principe Alberto di Inghilterra ed è rimasto da allora la tinta più usata a Jaipur.

La giornata sarà particolarmente densa e pertanto ci alziamo presto. Di buon ora raggiungiamo il Fort Amber, che si trova a circa 11 Km da Jaipur. Costruito da Raja Man Singh nel 1592 con pietre arenarie rosse e marmo bianco, è un bellissimo gioiello situato su una collina, un tempo residenza dei Maharaja di Jaipur. Il clima è molto pesante (temperatura sopra i 40° e un tasso di umidità che fra poco supera il 100%!) e la salita per raggiungere il palazzo è notevole. Decidiamo di raggiungere la sommità della collina a dorso di elefante, risparmiando le forze. Si entra dal Portale del Sole (Suraj Pol) che ci conduce al Cortile Principale.

Dal cortile saliamo una scalinata che ci porta al palazzo principale; giungiamo nel secondo cortile, e la Diwan i Am, la Sala delle Udienze Pubbliche, dove il Maharaja dava udienza ai sudditi. Visitiamo la Jai Mandir o Sala della Vittoria e la Sukh Niwas o Sala del Piacere. Quest’ultima è caratterizzata dalla presenza di un canale dove scorreva l’acqua al fine di raffreddare l’ambiente.

Alla conclusione della mattina torniamo a Jaipur per una breve pausa pranzo e quindi decidiamo di visitare il Palazzo di Città e l’Osservatorio Astronomico. Il City Palace, del 19esimo secolo, è tuttora residenza del Maharaja di Jaipur. Sfarzosissimo, sembra che custodisca gli oggetti in argento più grandi al mondo. Nonostante il fatto che sia stato costruito, modificato e ampliato nel corso dei secoli, il City Palace raccoglie un insieme di stili architettonici particolarmente armonici. Il complesso è molto grande e riusciamo a vedere solo una piccola parte delle sale, dei cortili e degli edifici che raccoglie.

A conclusione della giornata facciamo un salto a vedere il celeberrimo Palazzo dei Venti o Hawa Mahal. Probabilmente è l’edificio più fotografato di Jaipur, ed a ragione. Costruito nel 1799 in arenaria rosa sembra un alveare alto 5 piani, finemente lavorato a nido d’ape. La particolarità di questo palazzo è unicamente nella sua facciata; all’interno si tratta di un comune edificio della profondità di una sola camera e un angusto corridoio. La lavorazione della facciata permetteva alle dame della corte reale di poter osservare ciò che accadeva nelle vie della città senza essere notate.

…ma amo viaggiare in tutto il mondo!

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