Taj Mahal

Taj Mahal: una lacrima sul volto dell’eternità

13° giorno

Taj MahalSiamo arrivati ieri ad Agra e abbiamo già ammirato il favoloso Taj Mahal dal Forte Rosso, un po’ troppo da lontano. Questa mattina ci aspetta la visita regina di tutto il viaggio. Il caldo è opprimente e decidiamo di partire per la visita del mausoleo alle prime luci del mattino. Il traffico e le code all’ingresso, causati anche dai minuziosi controlli di tipo aeroportuale, fanno si che riusciamo ad accedere all’area del Taj Mahal alle 7:30. Il luogo è già affollato, non tanto di turisti stranieri, quanto di fedeli e turisti locali.

Il superbo Taj Mahal è il simbolo principale dell’architettura Moghul e dell’India intera. Il Taj Mahal fu costruito a partire dal 1632 dall’imperatore Moghul Shah Jahan in marmo bianco e pietre semi preziose, in memoria dell’amatissima moglie come testimonianza del loro profondo e unico amore. La moglie Mumtaz Mahal (ovvero  adorato ornamento del palazzo) morì nel 1631, dando alla luce il loro quattordicesimo figlio, all’età di 39 anni.

Portale meridionale Taj MahalIl Taj Mahal è il monumento all’amore, magico, perfetto, romantico e supera ogni aspettativa; è stato definito “una lacrima sul volto dell’eternità“.  Un’opera eccezionale: dodicimila tonnellate di pietre e marmi trasportati da grandi distanze; un edificio la cui area supera quella della Basilica di San Pietro e della Piazza del Bernini messe assieme; la perfezione delle forme raggiunta grazie a complessi calcoli matematici; la profusione di pietre rare incastonate nei muri. I lavori durarono 22 anni, intaccando seriamente le risorse dell’impero, tanto che Shah Jahan, già gravemente malato, fu deposto dal figlio ed imprigionato fino alla morte in una torre del Forte Rosso di Agra, dal quale contemplava il Taj Mahal. La sua tomba è ora accanto a quella dell’amata moglie.

Taj MahalEntriamo nei giardini ornamentali dal portale posto lungo il lato meridionale del cortile esterno. Il portale realizzato in arenaria rossa è alto 30 metri e vi sono sopra incisi i versetti del Corano. I giardini sono realizzati secondo gli schemi del classico giardino persiano di epoca moghul: un quadrato suddiviso in quattro parti da dei corsi d’acqua e al centro una cisterna in marmo a rappresentare la celestiale abbondanza.

Il mausoleo si trova all’estremità settentrionale dei giardini e ai suoi quattro angoli si ergono 4 minareti bianchi aventi una leggera pendenza verso l’esterno, in modo da non cadere sul monumento in caso di terremoto. Ai due lati est ed ovest del mausoleo si trovano due edifici simmetrici in arenaria rossa, uno dei quali è utilizzato come moschea.

Raj GhatLasciamo questo posto con rammarico. Ma il tempo passa e il nostro volo per il rientro è per questa notte. Arriviamo a New Delhi in tardo pomeriggio e decidiamo di passare le ultime luci del giorno davanti al Raj Ghat.

Il Raj Ghat, il memoriale al Mahatma Gandhi, si trova nella quiete di uno splendido parco con fontane e alberi esotici. Una piattaforma quadrata in marmo nero indica il luogo in cui il padre della rivoluzione non violenta, assassinato, venne cremato nel 1948. Sulla pietra sono incise le sue ultime parole e una fiamma perenne ricorda a pellegrini e visitatori il suo spirito illuminato.

Si conclude così questo nostro splendido viaggio in una terra dai contrasti incredibili: l’India è un paese che offre meraviglie e miserie, sari fluttuanti e colorati e abiti laceri e sporchi, fascino e fastidio, felicità e disperazione.

Non può lasciare indifferenti: o se ne rimane affascinati o se ne ha un rifiuto profondo. Noi ne siamo rimasti affascinati.

Fatehpur Sikri Panorama

Rajasthan: Fatehpur Sikri e Agra

12° giorno.

Prima di lasciare Jaipur decidiamo di passare nuovamente a vedere il Palazzo dei venti Hawa Mahal con la luce dell’alba. Costruito nel 1799 in arenaria rosa, con i suoi 5 piani e le 953 nicchie con finestra a grata e balconcini, è il palazzo più famoso e fotografato di Jaipur. Le signore dell’harem potevano osservare le parate e le processioni senza essere viste.

Lasciamo l’incantevole Jaipur con destinazione Agra: sono circa 250 km e prevediamo di impiegarci circa 6 ore. Lungo il percorso, circa 40 km prima di arrivare ad Agra ci fermiamo per una sosta alla cittadella abbandonata di Fatehpur Sikri. Questa magnifica città fu fatta costruire in arenaria rossa tra il 1571 e il 1585 dall’imperatore Akbar, nipote del fondatore della dinastia Moghul, ed abbandonata dopo soli dodici anni, presumibilmente per la scarsità di acqua del luogo dove sorge.

La cittadella conserva il fascino dell’atmosfera medievale che la caratterizzava al tempo di Akbar, quando era la capitale dell’impero moghul. Da non perdere la splendida ed enorme moschea Jama Masjid, con elementi architettonici persiani e hindu e la particolare costruzione a cinque piani Panch Mahal che era riservata alle dame di corte.

Il luogo ove sorge Fatehpur Sikri è ricco di auspici favorevoli, per questo Akbar, il più illuminato tra tutti gli imperatori Moghul, Vi costruì la sua città nel 1571. Nel 1576 conquistò il Gujarat e fu allora che il luogo assunse il nome di Fatehpur, fateh, vittoria e pur, città. Nel 1586, Akbar improvvisamente e inspiegabilmente abbandonò Fatehpur Sikri per sempre, per questo è “la città abbandonata”.

Arrivati ad Agra il nostro pensiero corre subito al Taj Mahal, il celebre mausoleo fatto costruire dall’imperatore moghul Shah Jahan in memoria della moglie Arjumand Banu Begum, ma rinviamo al mattino successivo la visita. Ci dirigiamo invece al Forte di Agra, detto anche il Forte Rosso per il colore prevalente dell’arenaria rossa. La costruzione del forte fu iniziata da Akbar alla fine del 1500 in pieno stile Moghul, ma fu successivamente ampliato dal suo nipote Shah Jahan il quale introdusse anche l’uso del marmo bianco. Nonostante il forte fosse stato costruito come edificio militare Shah Jahan lo trasformò in un palazzo, che divenne anche la sua prigione negli ultimi 8 anni della sua vita, quando il figlio Aurangzeb prese il potere. Le grandiose mura alte fino a 20 metri e lunghe fino a 2,5 km sono circondate da un fossato.

Da alcuni punti del forte, come dalla torre dove venne imprigionato Shah Jahan, si riesce a vedere una romantica vista del Taj Mahal in lontananza.

Jaipur: Amber Fort, City Palace e Palazzo del Vento

11° giorno

Siamo a Jaipur, la città di Jai o della vittoria, fondata nel 1727 dal Maharaja Jai Singh II. Viene detta anche la città rosa: il rosa, simbolo in India dell’accoglienza, venne utilizzato nel 1853 in occasione della visita del principe Alberto di Inghilterra ed è rimasto da allora la tinta più usata a Jaipur.

La giornata sarà particolarmente densa e pertanto ci alziamo presto. Di buon ora raggiungiamo il Fort Amber, che si trova a circa 11 Km da Jaipur. Costruito da Raja Man Singh nel 1592 con pietre arenarie rosse e marmo bianco, è un bellissimo gioiello situato su una collina, un tempo residenza dei Maharaja di Jaipur. Il clima è molto pesante (temperatura sopra i 40° e un tasso di umidità che fra poco supera il 100%!) e la salita per raggiungere il palazzo è notevole. Decidiamo di raggiungere la sommità della collina a dorso di elefante, risparmiando le forze. Si entra dal Portale del Sole (Suraj Pol) che ci conduce al Cortile Principale.

Dal cortile saliamo una scalinata che ci porta al palazzo principale; giungiamo nel secondo cortile, e la Diwan i Am, la Sala delle Udienze Pubbliche, dove il Maharaja dava udienza ai sudditi. Visitiamo la Jai Mandir o Sala della Vittoria e la Sukh Niwas o Sala del Piacere. Quest’ultima è caratterizzata dalla presenza di un canale dove scorreva l’acqua al fine di raffreddare l’ambiente.

Alla conclusione della mattina torniamo a Jaipur per una breve pausa pranzo e quindi decidiamo di visitare il Palazzo di Città e l’Osservatorio Astronomico. Il City Palace, del 19esimo secolo, è tuttora residenza del Maharaja di Jaipur. Sfarzosissimo, sembra che custodisca gli oggetti in argento più grandi al mondo. Nonostante il fatto che sia stato costruito, modificato e ampliato nel corso dei secoli, il City Palace raccoglie un insieme di stili architettonici particolarmente armonici. Il complesso è molto grande e riusciamo a vedere solo una piccola parte delle sale, dei cortili e degli edifici che raccoglie.

A conclusione della giornata facciamo un salto a vedere il celeberrimo Palazzo dei Venti o Hawa Mahal. Probabilmente è l’edificio più fotografato di Jaipur, ed a ragione. Costruito nel 1799 in arenaria rosa sembra un alveare alto 5 piani, finemente lavorato a nido d’ape. La particolarità di questo palazzo è unicamente nella sua facciata; all’interno si tratta di un comune edificio della profondità di una sola camera e un angusto corridoio. La lavorazione della facciata permetteva alle dame della corte reale di poter osservare ciò che accadeva nelle vie della città senza essere notate.

Jaipur, Jal Mahal nel lago Man Sagar

Rajasthan: in viaggio per Jaipur, la città rosa

10° giorno

Lasciamo Bikaner e ci dirigiamo verso Jaipur. La distanza è di oltre 300 km e ci impieghiamo più di 6 ore.

Quando mancano circa 10 km per arrivare a Jaipur, ci fermiamo ad Amber dove rimaniamo solo pochi minuti per vedere il maestoso palazzo rosa, il Fort Amber, un capolavoro rajput, posto sul fianco di una collina. Dedicheremo la mattina seguente alla visita di questa fortezza;  questa sera ci dobbiamo accontentare solo di un piccolo assaggio!

Ci fermiamo a vedere le complesse operazioni di pulizia di un elefante nelle acque sottostanti il forte: il ragazzo compie acrobazie per riuscire a pulire la spessa pelle dell’animale, il quale non è molto convinto della necessità di tale operazione.

Arriviamo in città e, lasciati i bagagli in albergo, facciamo un giro a piedi nelle immediate vicinanze. Ci troviamo in Amber Road e proprio davanti a noi abbiamo il Jal Mahal, il palazzo dell’acqua, costruito in arenaria rossa al centro del Man Sagar, un lago di natura variabile… a volte in secca e a volte in piena, tanto da far apparire il palazzo come sommerso.

In effetti il Jal Mahal sta sprofondando e, nonostante il governo abbia assicurato che la zona verrà bonificata ed il palazzo salvaguardato, i dubbi sono molti. Dei 5 piani originari del Jal Mahal, solo l’ultimo ed il terrazzo emergono dalle acque, quando il lago Man Sagar raggiunge la sua massima profondità.

Jaipur, la città rosa, capitale del Rajasthan, è una città sgargiante come tutto lo stato che rappresenta, ma anche una grande città caotica, esuberante e con tesori architettonici come il City Palace ed il Palazzo dei Venti. Fa parte del Triangolo d’Oro, uno degli itinerari turistici più frequentati dagli indiani e occorrerebbero diversi giorni per visitarla con la cura che merita, ma purtroppo non abbiamo tutto questo tempo.

Fortezza Junagarh sala

Rajasthan: Bikaner, Junagarh Fort e il Karni Mata Temple o Tempio dei Topi

9° giorno

Lasciamo Jaisalmer dopo una buona colazione al nostro albergo per affrontare il lungo viaggio verso est. Bikaner dista circa 300 Km e ci vogliono circa 5 ore di auto attraversando il deserto di Thar. Lungo la nostra strada incontriamo numerose comitive di pellegrini in cammino verso la loro destinazione.

Bikaner è la quarta città del Rajasthan, un’oasi tra dune e sterpaglie nel bel mezzo del deserto di Thar. Fu fondata nel 1488 e, protetta dal duro deserto e da governanti che furono anche eccellenti guerrieri, si sviluppò nei secoli come centro fondamentale sulla rotta carovaniera che attraversava il deserto. Appena arrivati in città visitiamo l’incantevole Junagarh Fort, la cittadella fortificata con gli antichi palazzi del Maharaja, dagli interni particolarmente ricchi, sede di uno dei musei più interessanti di tutto il Rajasthan.

La fortezza di Junagarh è una delle più affascinanti del Rajasthan. Fu fondata nel 1588 dal raja Rai Singh, all’epoca grande alleato dei Moghul, anche se molti palazzi vennero aggiunti nei 3 secoli seguenti. Al suo interno si trova la reggia a forma di labirinto e numerosi templi. A differenza di altri forti della regione questo non si trova su un’altura, ma non per questo è meno imponente. Le mura della fortezza hanno un perimetro di 1 km, circondate da un fossato e sono rinforzate da 37 bastioni: non è mai stato espugnato.

Le sale dei palazzi all’interno sono finemente decorate con oro e argento, motivi floreali e geometrici, piastrelle italiane, specchi e legni laccati. Un tripudio di squisiti lavori artistici nelle forme più varie.

Subito dopo la visita della fortezza di Junagarh ci dirigiamo poco fuori città per visitare un insolito tempio. Il Karni Mata Temple si trova ad una trentina di chilometri da Bikaner, e vi si recano i pellegrini per adorare migliaia di ratti sacri. Ci siamo voluti andare, non ce lo potevamo mica perdere! E’ dedicato a Karni Mata, manifestazione della Dea Madre, e i circa 20.000 topi del tempio sono sacri e protetti, nutriti dai fedeli con prelibatezze. Attenzione a calpestare un topolino: riparare al torto è costosissimo! Ah dimenticavo…. ovviamente come in tutti i templi all’ingresso si devono lasciare fuori le scarpe… qui un paio di calze robuste usa e getta sono altamente consigliate.

Terminata la visita rientriamo a Bikaner, e raggiungiamo il nostro albergo, il Laxmi Niwas Palace, un imponente e suggestivo ex palazzo reale trasformato in albergo.

Ci tocca una suite… e per una notte ci sembra di essere maharajah.

Jaisalmer deserto Thar

Rajasthan: Jaisalmer, la città d’oro

8° giorno

Siamo a Jaisalmer, la città d’oro. Sorge nel deserto di Thar, su un costone di arenaria giallastra alto 80 metri, per questo è la città d’oro. Ad agosto il caldo umido è veramente opprimente, sopratutto la notte. Siamo arrivati la sera precedente e, dopo un breve giro notturno della città per ammirare il Jaisalmer Fort illuminato dalle luci, siamo rientrati nel nostro albergo. Non pensate che l’aria condizionata possa essere considerata un optional per poter dormire: assicuratevi non solo che la vostra camera ne sia dotata, ma anche che funzioni bene!

A mio avviso è la località che meglio rappresenta i passati splendori in pieno deserto. Sono ben novantanove i bastioni che circondano il forte, tutti costruiti con la favolosa arenaria gialla dorata. Il forte è stato costruito su una collina nel XII secolo dall’allora sovrano rajput Jaisala, dal quale deriva il nome della città. Arriviamo all’ingresso del forte ed entriamo attraverso il First Fort Gate; proseguiamo a piedi ammirando per le strette viuzze lo splendore delle case, dei portoni lavorati e dei sontuosi palazzi: sembra proprio di vivere in una fiaba. Come già abbiamo visto nei giorni precedenti durante la visita di altre fortezze, si accede alla parte interna del forte superando una serie di portali che servivano a difendersi dagli aggressori. A differenza però degli altri forti, questo è tuttora abitato, e questo rende ancora più particolare la visita: è come trovarsi in un museo vivente! Tutto il forte è quasi interamente pedonale, complici le strette viuzze che non permettono il passaggio dei veicoli, e ciò permette di poter passeggiare tranquillamente con il naso all’insù ad ammirare l’architettura. Visitiamo due dei sette templi jainisti costruiti sempre in arenaria gialla e collegati tra loro. Visitiamo il Sambhavnath nel quale i sacerdoti pestano nel mortaio il legno di sandalo per le celebrazioni. Quindi il Rishabdeva, con i suoi pilastri finemente scolpiti con apsara e divinità, ci affascina particolarmente, complice anche l’atmosfera di tranquillità che si respira. Gironzoliamo per le stradine della città fino a quando vediamo una specie di bar che offre una vista panoramica dalla terrazza posta sul tetto dell’edificio: non ce lo facciamo scappare! La vista panoramica sulla città vecchia e il deserto tutto intorno è unica. Terminata la visita del forte proseguiamo con la visita degli haveli, sontuose dimore dei mercanti riccamente decorate e scolpite nella pietra arenaria gialla, costruiti ai tempi della fortuna mercantile della città d’oro tra il XVIII e il XIX secolo. Il Patwa-ki-haveli, il più bello della città, e il Nathmal-ki-haveli che si raggiungono attraversando a piedi la città bassa. Erano le magioni dei mercanti più ricchi, con bellissime facciate scolpite, balconcini e Jalis in pietra, i cortili interni circondati dalle eleganti costruzioni. Qui le descrizioni sono inutili e vi rimando alle foto.

Ci fermiamo per una pausa nelle ore più calde del giorno e usciamo nel tardo pomeriggio per fare un escursione nel deserto di Thar. Il Thar è un’interminabile distesa di sabbie bollenti, che ricopre un’area di circa 446.000 chilometri quadrati. Tocca ben quattro Stati dell’India, anche se la maggior parte di esso si trova nel Rajasthan occidentale e nella regione pakistana del Sindh fino alle catene montuose dell’Aravalli.

Si tratta di una regione bruciata dal sole e battuta da venti fortissimi
dove gli unici paesaggi sono le dune di sabbia, le pietre e la poca vegetazione erbosa e cespugliosa.
Aspettiamo il tramonto accompagnati da improvvisati musicisti e giovani ballerine in quello che definisco uno dei momenti più magici dell’intero viaggio in India.

Jodhpur, Mehranghar Fort

Rajasthan: il Mehrangarh Fort a Jodhpur

7° giorno

Siamo a Jodhpur, antica capitale del regno di Rathor, la Città Blu, blu come il colore delle case dei brahmini, della stessa tonalità del cielo che quasi si confonde. Una città caotica, densamente popolata, nonostante si trovi in una delle regioni più aride, con il suo bazar dove tutto è rimasto come una volta, con i suoi mercanti che offrono di tutto. Sovrastata da un’imponente e meravigliosa fortezza, il Mehrangarh Fort non è una fortezza militare, ma una cittadella fortificata, con all’interno i suoi palazzi, templi e giardini. Una fortezza che ha sempre resistito agli attacchi, senza mai essere violata nei suoi cinquecento anni di storia.

Ed è proprio il forte che visitiamo questa mattina. Posto su una ripida collina alta circa 130 metri, il Mehrangarh Fort è la fortezza più bella del Rajasthan, con le sue altissime mura che si ergono a strapiombo fino a 36 metri di altezza e dominano la città sottostante. Ma nonostante l’imponenza si nota anche una struttura architettonica molto ricercata. Per la costruzione del forte sono state utilizzati i materiali della roccia sottostante ed oggi non si distingue più dove finisce la roccia e dove inizia la costruzione.

Si entra nel Mehrangarh da una delle sette porte, lo Jayapol, dove accanto alla biglietteria (250 Rs) si trova anche un ascensore per raggiungere la sommità dell’edificio, sia per chi ha difficoltà di deambulazione che per chi è più accaldato. Salendo a piedi si oltrepassano altre due porte disposte dopo curve e strettoie per impedire l’ingresso ai nemici con gli elefanti. All’interno del forte troviamo simmetrici cortili e palazzi decorati con le caratteristiche architetture rajput.

Sulla sommità raggiungiamo una grande terrazza dove troviamo ancora i cannoni a difesa del forte: qui il panorama sulla città di Jodhpur è stupefacente. Visitiamo anche l’interessante museo con una collezione di gioielli ed ornamenti dei maharajah. Durante la visita riusciamo anche ad imparare (come no… non ci credete?) a fare il turbante: dodici metri di stoffa sapientemente arrotolati sopra la testa: un impresa! Altrettanto impegnativa è la visita del forte: a causa delle temperature mediamente elevate è consigliabile iniziare quanto prima al mattino.

Nel pomeriggio facciamo qualche giro in città per qualche acquisto al bazar e quindi partiamo in direzione ovest alla volta di Jaisalmer, la Città d’Oro, ancora più vicina al deserto, ancora più calda. Arriviamo a destinazione in tarda serata.